Fumetti

Published on novembre 8th, 2017 | by Selvaggia Serini

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Diario di un fantasma

Nicolas De Crécy, classe 1966, è uno dei maestri del fumetto francese (ed europeo). Il suo tratto è inconfondibile, la padronanza delle varie tecniche espressive assolutamente innegabile. Finalmente, dopo essere stato pubblicato nel 2007 in patria, Diario di un Fantasma esce anche da noi, grazie a Eris Edizioni, che già ci aveva permesso di apprezzare Il Celestiale Bibendum (2015) e La Repubblica del Catch (2016).

Nicolas De Crécy, Diario di un fantasma, Eris edizioni, una banda di cefali, recensione

Nicolas De Crécy, Diario di un fantasma, Eris edizioni.

“Non c’è niente di più noioso dei sogni degli altri”.

Diario di un Fantasma, l’opera finora più autobiografica di De Crécy, si avventura in un territorio misterioso e rischioso: l’ispirazione e la creazione artistica.
La storia infatti prende le mosse dalla visita in Giappone, patria del marketing, di un bozzetto pubblicitario, uno schizzo appena accennato che non sa ancora che forma prendere.
Ad accompagnarlo, il suo sgradevolissimo manager, un laido maleducato e imbarazzante, che fa da perfetto contraltare alla delicatezza del bozzetto. Incapace di comprenderne i sogni, i desideri, votato solo alla vendibilità, il manager spingerà il Fantasma a porsi ancora più domande sulla propria esistenza, che esploderanno poi grazie all’incontro in aereo con l’Autore, De Crécy stesso.

Nicolas De Crécy, Diario di un fantasma, Eris edizioni, una banda di cefali, recensione

Il Fantasma, questa figura tonda e adorabile, entra nel racconto autobiografico dell’Autore, che quasi lo soffoca: così ogni artista nuoce alla propria ispirazione. Il racconto prende un tono mordente noce, le vignette si disfano per dare aria alla pagina,  De Crécy racconta a noi e al Fantasma un progetto che aveva amato poco, un reportage in Brasile, che però gli ha dato modo di sperimentare e ampliare il proprio tocco artistico.
Sfinito, il Fantasma si ribella, riportando il bianco, il vuoto, nelle pagine. Vuole vivere indipendentemente dall’Autore. Sarà possibile?

Nicolas De Crécy, Diario di un fantasma, Eris edizioni, una banda di cefali, recensione

De Crécy ci ha abituati all’assurdo. Alle forme apparentemente sgradevoli che finiscono per intenerirci, incuriosirci, farci credere che meritino una vita che vada oltre la pagina. Ha un tocco e un’intuizione che non hanno pari, e in questo graphic novel ci presenta un dono prezioso: ci permette di fare una passeggiata nel suo universo creativo, tra le sue nevrosi e lo sguardo unico che da sempre è evidente nelle sue opere.
Se per molti Il Celestiale Bibendum è il capolavoro indiscusso di De Crécy, Diario di un Fantasma ne è appendice essenziale, completamento ideale della sua poetica così complessa, così simbolica, finestra spalancata sul suo splendore.

Selvaggia C. Serini

Diario di un fantasma Selvaggia Serini

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5

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