Libri

Published on novembre 21st, 2017 | by Carla De Felice

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Dal tuo terrazzo si vede casa mia

Elvis Malaj, Dal tuo terrazzo si vede casa mia. Racconti edizioni 2017, pp. 164

Chi dice io non sono razzista ma, è un razzista ma non lo sa.” (Willie Peyote)

Per Elvis Malaj invece, scrittore nato in Albania ma in Italia dall’età di quindici anni, il razzismo è una cosa inesistente. Anche i suoi personaggi la pensano come lui. Come il protagonista del primo racconto, dal titolo emblematico Vorrei essere albanese, che risponde ad un’offesa verbale razziale con:

Il razzismo non esiste, e siccome non ci credo, col razzismo non ho mai avuto problemi.”

Malaj, classe 1990, è il primo scrittore di lingua italiana pubblicato da Racconti edizioni, la casa editrice romana che, come si intuisce dal titolo, si occupa esclusivamente di racconti. Il giovane albanese aveva già pubblicato sulla rivista effe e per la rassegna stampa di Oblique studio. Dal tuo terrazzo si vede casa mia è una raccolta di 12 racconti di varia lunghezza dal ritmo incalzante, scanzonato, in bilico tra l’Italia e l’Albania.

Avevo la faccia da albanese, a detta di tutti, ma io non sapevo com’era una faccia da albanese, la mia mi sembrava normale, e francamente anche bella.”

Quelle di Malaj sono storie brillanti e pungenti, si ispirano alle sue origini ma non sono da considerarsi autobiografiche. I protagonisti, sia italiani che albanesi,  si trovano quasi sempre ad affrontare le situazioni più incredibili, spesso stereotipate, e il risultato è un senso di inadeguatezza e spaesamento. La loro nazionalità, italiana o albanese che sia, non ha valore: sono essere umani estranei al mondo, e si trovano a fare i conti con temi come l’identità, l’accettazione di sé o la ricerca della propria collocazione nel mondo.

Trovarsi bene o meno in un posto non dipende dal posto, dipende da te. Ovunque vai ti porti sempre dietro qualcosa che alla fine rende ogni posto uguale a un altro. Potrei anche rispondere alla sua domanda, ma non significherebbe niente. Tradirei semplicemente la mia capacità di trovarmi bene o male in Italia.

Tra frecciatine, dialoghi, rivelazioni, aggressioni verbali e molto altro ancora, ogni racconto è sempre diverso dall’altro e scorre fluido, naturale, prendendo una piega sempre imprevedibile. Hanno tutti un taglio ironico, sarcastico, strappano grasse risate ma spesso il retrogusto amaro è dietro l’angolo.

Non essendo pienamente madrelingua italiano, la lingua dell’autore è qualcosa di davvero particolare e innovativo. Elvis Malaj usa la lingua in maniera spontanea, gioca con le parole, con i tempi verbali e spesso inserisce consapevolmente nella narrazione parole e frasi in albanese non tradotte o parole italiane un po’ vetuste. Il risultato è una lingua più nuova e viva che mai, ibrida, colta, versatile, perfetta come esordio italiano nel catalogo di Racconti edizioni.

Dal tuo terrazzo si vede casa mia è dunque una raccolta imperdibile, per imparare a guardare con occhi diversi il confine tra noi e l’altro, e che in certe occasioni potrebbe farvi vivere situazioni imbarazzanti come ridere da sola ad alta voce su un treno affollato. Come è capitato alla sottoscritta – ma ne è valsa la pena.

– Almeno apprezza lo sforzo. È andato a cercare le recensioni su internet. E poi, scusa, non puoi regalare a Sulejman un libro.
– Perché?
– Perché è uno scrittore. Gli scrittori detestano i libri, per questo li scrivono.

Carla De Felice

Dal tuo terrazzo si vede casa mia Carla De Felice

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L’unico vero realista è il visionario.



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