Fumetti

Published on novembre 30th, 2017 | by Carla De Felice

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La saggezza delle pietre

 

La saggezza delle pietre… Non è una mistica. E neanche una filosofia. Non ne trarrai orgoglio. Né umiltà. È una saggezza di pensiero. E senza azione… La saggezza delle pietre non ha scopo.”

Thomas Gilbert, fumettista francese ma residente in Belgio, è stata una delle grandi rivelazioni cefale della scorsa edizione del Treviso Comic Book Festival. Qualche anno fa, BD edizioni aveva pubblicato in Italia il suo graphic novel Velenose, un ritratto profondo, duro e veritiero dell’adolescenza, mentre è uscito a settembre per la casa editrice torinese Diabolo Edizioni con la traduzione di Elisabetta Tramacere  La saggezza delle pietre, un volume denso e dal messaggio molto forte.

La saggezza delle pietre, Thomas Gilbert, Diabolo edizioni, Recensione, una banda di cefali.
“Lasciami almeno una volta cercare il mio posto.”

Il racconto si apre con una giovane donna, di cui non conosciamo il nome, in montagna con il suo fidanzato Thibaut. È chiaro sin dall’inizio che la donna ha paura di stare da sola e necessita costantemente di qualcuno che le faccia da guida, come il suo fidanzato. Nel corso della gita, però avviene qualcosa di imprevisto e la donna si ritroverà da sola nei boschi, abbandonata a se stessa. Dovrà cavarsela da sola, fare tutto il necessario per la sua sopravvivenza, imparare a conoscere i propri limiti e oltrepassarli. Pagina dopo pagina, tavola dopo tavola, la donna entrerà sempre più a contatto con l’ambiente che la circonda, si sentirà più forte, vigorosa, (ri)scoprendo il suo lato più nascosto e primordiale.

La saggezza delle pietre, Thomas Gilbert, Diabolo edizioni, Recensione, una banda di cefali.Trovare una definizione chiara per l’opera di Thomas Gilbert è un’impresa pressoché impossibile: è una storia sulla natura, sugli esseri umani, sui rapporti tra essi ma anche sulla ricerca del proprio posto nel mondo, sulla paura della solitudine e molto altro ancora. Sotto alcuni punti di vista potrebbe anche essere interpretata come una storia sulla cura del pianeta, sull’ecologia, sull’ambiente. È un invito alla riflessione, alla ricerca, a pensare con la propria testa. Nelle varie fasi del racconto, infatti, l’autore non esprime né prende alcun tipo di posizione, anzi, fa in modo che sia il lettore stesso, con le sue sensazioni ed emozioni, a trarne le proprie conclusioni.
Anche la stessa natura, tra le grandi protagoniste dell’opera, che di solito viene sempre rappresentata o come un’entità benevola e materna o come una matrigna cattiva, qui non diventa nient’altro che un sistema complesso, con le sue regole e dinamiche, che deve essere preso per quel che è, senza essere necessariamente giudicata. 

“Il secondo elemento che mi ha spinto a scrivere questa storia è che siamo portati molto spesso a credere e pensare che ci sia una natura in qualche moda buona quasi madre, amorevole oppure matrigna o vendicativa. Io però non sono d’accordo, per me l’uomo è carne vivente che fa parte di un sistema più complesso.” (Thomas Gilbert)

La saggezza delle pietre, Thomas Gilbert, Diabolo edizioni, Recensione, una banda di cefali.
Nel corso dell’opera, Thomas Gilbert alterna passaggi positivi, ottimisti, ad altri più cupi, di sconforto, lasciando che la storia prenda sempre una piega imprevedibile. Anche quando il lettore crede di riuscire a prevedere lo svolgersi degli eventi, succede qualcosa di inaspettato, come l’incredibile finale che offre una nuova chiave di lettura all’intera opera. Thomas Gilbert pone innumerevoli quesiti al lettore, ma non in maniera diretta, quanto piuttosto attraverso spunti di riflessione.
Altro grande merito dell’autore è il riuscire a raccontare una storia dal punto di vista femminile in maniera fluida e naturale, senza mai risultare artificiosa o costruita. La protagonista è prigioniera di una presenza maschile forte, che la reprime, e ha bisogno di liberarsi per essere pienamente sé stessa.

La saggezza delle pietre, Thomas Gilbert, Diabolo edizioni, Recensione, una banda di cefali.
La saggezza delle pietre è quasi esclusivamente in bianco e nero, tranne in alcuni punti in cui compare il rosso per mettere in risalto determinati dettagli. La distribuzione delle tavole varia in base alla narrazione, e anche il tratto dell’autore, preciso e ricco di dettagli per la maggior parte, si inasprisce e diventa più duro in determinati passaggi, rendendo ancora più forte la narrazione. Anche il corpo della protagonista è mutevole, cambiando nel corso del racconto, e diventando sempre più scavato, magro, selvaggio.

La saggezza delle pietre, Thomas Gilbert, Diabolo edizioni, Recensione, una banda di cefali.
Una storia da leggere su più livelli, a tratti disturbante, costruita egregiamente sia sul piano narrativo che su quello dei disegni, che rende il lettore parte attiva invitata a partecipare con le proprie emozioni e sensazioni. Un libro che lancia un messaggio forte, dove non è detto che le domande trovino una risposta, ma non è quello il punto. L’importante è che ci siano opere come queste, semplici eppure potenti, pronte ad arricchirci sia come lettori che come esseri umani.

Carla De Felice

La saggezza delle pietre Carla De Felice

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5

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L’unico vero realista è il visionario.



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