Libri

Published on giugno 20th, 2017 | by Roberta Rega

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Le sorelle misericordia

Marco Ciriello, Le sorelle misericordia, Edizioni Spartaco, Recensione Una banda di cefali

Marco Ciriello, Le sorelle misericordia, Edizioni Spartaco pp 96

Che fine ha fatto Baby Jane? è un film del 1962 diretto da Bob Aldrich e interpretato da due leonesse della vecchia Hollywood, Joan Crawford e Bette Davis, passato alla storia per una serie di motivi. Il primo, è senza dubbio l’odio che nutrivano reciprocamente le due dive, leggendario al punto da aver ispirato una nuova serie FX, Feud, che racconta la terribile faida tra la Davis e la Crawford, e la difficoltà di essere una donna, per giunta matura, nell’industria del cinema e nella società dell’epoca. Il secondo motivo è il remake del 1964 Che fine ha fatto Totò Baby?, per molti di noi arrivato prima dell’originale alla nostra coscienza di spettatori, specialmente se nati a Napoli e/o nel culto di Totò. Ma il terzo, e più affascinante punto di forza di Che fine ha fatto Baby Jane?, è che parla del rapporto perverso e masochista tra due sorelle, legate a vita da un incidente che ha privato una delle due dell’uso delle gambe. Il legame tra due sorelle è qualcosa di misterioso e inconoscibile per chi lo guarda da fuori, e Le sorelle misericordia di Marco Ciriello, pubblicato da Edizioni Spartaco, mette sotto la lente di ingrandimento questo segreto gioco di interdipendenza, amore, sangue, e chi sa cos’altro. Laura Cammarata è un fiore all’occhiello del tennis italiano, spietata nel gioco, determinata come solo un’atleta può essere, profondamente religiosa; nel corso di un match contro Serena Williams lascia il campo degli Australian Open e smette improvvisamente di giocare. Abbandona la carriera, gli allenamenti, gli sponsor, la fama, e sostenuta dalla sua fede incrollabile torna a casa per occuparsi della sorella Cristiana, malata di SLA. Un comportamento inspiegabile per tutti, per la stessa Cristiana che subisce con rabbia la scelta di una sorella che poteva avere tutto dalla vita ma che ha scelto di fare la sua stessa vita da reclusa, solo in maniera volontaria. Pietismo? Amore per la famiglia? Spirito di sacrificio? No. Laura ha visto la Madonna, lì, tra il cemento e il cielo di Melbourne, un’apparizione bianca o celeste, pacifica, aerea.

No, non può essere, l’immagine era limpida, il suo velo era il cielo australiano, e io sentivo questa voce che diceva:Tu sei ciò che di bello c’è in me.

Quella visione spinge Laura a lasciare tutto per dedicarsi alla bisognosa sorella in sedia a rotelle, che dal suo guscio di cinismo e disillusione riesce a vedere anche l’atto di vanità che si cela dietro ogni carità, dietro ogni mano che viene tesa dall’alto. La relazione di bisogno reciproco (per Laura spirituale, per Cristiana materiale) riesce anche ad avvicinare le due donne per qualche momento, e si concretizza in un viaggio a Barcellona, città dove Laura da sempre vive e si allena. È lì che il futuro le aspetta, che finalmente entrambe entreranno nella piena consapevolezza della propria vita in maniera concreta, tangibile, senza troppi giri di parole.

Si parla di tennis, di fede, vanità e rapporti di interdipendenza in Le sorelle misericordia, in una forma snella e appuntita e con un progetto grafico e una illustrazione che arrivano al punto.

Roberta Rega

Le sorelle misericordia Roberta Rega

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“Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti”



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