Fumetti

Published on ottobre 25th, 2017 | by Elettra Bernardo

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La giusta mezura

Flavia Biondi, La giusta mezura, Bao Publishing, recensione, una banda di cefali

Flavia Biondi, La giusta mezura, Bao Publishing 2017.

“È così perfetto l’amore prima di conoscere i suoi protagonisti”

Dopo un improvviso licenziamento, nello spazio di otto mesi che la separa dal giro di boa dei suoi trent’anni, Mia si immerge tra le pareti della sua stanza da ex-studentessa fuori sede, stanza che divide con Manuel, il ragazzo che da otto anni è al suo fianco.

La coppia vive a Bologna, in una casa condivisa con altri studenti e lavoratori, in attesa del momento propizio per poter andare a vivere da soli, per poter “diventare grandi” – o almeno questo è quello che vorrebbe Manuel che, se di giorno è un instancabile lavoratore con i piedi ben saldi a terra, di notte è uno scrittore romantico e sognatore, impegnato nella stesura dei capitoli del suo primo libro ambientato ai tempi dell’Amor cortese.

Al raggiungimento di questo obiettivo, per Mia, si contrappone una vita vissuta alla giornata, fatta di lavoretti part-time e ambizioni mai spinte al massimo, che si frantuma, adesso, sotto il peso di una domanda finora nascosta dalla fretta quotidiana, dalle esigenze materiali, dal tempo che scivola tra le dita senza che possa rendersene conto. “Cosa ho costruito in dieci anni?” si chiede sopraffatta e spaventata quando, costretta a fermarsi, fa una somma di ciò che rimane degli anni di vita piena, di movimento costante, di notti in cui tutto poteva sembrare possibile, del  tempo che si occupava nel “consumare le scarpe sui sanpietrini a furia di passare da una casa di amici all’altra”.

Flavia Biondi, La giusta mezura, Bao Publishing, recensione, una banda di cefali

La ragazza, se da un lato si sente lasciata indietro dal mondo, in ritardo perenne, dall’altra è bloccata in una impasse densa come sabbie mobili, dove la stasi sembra essere l’unico modo per sopravvivere. La frustrazione e il malessere prenderanno quindi il sopravvento, intrecciandosi e fondendosi con la sua situazione sentimentale che, come potrebbe descriverla un noto social network, diventa complicata.

Quello di Flavia Biondi, autrice e co-fondatrice dell’etichetta Manticora Autoproduzioni, qui al suo secondo lavoro con Bao Publishing, è il racconto di una storia quotidiana, di un amore che viene messo alla prova come tanti ma è, altresì, un racconto soprattutto generazionale, di una generazione che si potrebbe rappresentare come un raccoglitore ricoperto di etichette adesive: Generazione Y, Millenials, i Next, la Generazione Peter Pan. E ancora, i Boomerang e i NEET* in cui ad esempio rientrerebbe proprio la nostra protagonista. Etichette, appunto, a cui la Biondi, una pura millenial classe ’88, prova a donare l’umanità dei suoi personaggi, provando a tracciare il volto, almeno in parte, dei trentenni di oggi.

Cresciuti pensando di poter realizzare i loro sogni di felicità, Mia e Manuel si scontrano con la realtà fatta di bollette e di vuoti e si chiedono che fine abbia fatto questa felicità, dove cercarla, dove trovarla.

Flavia Biondi, La giusta mezura, Bao Publishing, recensione, una banda di cefali

Manuel tende a idealizzare, a proiettare in un’immagine lontana legata a un’altra epoca i suoi sentimenti morali e la sua visione dell’Amore, senza vedere la donna reale che ha davanti a sé, quella che si sente fregata dal tempo, dalla vita, dal ritmo di una società su cui non ha mai saputo ballare. È pronta Mia ad essere compagna, sposa, madre?

Com’è possibile in questo caos trovare l’equilibrio, la giusta mezura tra aspirazioni e bisogni quotidiani?

Per quanto riguarda la narrazione, la storia scorre fluida e i dialoghi risultano abbastanza naturali. Una naturalezza che tende però a perdersi qualche volta nella caratterizzazione dei personaggi, in particolare di quelli secondari che spesso assolvono semplicemente un ruolo funzionale alla storia senza risultare davvero interessanti.

Interessante è invece il dialogo con la città che fa da sfondo attivo alle vicende narrate, Bologna, che viene restituita con minuziosità e amore risultando una scenografia realistica, pulsante. La pelle di Bologna dialoga con Mia; i suoi portici, le pietre, le chiese rispondono alle sue domande e le mostrano come sia possibile rimanere fedeli a se stessi nonostante i ciclici mutamenti.

Il disegno, caratterizzato dall’uso della linea chiara, ha un tratto solido e sintetico che, nel delineare i personaggi, si fa più squadrato, in particolar modo nei volti che, nel tipico stile dell’autrice, presentano le guance ricoperte di trattini/lentiggini. Le pagine del volume presentano un’elegante bicromia in blu ottenuta tramite l’uso di una tinta piatta ben distribuita che risulta sempre molto equilibrata e in tema con il dualismo in cui si ricerca il bilanciamento giusto tra due elementi.

Flavia Biondi, La giusta mezura, Bao Publishing, recensione, una banda di cefali

 

La giusta mezura è un ritratto di una fascia d’età piena di dubbi e incertezze che si colloca alla fine dei vent’anni, in cui ci si può riconoscere facilmente se ne si fa parte ma che non riesce (forse) a superare la superficie degli eventi narrati, giocando poco con i suoi punti di forza come il rapporto tra i personaggi e il loro ambiente. Ma è anche, come si è detto, un racconto attualissimo che getta lo sguardo, con un punto di vista vicino e onesto, sulla storia di una generazione, che viene staccata dalle sue denotazioni da saggio di sociologia ed è raccontata con semplicità e trasparenza.
Dove risiede la giusta misura tra ciò che volevamo, tra ciò che vorremmo e quello che abbiamo per non essere infelici? Flavia Biondi prova, da coetanea, a risponderci.

Elettra Bernardo

La giusta mezura Elettra Bernardo

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