Recensioni

Published on giugno 13th, 2017 | by Luigi Ferrara

0

Sun Records

Titolo: Sun Records
Ideatori:
Leslie Greif
Genere: Drama
Durata: 50’ (a episodio)
Lingua originale: inglese
Stagioni: 1
Episodi: 8
Cast: Chad Michael Murray, Margaret Anne Florence, Drake Milligan, Kevin Fonteyne, Billy Gardell
Network: CMT
Prima Tv: febbraio 2017

Sun Records Una banda di cefali

Un racconto delle origini della discografia moderna. Una serie tv era il minimo per omaggiare quell’uomo: qui c’è il cast al completo.

Premessa snob: se ci siete rimasti male quando hanno cancellato Vinyl benvenuti nel club. Se Vinyl in un certo senso esplorava il fenomeno, questa serie esplora le radici del fenomeno. Siccome gli americani hanno gusti orribili in materia di serie TV, anche questa è stata cancellata dopo la prima stagione, ma non è un buon motivo per ignorarla.

La sorte ha voluto che questa serie terminasse mentre io iniziavo a leggere l’autobiografia di Keith Richards. E che c’azzecca lui, il chitarrista dei Rolling Stones, direte voi? C’azzecca eccome! Nel primissimo capitolo del libro è Richards stesso a ringraziare il protagonista della serie, Sam Phillips, perché in un certo senso ha salvato il Mondo.

Vi spiego: prima i dischi si registravano dal vivo, quindi la musica era “sporcata” dai suoni ambientali. È stato Sam Phillips a inventare la prima versione dello studio di registrazione come lo conosciamo oggi, con la sala insonorizzata e i microfoni piazzati alla giusta distanza. Senza di lui gli Stones o i Beatles non avrebbero mai potuto imparare a suonare i pezzi di Chuck Berry, Howlin’ Wolf e Muddy Waters ascoltando i loro dischi, e di conseguenza non sarebbero mai diventati i Beatles e i Rolling Stones, con tutto quello che ne consegue per la storia della musica.

Sun Records Una banda di cefali

Questi sono gli originali con Sam Phillips quello vero.

Ho reso l’idea del debito gigantesco che tutti quanti abbiamo con Sam Phillips? Mi sembra il minimo renderlo protagonista di una serie TV, partendo proprio dalle origini del mito.

Siamo a Memphis – Tennessee, nel cuore dell’America ancora segregata, all’inizio degli anni ’50. I bianchi e i neri vivono in zone diverse della città, frequentano luoghi diversi, tranne i night club e i locali in cui si fa musica dal vivo. Proprio in uno di questi posti, in una notte piovosa arriva Sam con moglie e assistente/amante al seguito, per aprire la Memphis Recordings, un piccolo studio che registra qualunque cosa (dallo spot radiofonico al matrimonio del parente di turno) a prezzi modici.

Sun Records Una banda di cefali recensione

Chad Michael Murray nei panni di Sam Phillips. È invecchiato bene? È invecchiato male? Di certo c’è che ha ancora problemi con gli accenti.

Permettetemi una parentesi: se sentite la mancanza di One Tree Hill ho un’ottima notizia per voi, perché Sam Phillips è interpretato da Chad Michael Murray, il fratello sfigato che poi diventa il fratello figo tra i due Scott! Chiusa parentesi.

Oltre a lui, la serie segue le vicende di alcuni ragazzini destinati a diventare non molti anni più tardi delle vere e proprie leggende della musica. Forse li avete sentiti nominare: Elvis Presley, Johnny Cash, Jerry Lee Lewis. Uno fa il ragazzo delle consegne, un altro si arruola nell’esercito, il terzo frequenta molto la chiesa ma preferisce peccare, diciamo così. In comune hanno un talento innato per la musica che inizia a essere notato da qualcuno. Con loro vediamo passare sullo schermo una serie incredibile di figure leggendarie: per esempio BB King, Ike Turner, Hank Snow, Eddy Arnold e anche “il colonnello” Tom Parker, che sarà manager di Elvis per tutta la sua carriera.

Sun Records Una banda di cefali recensione

Il cast dei musicisti. Da sinistra a destra: Hank Snow, Jerry Lee Lewis, Johnny Cash, Elvis Presley, Ike Turner. Ci somigliano proprio!

Quando dico che si parla delle origini intendo proprio che viene mostrato cosa è successo all’inizio per portare Sam Phillips a fondare un’etichetta discografica e vendersi due volte la casa per mandarla avanti in attesa di fare il botto con il talento giusto.

Tra una Cadillac d’epoca e un vinile, tra un pezzo country e un blues di quelli appassionati, ho visto poche serie più americane di questa, nel senso che coglie proprio l’essenza degli USA. Anche se andava in onda su un canale piccolissimo ed è durata solo 8 episodi, mi è piaciuta assai.

Perché vedere Sun Records:

  • Perché amo profondamente il rock e ho ancora una ferita aperta da quando hanno cancellato Vinyl
  • Perché voglio sapere com’è invecchiato lo stracciamutande Chad Michael Murray (direi bene, a parte il pessimo accento del sud, zeppola in bocca annessa)
  • Perché anche negli anni ’50 un ragazzo di 20 anni si doveva arrangiare a trovare lavoro e finiva a vendere cose improbabili porta a porta.

Perché non vedere Sun Records:

  • Non mi piace il rock e quindi sono una brutta persona
  • Non amo le cose vintage
  • Mi stava antipatico Lucas Scott 

 

Luigi Ferrara

Sun Records Luigi Ferrara

Summary:

4

Voto


Tags: , , , , , ,


About the Author

Lampi di genio e tuoni di stupidità.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to Top ↑
  • Iscriviti alla nostra Newsletter

  • Seguici su facebook!

  • #unabandadicefali su Instagram

  • Vincitori del premio Radiolibri

    Vincitori del premio Radiolibri
  • Consigli per gli acquisti:


  • BBB (Book Bloggers Blabberling)

    BBB (Book Bloggers Blabberling)
  • Verità per Giulio Regeni

    Verità per Giulio Regeni