Recensioni

Published on marzo 28th, 2017 | by Luigi Ferrara

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Billions


Ideatori:
Brian Koppelman, David Levien, Andrew Ross Sorkin

Genere: Drama

Durata: 60’ (a episodio)

Lingua originale: inglese

Stagioni: 2, già rinnovata per una terza

Episodi: 12 per stagione 

Cast: Damian Lewis, Paul Giamatti, Maggie Siff, Malin Akerman, David Costabile

Distribuzione: Showtime

Prima Tv: gennaio 2016 (in Italia giugno 2016)

Billions è una di quelle serie con il titolo e il trailer che ingannano, perché uno guarda e pensa “vabbè, roba di miliardari che fanno a gara a chi ce l’ha più lungo, Gordon Gekko dell’era moderna, il denaro non dorme mai, bla bla bla”. Non vi voglio mentire, questi elementi sono assolutamente presenti, ma fanno solo da contesto. Il protagonista vero, il fulcro di tutta la serie, è il potere: ognuno dei personaggi ne possiede una declinazione, lo desidera e lo percepisce a modo suo.

La coppia di protagonisti-antagonisti è di quelle da paura: nell’angolo rosso troviamo Damian Lewis (che Showtime ha fatto benissimo a tenersi stretto dopo il successone di Homeland) nei panni di Bobby Axelrod, proprietario di un’azienda che gestisce fondi speculativi da diversi miliardi di dollari e miliardario a sua volta. Dall’altra parte c’è un Paul Giamatti in grandissimo spolvero nei panni di Chuck Rhoades, procuratore distrettuale di New York (l’equivalente di uno dei nostri magistrati) con un record perfetto, non ha mai perso un caso in vita sua.

Il primo è freddo, calcolatore, spietato, e non ha alcuna paura di usare l’influenza e il potere che i suoi miliardi gli conferiscono. In alcuni momenti sembra credersi onnipotente, in altri quasi lo diventa davvero. L’altro ha dalla sua parte la legge e la rispetta a tutti i costi, ma non si fa problemi a piegarla alla sua volontà, se questo significa smascherare un potente corrotto e soddisfare la sua ambizione di salire sempre più in alto nella gerarchia.

Se la mia recensione finisse qui sembrerebbe una lotta tra bene e male, un cavaliere bianco e uno nero, ma il bello sono le sfumature di grigio che stanno in mezzo. Badate che il riferimento a quella saga molto criticata che però piace al pubblico non è casuale, perché il buon Chuck non è proprio un uomo senza macchia e senza paura: ha il vizietto del BDSM e gli piace essere dominato, bel contrappasso per uno che può mandare in galera chiunque con le prove adatte. Inoltre soffre tantissimo il fatto che sua moglie guadagni molto più di lui, che ha il padre politicante e ha frequentato Harvard.

Bobby invece, sebbene abbia l’istinto da killer necessario per gestire i patrimoni infiniti di proprietà di altre persone, è un padre di famiglia che ama tanto i suoi figli e i Metallica, con il bisogno latente di essere amato da qualcuno, o quanto meno non odiato da tutti. Infatti ha assunto Michael “Wags” Wagner, Project Manager della Axe Capital, per (testuali parole) farsi odiare dai dipendenti al posto suo. Lo interpreta David Costabile, che forse avete già visto quando era Daniel Hardman in Suits o Gale Boetticher in Breaking Bad.

È il momento giusto per far entrare in scena un’altra persona che detiene un grande potere, sia sul nostro antieroe che sull’antagonista. Wendy Rhoades, moglie e prima dominatrice del procuratore, ma anche psicologa e motivatrice in-house dell’azienda di Axelrod, è l’unica a conoscere i segreti della mente di Bobby e a “tenere per le palle” Chuck, non solo metaforicamente. Per questo, forse, è proprio lei l’ago della bilancia di tutta la storia: tra un matrimonio difficile e la responsabilità di preservare la salute mentale di chi per lavoro macina soldi, succede che suo marito si mette in testa di mandare in galera il suo datore di lavoro.

In mezzo a tutti gli intrighi che conseguono ci sono svariate lezioni di vita, filosofia e marketing applicato, imparate (spesso a caro prezzo) dai personaggi secondari: affaristi, trader, politici, avvocati più o meno loschi, famiglie influenti, in generale tutta gente che ha a che fare con il potere, spesso perché ne vuole di più.

All’inizio il ritmo potrebbe sembrarvi un po’ lento, ma state attenti a non perdere i particolari perché fanno la differenza e ci aiutano a distinguere una serie di alto livello da una semplicemente ben realizzata. Billions è sicuramente di alto livello, recuperatela, a tutti i costi (pun intended)!

Luigi Ferrara

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Lampi di genio e tuoni di stupidità.



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