Libri

Published on giugno 13th, 2017 | by Fabio D'Angelo

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Sottrazione – Carlo Sperduti

Carlo Sperduti, Sottrazione, Gorilla Sapiens Edizioni

Carlo Sperduti, Sottrazione, Gorilla Sapiens Edizioni. 14 euro, pp. 157.

I cultori del quesito matematico-esistenzialista “quanto deve essere lungo un articolo?”, non dovrebbero farsi scappare Sottrazione, un bel libro di un giovane scrittore, Carlo Sperduti, pubblicato dalla Gorilla Sapiens Edizioni.

Ebbene, l’esercizio di riduzione contenuto in Sottrazione è una di quelle cose che può mettere in moto per i fanatici di webwriting un treno di discussioni difficile da frenare.

Per comprendere la cifra della disputa, accantoniamo per un attimo la differenza sostanziale tra Facebook e Twitter e le varie linee teoriche proposte dagli esperti durante i corsi di bloggeing, di SEO e Social Media Marketing, e analizziamo l’evoluzione del corteggiamento che negli ultimi settanta anni ha prodotto un grande mutamento antropologico e politico con tanto di crisi delle nascite. Perché se prima, ai nostri bisnonni, bastava probabilmente una sola parola per conquistare (diciamo così) le nostre bisnonne – un “Vieni!” pronunciato subito dopo un accordo tra gentiluomini, tra sposo e padre della sposa – col tempo la quantità di parole è aumentata in maniera esponenziale, per poi esplodere parossisticamente man mano che ci si avvicina alla death line della friendzone. E da lì, pareggiare le oltre cinquecento mila parole di Guerra e Pace diventava quasi un gioco da ragazzi. E questo è solo uno degli infiniti esempi che si possono fare.

Ma serve al sottoscritto per dire che non esiste una teoria assoluta, e anzi, il contesto, la storia, l’abilità e il piacere di scrivere possono mettere seriamente in discussione le verità ribadite dai Twitter addicted, da buona parte degli esperti di comunicazione e finanche dai reduci dei “gruppi mamme su whatsapp”, ossia che: “per essere accattivanti sul web ci vuole capacità di sintesi, perché certi pistolotti infiniti non li legge nessuno […] E poi vuoi mettere il fatto che tutto questo può avere in ambito editoriale un risvolto ecologista non trascurabile? Pensa, ad esempio, al risparmio della carta e alla trentennale battaglia contro la deforestazione dell’Amazzonia”.

Comunque sia, questa teoria dell’essere smart e sintetico, se pure fosse provata, sarebbe una verità difficile da digerire per chi è sopravvissuto al passaggio sotto le forche caudine delle scuole medie, in cui per effetto di una cultura machista dominante, ogni declinazione del concetto di breve, corto, veloce e rapido non poteva che avere la stessa accezione negativa dell’essere chiamato con l’appellativo di “Pipino il breve”.

Arriviamo così, incerti, alla domanda che contiene in sé tutto il succo della nostra discussione: quante parole servono effettivamente in un libro per raccontare in modo efficace una storia?

Sperduti in Sottrazione prova a modo suo a dare una risposta. Lo fa in modo analitico, riducendo progressivamente per ogni racconto il numero di parole: dalle 18233 battute del primo, alle 163 dell’ultimo racconto, il trentaquattresimo, che si intitola “un destino infausto, quello di Roberta”. Una vera sciccheria.

Morì senza aver realizzato il suo desiderio più grande: morire dieci minuti dopo aver realizzato il suo desiderio più grande.

Sperduti è un Ronaldinho dei giochi di parola, e come il funambolo brasiliano si diverte e rallegra al tempo stesso il lettore. Ciò nonostante, Sottrazione non può essere catalogato come un mero esercizio di stile e né tantomeno come un piccolo laboratorio di scrittura creativa tascabile. Faremo torto alla capacità dello scrittore che, muovendosi con un rispetto per le parole pari soltanto a un Tullio De Mauro o un Michele Apicella, compie la sua ricerca avvalendosi di una dose eccezionale di sarcasmo e intelligenza, che gli consentono di spaziare tra storie fantastiche e surreali, umorismo e horror, e di trasmettere al lettore il gusto del gioco. Elementi che messi insieme fanno di Sottrazione un libro assolutamente geniale.

Fabio D’Angelo

Sottrazione – Carlo Sperduti Fabio D'Angelo

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4

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è uno splendido trentenne che vive a Casalnuovo di Napoli e, avendo poche esigenze, se la passa moderatamente bene.



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