Musica

Published on ottobre 21st, 2017 | by Francesco Papadia

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Alvvays – Antisocialites


Il 2014 è stato un anno musicale incredibilmente ricco che ha visto il ritorno in scena di nomi come Pixies, Elbow, Mogwai, Afghan Whigs e tanti altri. Nel luglio dello stesso anno è uscito un disco piccolo di una band piccola, Alvvays degli Alvvays (da qui in poi, per evitare confusione, chiamerò il primo disco S/T).

Il disco è un successo, i college americani impazziscono per la band canadese, S/T ottiene ottimi piazzamenti nelle classifiche americane e inglesi. Gli Alvvays catturano per la loro semplicità, immediatezza e per la voce angelica della cantante Molly Rankin. I testi e le atmosfere, in bilico tra il leggero e il malinconico, regaleranno al disco l’epiteto perfetto: il “disco dell’estate fuiuta”.

Gli Alvvays sono tornati sulle scene con Antisocialites. Rispetto a S/T ci troviamo di fronte a un disco più maturo: la leggerezza compositiva rimane ma il lavoro ha uno spessore nettamente maggiore, l’estate è finita e ha lasciato il posto alla malinconia che ci prende nelle relazioni complicate.
La band sembra essere circondata da un’aura eterea fatta di lo-fi e indie che all’apparenza potrebbe sembrare paracula ma invece è orecchiabile, divertente, bella. Gli Alvvays hanno fatto un salto in avanti e la spensieratezza si è trasformata in meraviglia, in sogno.

Se il primo lavoro era un disco divertente, estivo, dove l’indie si sentiva in ogni nota, Antisocialites ci porta in una dimensione dream pop, dove le tastiere e le chitarre si scambiano il ruolo di protagonista creando un sound ipnotico e delicato.
Il disco mette subito in campo l’artiglieria pesante, sparando i tre singoli all’inizio.
In Undertow, Dream Tonite e Plimsoll Punks sono tre diamanti che scintillano, la voce di Molly con la sua morbidezza ci cattura ma stavolta c’è un uso abbondante del riverbero che la rende quasi cosmica. La parte del leone è interpretata dalle incantevoli tastiere di Kerri McLellan mentre le chitarre ci regalano un piacevolissimo jingle jangle che ricorda qua e là i R.E.M e altrove gli immancabili Beatles.

Hey e Lollipop (dedicata ai Jesus and Mary Chain) aumentano un po’ il ritmo del disco che a differenza di S/T si muove su ritmi più lenti, ce lo dimostra Already Gone che sembra omaggiare i Mazzy Star.
Antisocialites consolida il giusto interesse che gli Alvvays avevano generato, il loro stile è diventato identità, il cantato rende riconoscibile la band tra milioni.

Se non si fosse ancora capito, sogno e disincanto sono le parole che contraddistinguono Antisocialites; i testi, più maturi, portano la band a un livello superiore facendoli entrare tra le band degne di nota quando esce un loro lavoro. Non fatevi scappare Antisocialites se amate le voci dolci, le coccole musicali e un pop realizzato magnificamente.

Francesco Papadia

Tracklist

  1. In Undertow
  2. Dreams Tonite
  3. Plimsoll Punks
  4. Your Type
  5. Not My Baby
  6. Hey
  7. Lollipop (Ode to Jim)
  8. Already Gone
  9. Saved by a Waif
  10. Forget About Life

Alvvays – Antisocialites Francesco Papadia

Summary:

5

voto


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