Fumetti

Published on dicembre 13th, 2017 | by Martina Caschera

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Marie Curie

Ci sarebbero tantissime cose da dire sulle emozioni che il graphic novel di Alice Milani Marie Curie (Beccogiallo Editore) genera in una donna, più o meno giovane, in questa precisa congiuntura storica. Siamo in un’epoca nella quale molte cose vengono date per scontate (alcune di queste anche per “stupide”) e il femminismo è diventato un piede di porco per forzare questo o quell’ambiente intellettuale. Violenza sessuale o tollerabile molestia? Società sessista e patriarcato, oppure autoghettizzazione? Pandora o Weinstein?

Alice Milani, Marie Curie, BeccoGiallo, recensione, una banda di cefali

Alice Milani, Marie Curie, BeccoGiallo Editore.

Marie Curie di Alice Milani ci allontana dalle schermaglie superficiali dei nostri giorni trasportandoci in un altro mondo. Ci presenta degli individui che hanno cambiato la scienza, lasciando così un’impronta profondissima sul corso della Storia e contribuendo a quell’idea positivista che chiamiamo progresso. Ci presenta degli individui, anime devote a qualcosa che diremmo superiore, e le loro vite umane, combattute verso gli alti e sofferte, a picco nei bassi.

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La storia di Marie Curie mi ha sempre affascinata e ho fortemente voluto leggere quest’opera, fiduciosa nella sensibilità di Alice Milani (tra le fumettiste che seguo con più passione, emotiva ed estetica). Ho sempre ammirato il valore della dott.ssa Skłodowska in Curie, accresciuto dal fatto di essere una donna in un’epoca non (ancora?) felice per quest’altra metà del cielo. Due Nobel, caspita. Ma soprattutto, da ragazzina romantica, mi colpiva l’idea che due persone – lei ed il marito Pierre – potessero lavorare a qualcosa di grande insieme e allo stesso tempo amarsi, senza pestarsi i piedi. È una storia a lieto fine, in un certo senso: un incontro di intelletti e non solo di cuori, verso qualcosa di più importante. Fantastico!

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Ed è così bello perché tante volte abbiamo l’impressione che sia troppo raro, che non si possano avere entrambe le cose: amore o carriera? E quindi Marie Curie ci insegna anche che le persone hanno valore non solo per il loro genio, nel suo caso pubblicamente riconosciuto, ma anche per l’umanità che si nasconde dietro di esso.

Tutto questo c’è nelle pagine di Alice Milani. Ci sono i sacrifici di una donna alle prese con una storia familiare sfortunata, in un paese, la Polonia, sottoposto agli zar, e quindi costretta a cercare la propria vocazione altrove, a Parigi. C’è la storia di delusioni umane, tradimenti e disfatte, di lati bui. C’è la storia di una vocazione e della forza di volontà che la sorregge. C’è la comprensione, la pazienza, il farsi da parte e il lasciar correre. Soprattutto, c’è Marie Skłodowska, in tutto e per tutto una donna da prendere ad esempio.

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Alice Milani non è classica, né banale nel suo raccontare. Sceglie i salti temporali (il racconto parte dalle due figlie di Marie e Pierre), delle cesure importanti: il non detto ha un ruolo fondamentale nella narrazione. Al centro, la figura della scienziata, ben definita e intensa, e attorno a lei tante personalità interessanti, da seguire senza mai annoiarsi. Quando la società e perfino la comunità scientifica si dimostrano bigotte e arretrate, Marie non arretra di un passo né abbassa mai la testa, così come suo marito e, poi, i suoi fidati amici. Ogni parola che esce dalle labbra di lei sembra radioattiva, come gli elementi da lei scoperti.

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Il gusto della fumettista è di un’eleganza impeccabile: ogni frame è allo stesso tempo ricchissimo ed essenziale. I colori sono al centro della loro costruzione, forti linee pastellate o acquerellate, non lasciano scampo negli azzardi degli accostamenti, ogni volta delicati e stupefacenti.

Terminato il fumetto ci sentiamo più ricchi, perché sappiamo cos’è il Polonio e perché abbiamo avuto una donna come Marie Skłodowska Curie.

Martina Caschera

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