15 lug 2011
Passione soundtrack
Cchiù luntana mme staje/ cchiù vicina te sento/ Chisá a chistu mumento tu a che pienze, che faje!
Chi ha visto Passione di John Turturro (qui potete trovare la recensione di Carla) sa che la musica è l’elemento centrale del film. E’ la voce narrante che guida la telecamera di Turturro lungo un percorso. Un viaggio che scansa come la peste tutti gli stereotipi ed i cliché sulla città. E la scelta delle canzoni, per stessa ammissione del regista, è il risultato di una ricerca d’archivio durata ben un anno e mezzo. Tempo ben speso, visto il risultato, una colonna sonora bellissima, piena di classici riletti magistralmente in chiave moderna e nuove sonorità. Un album quasi perfetto, se non fosse per l’interpretazione affidata a Fiorello di uno dei classici del repertorio di Carosone. Io l’avrei evitato. Comunque sia, forse a causa del troppo amore, o forse a causa dell’ascolto ripetuto ed ossessivo del cd, nel mio piccolo ho fatto un po’ come Turturro. Ho associato a pezzi di canzoni luoghi, vie, piazze, scorci di paesaggio, odori, suoni e sapori. Passione è diventata la voce narrante di un mio viaggio nella città. Tante Napoli che si sovrappongono, si uniscono e si congiungono in un percorso caotico. Port’Alba, le stazioni dell’arte, Via San Sebastiano ed i negozi di musica. E poi la friggitoria che fa i cuppetielli di alici fritte a due euro. La Napoli godereccia della pizza il giovedì a via dei tribunali. E poi Montesanto e le canzoni del primo Pino Daniele. Largo San Marcellino, il Gesù vecchio e la pita a via dei Palladini. La birra davanti palazzo Giusso. La Napoli del suk della Pignasecca che tanto piaceva a mio zio. E poi la Napoli dell’odore di incenso e castagne arrosto che senti solo a Natale. Perché sfido chiunque a dimostrare il contrario, ma la vera atmosfera natalizia la puoi vivere solo a Napoli ed a New York, il resto è fuffa. E poi ancora le capuzzelle del Cimitero delle Fontanelle. E la pietra lavica calpestata dai sandali di Alex Zanotelli. La Napoli delle scalinate del Petraio. E quella che in ogni pietra di tufo ricorda Eleonora Pimentel Fonseca e la rivoluzione del 1799: Castel Sant’Elmo, Sant’Anna a Palazzo e Vincenzo Cuoco. La Napoli delle strade liberate dal Nazifascimo. Delle curve di Corso Vittorio Emanuele e via Coroglio. Dei tuffi dagli scogli della Gaiola. Quella mozzafiato che osservi in silenzio dalla tomba di Virgilio. E quella bellissima, senza trucco e appena sveglia, che vedi alle 6 del mattino dall’uscita dell’Arenella, a cui non puoi negare una solenne promessa: Che tu da qui non te ne andrai mai.
Voto: 7,5
Tracklist
1. Carmela
2. Vesuvio
3. Era De Maggio
4. Comme Facette Mammeta
5. O Sole Mio
6. Maruzzella
7. Malafemmena
8. Don Raffaé
9. Bammenella
10. Nun Te Scurda
11. Passione
12. Passione
13. Pistol Packin’ Mama
14. Tammurriata Nera
15. Catari
16. Caravan Petrol
17. A Vucchella
18. Canto Delle Lavandaie Del Vomero
19. Faccia Gialla
20. Dove Sta Zazà
21. Indifferentemente
22. Napule è
23. Sanghè



1
Carla dice:
Pubblicato il 16-07-2011 alle 10:40
Sei consapevole del fatto che proprio con Napul è sono scoppiata a piangere a singhiozzi?
2
Fabio dice:
Pubblicato il 16-07-2011 alle 16:28
Beh si:)
3
Chiara dice:
Pubblicato il 20-07-2011 alle 19:51
Bel post
4
Miki dice:
Pubblicato il 27-07-2011 alle 18:34
la tua recensione mi emoziona come il film
5
Fabio dice:
Pubblicato il 27-07-2011 alle 22:28
grazie