Fumetti

Published on settembre 21st, 2017 | by Carla De Felice

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Intervista a Simone Prisco

Simone Prisco è un fumettista, pittore e illustratore napoletano. Lo abbiamo conosciuto alla scorsa edizione del Napoli Comicon e ci è bastato sfogliare qualche pagina dei suoi volumi per capire che il suo è un talento davvero straordinario. La sua arte è difficile da definire: non è un fumettista nel senso convenzionale del termine, ha studiato al liceo artistico e all’accademia di Belle arti di Napoli e le sue tavole sono un mix tra fumetto, incisione, dipinto. Ha all’attivo tre graphic novel editi da Douglas Edizioni. In Vita affronta il tema della morte di sua nonna; Irene racconta invece la dolcissima storia d’amore con sua moglie e nell’ultima sua fatica, Immortali, affronta il delicato tema del diventare adulti. Ho incontrato Simone in varie occasioni e ho deciso di fargli qualche domanda sul suo lavoro.

Ciao Simone e benvenuto su Una banda di cefali. Cominciamo con la prima domanda, sul tuo ultimo graphic novel Immortali. È la storia di un forte legame di amicizia ma anche del contrasto tra i sogni che abbiamo da bambini e la realtà con cui ci scontriamo diventando adulti. All’inizio hai detto che le storie sono vere, ma quanta verità c’è? È stato emotivamente doloroso per te scrivere e lavorare ad una storia così toccante?

Grazie a voi, è sempre un piacere parlare con i cefali. In Immortali le storie non sono vere, al contrario di quello che leggete appena si apre il volume; quello che racconto, però, è così semplice nella sua quotidianità che potrebbe essere la storia di chiunque, e qualsiasi lettore può tranquillamente pensare che ciò che sta leggendo sia stato vero per me. Per quanto riguarda la lavorazione, senza ombra di dubbio questo è stato il mio racconto più difficile da realizzare, non il più doloroso, in fin dei conti questa storia l’ho scritta di getto e sin dall’inizio sapevo come dover raccontare graficamente i diversi momenti narrativi.

Nel tuo Immortali riesci a far rivivere perfettamente le atmosfere in cui è ambientato, anche grazie a piccoli particolari. Quali sono state le tue ispirazioni mentre lavoravi e scrivevi la storia?

Quando realizzo una storia sono solito circondarmi di cose o atmosfere che rimandano a ciò che racconto. Durante la lavorazione di Immortali sono partito da un fumetto sui Transformers che realizzai alle scuole medie (tutt’ora è il lavoro artistico che custodisco con più cura) poi ho iniziato a rivedere classici film degli anni ’80, come I Goonies, Stand by me, La storia infinita, Navigator e tanti altri, ma anche produzioni nuove come Stranger Things o Super8.

Tavola di Vita

I tuoi graphic novel hanno sempre una forte componente autobiografica. Vita affronta la morte di tua nonna, Irene la storia d’amore con tua moglie. Come nasce una tua storia e come scegli il modo in cui raccontarla?

Vita è stato l’elaborazione di un lutto, in origine nasceva come un ciclo di acqueforti, ma poi i bozzetti, una volta colorati, sono diventati le tavole del graphic novel. Irene nasce da una frase di mia moglie: al mare in una insenatura che entrambi frequentavamo da piccoli con le nostre famiglie ipotizzò che magari ci fossimo incontrati lì ancor prima delle scuole superiori. Immortali invece nasce per esorcizzare le mie paure, la malattia, la solitudine, il lavoro e la perdita della famiglia. Anche se nascono in maniera diversa, tutti e tre i volumi prendono forma per l’esigenza di raccontare un determinato stato d’animo; diventa un’esigenza, un’ossessione, in quei momenti qualsiasi cosa faccia il mio pensiero va alle tavole realizzate o a quelle che realizzerò e il modo di raccontare viene da sé.

Tavola di Irene

Ti piacerebbe un giorno disegnare una storia scritta da qualcun altro?

Ho già lavorato a storie di altri autori, come colorista ho realizzato La scelta di Stefano e Marco Chiuchiarelli, come disegnatore, invece, ho realizzato un capitolo di Amigdala di Davide Ferrante sempre sotto il marchio Douglas Edizioni, ma in generale non avrei nessun problema a realizzare storie di altri, anzi penso sia uno stimolo, specialmente su storie che difficilmente potrei pensare io.

Quali sono le tecniche pittoriche che usi di più e con quali ti senti più a tuo agio?

Uso tecniche con le quali mi sento a mio agio: la pittura ad olio quando dipingo, l’acquaforte quando incido. Quando disegno invece mi piace sperimentare, mischiando un po’ di materiali: pastelli, acquerelli, oilbar, pennini e quant’altro.

L’illustrazione della copertina della nostra pagina Facebook è proprio di Simone Prisco

Quale colonna sonora ti ha accompagnato mentre lavoravi a Immortali?

Non ne sono sicuro, ma credo di aver rispolverato David Bowie e i Beatles, sicuramente ho lavorato con i film di sottofondo, infatti mi sono reso conto che più di musica, quando lavoro, ho bisogno di avere “rumore”.

Domanda di rito ma inevitabile: altri lavori in cantiere?

Sono a lavoro su una storia di Marco e Stefano Chiuchiarelli (e questo risponde anche alla domanda precedente) che ha che fare con alieni, simboli e rune, ma ci sarà modo di approfondire il discorso quando avrò un po’ di tavole da mostrare.

Grazie ancora una volta a Simone e speriamo di avere presto altre novità.

Carla De Felice

Cefali e Simone Prisco alla presentazione di Immortali a Pomigliano (NA)


About the Author

L'unico vero realista è il visionario.



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