Recensioni

Published on aprile 5th, 2017 | by Noemi Borghese

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Legion

Ideatori: Noah Hawley, basato sull’omonimo personaggio dell’Universo Marvel

Genere: Drama, psychological thriller, superhero fiction

Durata: 44-68’ (a episodio)

Lingua originale: Inglese

Stagioni: 1

Episodi: 8 puntate

Cast: Dan Stevens, Rachel Keller, Aubrey Plaza, Bill Irwin, Jeremie Harris

Distribuzione: Prodotto da FX e Marvel, distribuito da FX

Prima Tv: 8 Febbraio 2017, USA


Capiamoci subito: questa serie non è per tutti.

Non nel senso che i lettori dei Cefali non siano all’altezza di apprezzare il fior fior della produzione artistica migliore che ci ritroviamo su piazza, sia chiaro. Piuttosto, nel senso che se dovesse venirvi in mente di consigliare una serie da guardare a un conoscente, fate molta attenzione a consigliare Legion.

Dietro le quinte di uno dei migliori gioielli del 2017 troviamo lo stesso ideatore di Fargo, la serie migliore del 2014 – allora non potevamo ancora saperlo ma è l’unica che ha resistito – ossia Noah Hawley, ideatore e creatore di uno sceneggiato davvero speciale.

What if your problems aren’t in your head? What if they aren’t even problem?

Dimenticatevi il superchiacchierato The OA, esperimento di fiction in cui pare che l’unica richiesta fatta allo spettatore sia di sospendere il giudizio e con esso anche la logica, praticamente rischiando l’affiliazione a una setta religiosa per osmosi di idiozie, e persino Westworld, di cui non possiamo dir niente se non che l’eccessiva complessità spesso sembra dipendere, più che da una trama ben scritta, dall’omissione costante di informazioni, portandoci anche qui a venerare lo sceneggiato con una devozione religiosa e ben poco critica.

Come accade ormai sempre più spesso, anche stavolta parliamo di una serie incentrata su un personaggio preso in prestito dal mondo dei fumetti, e anche qui è un supereroe alle prese con i propri poteri. Però, a differenza di Daredevil e Jessica Jonesche amiamo molto – e Arrow e Iron Fiststendiamo un velo pietoso – in questo caso non si può parlare realmente di un prodotto costruito sulla fiction: c’è un elemento sotteso che sfugge costantemente, dalla direzione degli sguardi allucinati, ai colori cupi ma mai spaventosi – sempre surreali e non realmente ansiogeni – siamo immersi in un’allucinazione costante e non riusciamo a svegliarci da una trama che ci travolge.

All animals need physical contact to feel love.

Noah è sempre, vi dicevo, quel gigante che ci ha regalato il remake del Fargo dei fratelli Cohen durante il cui remake non abbiamo mai sentito lontanamente la mancanza del prodotto originale – sfido QUALSIVOGLIA remake a farvi sentire like a virgin come fa Noah
e per questa serie ha dichiarato di essersi ispirato nientepopodimenoche a David Lynch, e all’insieme di trucchetti grazie ai quali il maestro riusciva a lacerare le sicurezze dello spettatore trasformandolo in tutti i protagonisti dei suoi film, senza mezze misure.

Anche in Legion succede qualcosa di simile, perché la vita di David Hallerche altri non è che il figlio del Professor Xavier e di una sopravvissuta all’olocausto – diventa una realtà segnata dall’illusione, un sogno segnato dai ricordi, fino a scoprire, dopo aver scavato, che in profondità si arriva al nucleo della trama: la mente del protagonista e gli infiniti poteri – lo sappiamo già dall’episodio pilota che è uno dai poteri superWOW, ma volete mettere arrivarci dopo otto episodi di psicanalisi? – che ne derivano.

My whole life is a lie. I just need to know: who am I?

Non utilizzo il termine psicanalisi a caso, chiaramente: ‘A capa è na sfoglia e cipolla non se l’è certo inventato oggi Noah.

Ecco perché Legion non è per tutti, così come non lo sono le storie di super eroi in realtà: non tutti gli spettatori sono a proprio agio con le menti brillanti e le personalità più uniche che rare, perché è più semplice riconoscersi in uno schieramento di inetti.
Quando poi il supereroe in questione non ha una forza sovrumana ma una mente dai poteri quasi divini, ognuno degli otto episodi diventa uno strato (o un incrocio di strati) di quell’universo labirintico.

E se c’è qualcosa che non è davvero per tutti, è proprio la capacità di assaporare la fiction della psicanalisi ed entrare in qualcosa molto più grande di noi. Se persino Dante non reggeva il colpo, figuratevi i vostri amici del calcetto con quelli potete parlare di nuove occasioni lavorative, di serie geniali parlate con pochissimi intimi selezionati

Perché guardare Legion?

Per Noah, per David, per la colonna sonora, perché Xavier è sempre stato il mio preferito, perché per fortuna nessuno mi chiede quali serie TV guardare.

Perché non guardare Legion?

Perché ho appena finito un’intensa sessione di esami, perché le ragazze da me non si fanno toccare e ho paura di scoprire il perché, perché non ho capito il fatto della cipolla, perché è tutta colpa di big pharma, perché se per vedere le sise devo entrare in analisi no grazie.

Noemi Borghese

Legion Noemi Borghese

Summary:

5

Voto


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Ho sbagliato tutto, fatemi scendere, voglio fare la ballerina!



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