Libri

Published on marzo 8th, 2017 | by Selvaggia Serini

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Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli

Elena Favilli, Francesca Cavallo, Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli, Mondadori, 224 pagine

Questo è fin dalla prima pagina un libro da record. Forte di un crowdfunding incredibile (che ne ha fatto il libro inedito più finanziato della storia del crowdfunding, a dimostrazione che ce n’era bisogno), il progetto della Timbuktu Labs, la media company di Favilli e Cavallo, è il sogno di molte bambine in carta e inchiostro.

Strutturato in piccole biografie, raccontate con la leggerezza delle fiabe e accompagnate da ritratti di 60 illustratrici dotatissime (15 delle quali nostre connazionali, evviva!), Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli si consulta come un piccolo dizionario e ci commuove come un libro di poesia.

Forse, la prima cosa da fare è chiedersi cosa si intenda con “ribelli” (sebbene vi sconsigli vivamente di affrontare la definizione con un’amica triestina e una croata, perché il nordest non perdona). Che sia chiaro: non si parla solo di donne che “fanno cose da maschi”, ma di esempi brillanti di intelligenza e di rivoluzione sociale, che stimoleranno senza dubbio il confronto e la dialettica, insomma, vi verrà voglia di parlarne, e questo è un bene.

Si procede in ordine alfabetico, passando da ballerine a piratesse, a dimostrazione che il coraggio e la temerarietà sono qualità profondamente femminili, soprattutto in un momento storico come il nostro, in cui il dibattito sulla gender equality è più vivo e violento che mai, per cui questo libro plana nelle librerie come un sogno.
Ci ricorda personaggi che conoscevamo, ce ne fa scoprire di nuovi e ci fa percepire l’assenza di qualcuna che magari avremmo voluto inserire (ma niente paura! Alla fine ci sono due pagine apposta. Io, personalmente, inserirò Sophie Scholl ) precipitandoci in un vortice di memoria e aspirazione, commozione e rabbia.

All’interno non solo guerriere o ballerine: a dimostrazione che le inclinazioni della donna sono varie e pari a quelle maschili; figure di donne fiere, inflessibili, integre, come Irene Sendlerowa, che è bene che siano note a tutti i bambini. Esempi di curiosità, come Amelia Earhart, che decide un’impresa rischiosissima perché “vuole farlo”, in una sorta di parafrasi di Mallory, che scalò l’Everest “perché è lì”, e come Mallory merita di essere ricordata.

Non lo nascondo: è una lettura commovente. Chi vi scrive è nota per la lacrima facile, ma i sentimenti mossi dalle pagine e dalle illustrazioni arrivano fino in fondo, portano echi di caparbietà, di innovazione e di progresso.
Ho pianto perché adesso questo libro esiste, e una me molto più piccola l’ha tanto sognato, e le sarebbe piaciuto tantissimo.

Non sono esempi di donne per donne, per quanto il titolo lo suggerisca: sono innanzitutto un’alternativa all’iconografia eroica tutta incentrata sul maschio, un’alternativa indirizzata sia alle bambine che ai bambini, ché possano vedere che il drago lo si può combattere in due, fianco a fianco, e che le torri dei castelli sono adatte al massimo per farci crescere l’edera.

Selvaggia C. Serini

Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli Selvaggia Serini

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5

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