Fumetti

Published on giugno 21st, 2017 | by Guest

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Tre ombre

Tre ombre – Cyril Pedrosa

Nonostante i paesaggi estivi carichi di sole e frutti disegnati a tutta pagina che ci accolgono, l’autunno, nelle pagine iniziali di quest’opera, si preannuncia da subito; è già tutto lì, nella frase di via: “In quel tempo la vita era semplice e felice, noncuranti del mondo, come su un’isola gentile e pacifica. E poi… tutto cambiò”.

Scortati con questa ineluttabile consapevolezza di cambiamento verso qualcosa di ignoto e oscuro siamo proiettati nel vivo della storia di Tre Ombre, opera vincitrice del premio Les Essentiels al Festival di Angoulême del 2008 e primo lavoro di Cyril Pedrosa ad essere pubblicato in Italia da Edizioni BD nel 2013.

Tre ombre - Cyril Pedrosa - Una Banda di Cefali

Cyril Pedrosa, Tre ombre. Edizioni BD, 2013. pp 268

L’avventurosa fuga di un padre, Louis, e del suo bambino Joachim, da tre ombre minacciose apparse all’improvviso sull’uscio di casa, muove le linee dell’intreccio narrativo, ambientando il tutto in un tempo indefinibile e sospeso che appare così lontano e vicino, come lo sguardo del lettore proiettato in un mondo non suo ma di cui comprende perfettamente la pulsione profonda, in una situazione dicotomica di lettura in cui si è divisi tra ciò che si spera e ciò che dovrà accadere.

Tre ombre - Cyril Pedrosa - Una Banda di Cefali

Joachim è un bambino vivace, solare come l’estate nella quale si muove come un pesce nell’acqua, l’acqua di un lago senza correnti, almeno apparenti, dove felice nuota insieme alla sua famiglia godendosi appieno la vita. E così potrebbe continuare, questa vita, se le ombre del titolo non si allungassero fino a raggiungerlo. La scelta a quel punto sembra risiedere unicamente nella fuga, nonostante gli sforzi materni che a questa fuga si oppongono, inutilmente.

Louis non vuole arrendersi a quello che sembra un destino scritto ed inevitabile e così decide di portare il figlio, attraverso una traversata in nave, in un posto sicuro dove le tre oscure inseguitrici non potranno più raggiungerlo. La traversata però, risulterà ben più difficile del previsto e correnti interne ed esterne metteranno in seria difficoltà la coppia di fuggiaschi.

La scelta di un tema così difficile come quello della perdita di un figlio, raccontata attraverso la storia di un viaggio avventuroso, fa sì che non si possa non partecipare all’ostinazione del forte Louis, non condividerne la collera nei confronti del destino che bussa senza nessun riguardo alla porta, non partecipare con ingenuità alla scoperta terribile della crudeltà e della corruzione che dietro quella porta, al di là di quell’isola gentile, si cela.

Tre Ombre è una fiaba dipinta con l’inchiostro, priva di ogni colore, dove il bianco e il nero si attraversano e si intersecano piuttosto che miscelarsi e fondersi: dalle bianche e soleggiate campiture estive delle prime pagine si passa, così, nelle varie fasi della trama, a linee graffiate, secche, che si aggrovigliano, chiudendosi e aprendosi, in curve e spirali continue.

I tratti cartoonistici (che ricordano le influenze passate del lavoro di Pedrosa per la Disney Animation) dalla linea fluida, curva e spessa con cui l’autore caratterizza i suoi personaggi e i suoi ambienti, si evolvono, dalle prime pagine, verso tratti più inquieti ed evocativi, forme metafisiche dove il sentimento, lo stato d’animo, lo sguardo onirico, vengono perfettamente veicolati trovando la loro espressione grafica. E da questo continuo intrinsecarsi, in una lotta di contrasto e ostinazione, si arriva, infine, quando il nodo è talmente tirato da spezzare la corda, allo scioglimento degli intrecci, grafici e narrativi.

Tre Ombre è un inno all’impulso vitale, a quel movimento che continua ostinatamente ad andare avanti, nonostante le perdite, nonostante il dolore, nonostante i continui inverni.

E se è vero che nessuna fiaba può avere un finale triste, forse l’happy ending è tutto qui, nel mostrare la forza motrice che riporta sempre, dopo ogni rigido inverno, alla vita. Accettando le ombre che di volta in volta si proiettano lungo la strada, o tra i rami di un albero privato delle sue foglie; al di là di quello che potrebbe sembrare giusto o ingiusto, privo di senso o crudele.

In definitiva, Tre Ombre è un’opera delicata, dove la debolezza che a volte sembra caratterizzare il testo viene cancellata da una maggiore capacità narrativa delle immagini, che, se appaiono infantili in principio, acquisiscono nel corso della narrazione una potenza evocativa capace di sostenere la tematica affrontata senza mai cadere nella temibile trappola, per temi così difficili, del banale e del patetico, ma anzi di renderla al lettore come emozione pura, così come è: un viaggio che è un groviglio, una spirale, un alternarsi di neri e di bianchi.

Elettra Bernardo

 

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