Fumetti

Published on ottobre 5th, 2017 | by Carla De Felice

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La saggezza delle pietre – Intervista a Thomas Gilbert

Thomas Gilbert, La saggezza delle pietre. Diabolo Edizioni, 2017. PP 302

“Lascia che mi trasformi.
Lasciami diventare vera.
Lasciami diventare selvaggia!”

Ho sentito parlare per la prima volta del fumettista francese Thomas Gilbert poco prima della scorsa edizione del Treviso Comic Book Festival, ma mi è bastato sfogliare qualche pagina del suo La saggezza delle pietre (edito in Italia da Diabolo edizioni) per restarne letteralmente folgorata. Quei disegni così belli e carichi di emozioni, quel contrasto tra i colori scuri e il rosso della volpe, la natura a fare da contorno: impossibile resistere. Perciò non soltanto ho recuperato anche il precedente volume Velenose (Edizioni BD) ma ho deciso di fare qualche domanda al gentilissimo e simpaticissimo autore, così su due piedi, in presenza di Elisabetta Tramacere, la traduttrice del volume, che si è trovata a sua volta a rispondere a qualche domanda. Prima di scrivere di questo splendido graphic novel, ecco la mia intervista all’autore, durante la quale abbiamo parlato di fumetti, traduzione, progetti per il futuro e tante altre cose.

Qui è mentre intervistiamo Thomas Gilbert, la grande scoperta di questo @trevisocomicbookfestival #tcbf17

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Ciao Thomas e benvenuto su Una banda di cefali. È un grande onore per me poterti intervistare visto che per me sei stato la grande scoperta di questa edizione del Treviso Comics Book Festival. Stai cominciando adesso a farti conoscere in Italia, puoi raccontarci qualcosa sulla tua formazione? Come ti sei avvicinato al mondo del fumetto?

Thomas Gilbert: Come tanti disegnatori, disegno da quando ero bambino. Spesso tanti bambini smettono crescendo, io invece ho continuato. A 12 anni ho capito che avrei voluto disegnare per mestiere ma non sapevo ancora se volevo entrare nel mondo del fumetto o fare illustrazioni. Leggevo i fumetti, ma quelli classici franco-belgi come Le avventure di Tin Tin, Asterix. Non ero sicuro però perché per me si trattava soltanto di fumetti, non conoscevo gli autori né quello che si nascondeva dietro. A 16 anni ho iniziato a leggere gli autori francesi dell’Association come David B., che mi hanno aperto la strada per il fumetto. Come un miracolo, ho capito che il disegno poteva essere importante tanto quanto la narrazione e quindi ho deciso che volevo diventare fumettista. Ho lasciato la Francia e ho frequentato una scuola in Belgio, La ESA Saint Luc a Bruxelles. Ho seguito dei corsi teorici come antropologia, arti illustrative e storia dell’arte che mi hanno aperto un orizzonte sul mondo del fumetto con uno sguardo più ampio su altre discipline.

Thomas era già stato pubblicato in Italia da BD edizioni con il volume Velenose. Com’è nata la collaborazione con Diabolo Edizioni? Cosa avete pensato dopo aver letto La saggezza delle pietre la prima volta?

Elisabetta Tramacere: Una collaboratrice di Diabolo Edizioni, Francesca Martucci, è andata al festival di Angouleme del 2016 e ha conosciuto Thomas e la piccola casa editrice Vide Cocagne che ha pubblicato in Francia Sauvage ou La sagesse de pierres. È rientrata in Italia con l’originale, proponendolo in lettura a me e a Riccardo Zanini. Io sono la traduttrice dal francese, perciò sono stata la prima a leggerlo. Quella sera avevo la possibilità di scegliere tra un bottino molto ricco, visto che Francesca aveva fatto incetta di fumetti fantastici, e non so perché, forse mi ha chiamato il libro, ma ho scelto questo di Thomas Gilbert. La cosa incredibile è che sono riuscita a leggerlo tutto d’un fiato quella notte stessa e a alla lettura successiva di Riccardo, lui ha fatto sì che  lo contattassimo per primi e così è iniziata la collaborazione. Lui non ci conosceva, ma è stato un piacere collaborare perché è stato uno scambio continuo.

 

 

Abbiamo già cefalizzato @thomasgilbertbd ❤️ #tcbf17 #diaboloedizioni

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Com’è stato lavorare insieme per la traduzione?

Thomas Gilbert: È stato molto interessante lavorare con Elisabetta. Lei parla benissimo francese ma c’erano alcune nozioni, ad esempio riguardo al tono sarcastico che non è sempre facile da cogliere in francese. Per me era evidente, per lei no. Per il resto è stato semplice, e in caso di dubbi abbiamo sempre lavorato insieme

Elisabetta Tramacere: Per me è stato fantastico avere un autore così disponibile, è il sogno di ogni traduttore. Io ho manifestato subito i miei tre o quattro dubbi che non mi facevano dormire la notte. Si trattava di passaggi sarcastici, dovuti per lo più alla diversa sensibilità culturale. Abbiamo scelto insieme, io li ho esposti a lui e abbiamo deciso insieme.

Com’è nata invece questa storia? Cosa ti ha ispirato?

Thomas Gilbert: Mi hanno ispirato due cose. Prima di tutto un fatto di cronaca che avevo estrapolato da un giornale. Una persona si era persa nei Pirenei ed era stata ritrovata morta dopo due settimane. Ho pensato che due settimane possono essere un periodo molto breve per chi non ha vissuto l’esperienza, e allora mi sono messo nei panni di chi quell’esperienza l’ha vissuta, dilatando tempi e situazioni. Il secondo elemento che mi ha spinto a scrivere questa storia è che siamo portati molto spesso a credere e pensare che ci sia una natura in qualche moda buona quasi madre, amorevole oppure matrigna o vendicativa. Io però non sono d’accordo, per me l’uomo è carne vivente che fa parte di un sistema più complesso.

Elisabetta Tramacere: Volevo aggiungere che nel libro quest’ultimo aspetto è molto evidente. Non c’è nessun giudizio o presa di posizione, e quindi è quello che succede a un corpo vivente all’interno di un sistema complesso che non è per forza né buono né cattivo ma va preso per quello che è.

Ho notato che tu racconti spesso le storie dal punto di vista femminile. Quanto è stato difficile entrare nella testa di una donna e rendere il punto di vista naturale?

Thomas Gilbert: È stata una cosa molto naturale su cui non ho dovuto riflettere tanto. Le ragioni profonde per cui l’ho fatto sono due. La prima è che il mondo del fumetto, in Francia in particolare, è molto maschile e sicuramente c’è un’offerta in cui l’immedesimazione del lettore maschile è molto più facile. Faccio l’esempio di Lucky Luke, se lo leggi da piccolo, per un ragazzo è più facile riconoscersi in questo personaggio. Le cose stanno cambiando, ma avevo bisogno che per una donna dell’età della protagonista ci fosse un fumetto che la racconta e permette l’immedesimazione. Il secondo bisogno è che, per raccontare una storia in profondità, avevo bisogno di un personaggio bloccato su vari aspetti da qualcosa di più forte. In questo caso la protagonista è frustrata da una presenza maschile molto forte accanto che non le permette di esprimersi pienamente. Volevo far capire che chi si sente in minoranza o ha difficoltà ad esprimersi in questo fumetto poteva trovare una fonte di immedesimazione.

Quali sono i progetti a cui stai lavorando attualmente, invece?

Sto realizzando l’ultimo volume di una serie che ho cominciato dieci anni fa con uno sceneggiatore, dedicato ai più piccoli. Per questo progetto mi occupo soltanto dei disegni. Invece sto lavorando a un progetto mio sulle streghe di Salem. Ho scelto questo tema per affrontare il tema della minoranza con un confronto tra la situazione di oggi e l’epoca storica in questione.

Intervista a cura di Carla De Felice

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L’unico vero realista è il visionario.



2 Responses to La saggezza delle pietre – Intervista a Thomas Gilbert

  1. fperale says:

    Bellissima intervista! Purtroppo a Treviso non sono riuscito a parlarci causa confusione e mancanza di tempo, e dire che con Thomas Gilbert ci stiamo anche seguendo su Instagram! Ora ne so qualcosa di più grazie a voi!

    • Carla De Felice says:

      Grazie Fabrizio 🙂 Avevo un altro milione di domande da fargli, ma con il tempo a disposizione era un po’ difficile… Una persona e un artista davvero straordinario 🙂

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