Cefalonia

Published on dicembre 17th, 2017 | by Una banda di cefali

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Consigli cefali di Natale – Best of 2017

Adesso tutti a dire che bello il clima Natalizio: le luci, l’albero addobbato, la felicità sul volto dei bambini che riconoscono Babbo Natale in ogni furgone rosso di Bartolini, l’entusiasmo che traspare in ogni messaggio che le mamme si scambiano nei “gruppi mamme su whatsapp” durante il momento della scelta del regalo alle maestre. Momenti di trascurabile felicità, ma non per tutti. Ad esempio, nessuno invece pensa a chi a meno di una settimana alla vigilia soffre, solo, fermo, impalato e immobile davanti a uno scaffale di una libreria o negozio di dischi, vittima nella seguente domanda: “Un libro, un disco, un fumetto, un abbonamento a Netflix. Cosa la/lo farebbe felice?”. E pensa:” con tutto il disagio che ho, pure l’ansia dei regali di Natale mi doveva venire?”. Purtroppo sì, caro/a amico/a, è Natale mica per niente? E comunque sì, stiamo parliamo proprio di voi! Non abbiate vergogna, combattiamo insieme l’ansia da scaffale con la classifica dei cefali con il meglio del meglio del 2017 per i settori di libri, fumetti e dischi.

 

LIBRI

Carla De Felice

La stanza di Therese – Francesco D’Isa (Tunuè)
Perché il mio sogno è avviare una conversazione epistolare con Francesco D’Isa come Therese e sua sorella, o passare pomeriggi, se non giornate, a discorrere di filosofia con lui.

Challenger – Guillem Lòpez (Eris edizioni)
È da mesi che cerco di scrivere una recensione che renda giustizia alla bellezza di questo libro ma non ci sono ancora riuscita. La conclusione: non ne sono capace, mi rifiuto. Leggetelo e basta!

La bella burocrate – Helen Phillips (Safarà editore)
Da quando la distopia è diventata così mainstream, è bello leggere qualcosa che riesca davvero a distinguersi.

L’occupazione – Alessandro Sesto (Gorilla Sapiens Edizioni)
Ancora mi chiedo come mai Alessandro Sesto non sia ancora stato dichiarato all’unanimità come uno dei più brillanti intellettuali e pensatori contemporanei.

Tutte le promesse, una storia apocrifa – Raffaele Mozzilo (Effequ)
Un libro che una volta aperto non riesci più a chiudere, e che una volta finito ti costringerà a scappare fuori per prendere una grandissima boccata d’aria.

Menzione speciale: 
Gli stonati – a cura di Alessio Romano (Neo Edizioni)
Quest’antologia è una chiamata alle armi. In memoria di Marco Pannella… Devo aggiungere altro?

 

 

Fabio D’Angelo

Tutte le promesse – una storia apocrifaRaffaele Mozzillo (Effequ)
Per sentirsi quando viaggiate sulla Nola – Villa Literno un poco poco come Bruce Springsteen in Born to run.  Un libro bellissimo che va bene su tutto. Lo potete leggere pure a Pasqua. Un figurone assicurato.

Vangelo di Malavita, Claudio Metallo ( CasaSirio edizioni)
Volete stare sul pezzo e seguire il filone di  Suburra e Gomorra ma non potete regalare i libri di Saviano e della coppia De Cataldo Bonini perché “si è comprato/a tutto, eccheccazzo!”?
Questo è il libro che fa per voi. Ironico e brillante quanto basta, ricostruisce in modo impeccabile il contesto dentro cui si snodano le vicende di una mafia ancora fuori dai canali delle serie tv. In più, quando Netflix o Now tv gireranno una serie sull’ndrangheta, volete mettere la soddisfazione di poter dire con aria di studiata sufficienza “io, queste cose le sapevo già prima che la serie le rendesse mainstream!”? Un figurone impagabile!

Le avventure di numero primo, Marco Paolini e Gianfranco Bettin (Einaudi)
Lieve come una favola e vero come un reportage. Insomma, un regalo perfetto per Natale. Farete un figurone.

Blues per cuori fuorilegge e vecchie puttane, Massimo Carlotto (Edizioni e/o)
Siete di quelli che pensano che il noir regalato a Natale sia come la mutanda rossa. Insomma, pare brutto non regalarlo. Epperò, vi sentite un poco poco come Gigi D’Alessio e volete uscire fuori dalla mischia noir dei Camilleri, Lucarelli, Carofiglio e De Giovanni, perché proprio come nella vita anche nei regali a Natale ci vuole un minimo di originalità?
Carlotto è quello che fa per voi. Mi raccomando, accompagnatelo con una bottiglia di calvados e farete un figurone.

Allah, san Gennaro e i tre kamikaze, Pino Imperatore (Mondadori)
Stanchi dei soliti noir, delle crime stories (come parlo bello, dite la verità), dei Fabio Volo, dei Bruno Vespa, del libro dell’oroscopo di Paolo Fox, dei libri con una storia in clima natalizio e di quelli di cucina di Benedetta Parodi? Epperò mo’ viene Natale e avete proprio voglia di regalare un libro che sia simpatico, intelligente, scorrevole, carino, che faccia compagnia nel post cenone e magari anche da guida turisti per Napoli? Eccolo qua. Volete che porti pure un caffè? Allah, san Gennaro e i tre kamikaze porta pure un caffè. Un figurone!

via GIPHY

Anna Giordano

Cromorama. Come il colore ha cambiato il nostro sguardo, Riccardo Falcinelli – Einaudi
In una società fondata sempre di più sulle immagini e l’estetica, capire la storia che si cela dietro alla materia prima che compone la nostra idea di “visione perfetta” è essenziale. Multidiciplinare, trasversale e soprattutto bello, nel contenuto e nella forma

Elettra Bernardo

Cedi la strada agli alberi, Franco Arminio (Chiarelettere)
“Professò, permettete un pensiero poetico?”, diceva Luigino il poeta in Così parlò Bellavista.Con questa raccolta di poesie sull’amore e sul paesaggio, scritta in un linguaggio semplice e diretto potrete permettervene più di uno

Giuseppe D’Alessandro

È un cefalo del Primo Ordine. Non ha tempo per festeggiare il Natale e fare classifiche, piuttosto vi invita a convertirvi al male e a leggere semmai l’ultimo libro del leader supremo Snoke: “Va’ dove ti porta il lato oscuro”.

Luigi Ferrara

Guida pratica all’italiano scritto (senza diventare grammarnazi) – Vera Gheno (Cesati)
Una linguista vera, che lavora alla Crusca, ha fatto un utilissimo vademecum per chi, come me, inorridisce quando legge certe cose. Serve anche come ripasso di grammatica e sintassi.

Norse mythology – Neil Gaiman
E che non ci volete mettere un libro di Gaiman? Dopo il successone di American Gods ci riprova con la mitologia, stavolta quella norrena. Inutile dire che la sua prosa è sempre spettacolare nella sua semplicità, anche quando racconta i miti vichinghi. Potremmo scoprire di avere molto in comune anche con quelli che sono più settentrionali di tutti.

Martina Caschera

Stranieri sul molo, Tash Aw (Add editore)
 Una finestra su un’identità meticcia.

Lanterne in voloAlec Ash  (Add editore)
Cinque millennials in un mondo che corre veloce, alle prese con i dubbi e le opportunità che la loro patria, la Cina, offre.

La Cina GlobaleSimone Pieranni  (Manifestolibri)
Una voce competente in un’opera divulgativa e snella sulla Cina di oggi.

Noemi Borghese

La compagnia delle anime finte, Wanda Marasco (Neri Pozza)
Lo stile è crudo ed ermetico, il libro racconta dove finisce e dove comincia Napoli (e il rapporto con la madre, che poi è la stessa cosa).

Nel guscio, Ian McEwan (Einaudi)
Un thriller, ma il protagonista è un feto (no, non è di Oriana Fallaci). Che fai, non lo leggi?

Roberta Rega

Grande Nudo, Gianni Tetti (Neo. Edizioni)
Verso questa maestosa opera narrativa che mischia miserie umane, sorda violenza e lacerante speranza, si ha la tipica reticenza che si può avere nel rigirare tra le mani un tomo di 700 pagine. So che sembra troppo, ma l’ho letto. Ce l’ho fatta. E se io posso cambiare, e voi potete cambiare… allora tutto il mondo può cambiare! Coglietemi la citazione, e poi leggetelo. Per stomaci forti e amanti della Sardegna.

Future Sex, Emily Witt (Minimum Fax)
Com’è che siamo messi così male, e che per molti di noi il workout si è sostituito al sesso? Ce lo spiega in parte questo saggio, soprattutto nella prima parte, che ci farà sentire meno soli la prossima volta che apriremo Tinder.

Il fratello tedesco, Chico Buarque (Feltrinelli)
Prima o poi qualcuno dovrà urlare al mondo che Chico Buarque è uno dei veri autentici poeti del nostro tempo. Il fratello tedesco ne è l’ennesima conferma, perché in lui la scrittura si fa assoluto, si fa tempo e spazio, si fa trama e mezzo. La scrittura è tutto, e anche di più.

Peggio in un bastardo, Charles Mingus (Sur)
Questa non è solo l’autobiografia di un genio. Qui viene spiegato quanto la questione razziale sia fondamentale per capire il jazz, prima di diventare una musica per bianchi di buona famiglia. Uscite dai Blue Note e andate per strada a sporcarvi le scarpe. Mingus dixit.

Gli esploratori dell’infinito, Yambo (Cliquot)
Quale periodo migliore del Natale per tornare bambini e appassionarsi a una letteratura d’evasione, a un futuro d’altri tempi, a un’avventura cominciata nel 1906? Un meraviglioso volume per salgariani, anarchici e sognatori.

Sabrina D’Errico

Player One – Ernest Cline – ristampa nuova edizione 2017  (ISBN)
Perché io negli anni ’80 ci sguazzo

Cromorama – Riccardo Falcinelli (Einaudi)
Perché desideravo un’enciclopedia del colore di questa portata, e non immaginavo che prima o poi qualcuno si sarebbe cimentato nell’impresa

Scripta volant – Paolo Iabichino (Codice edizioni)
Perché mi ricorda quanto amo il mio lavoro

Le otto montagne – Paolo Cognetti (Einaudi)
Perché perdersi fa sempre bene, perdersi tra le montagne forse ancor di più


Selvaggia C. Serini

Ogni Nostra Caduta – Dennis Lehane (Longanesi)
Se uno sa fare il noir, deve fare il noir. Come Lehane, il noir non sa farlo nessuno.

Il Racconto dell’Ancella – Margaret Atwood (Ponte delle Grazie)
Il risveglio del femminismo passa anche per la ristampa dei grandi romanzi distopici. Un romanzo che diventa fenomeno di massa con 32 anni di ritardo.

IT – Stephen King (edizione 2017 – Sperling & Kupfer)
Edizione nuova, stessa traduzione ma stesse, enormi emozioni. Una fiaba dell’orrore di crescita e amicizia. Finalmente, anche la critica restituisce dignità a uno dei più grandi narratori americani viventi.


FUMETTI


Carla De Felice

La saggezza delle pietre – Thomas Gilbert (Diabolo Edizioni)
Una storia sulla natura, sugli esseri umani, sui rapporti tra essi ma anche sulla ricerca del proprio posto nel mondo, sulla paura della solitudine e molto altro ancora. La grande scoperta di questo 2017.

Sacred Heart – Liz Suburbia (Eris Edizioni)
Per vedere l’altra faccia dell’adolescenza priva della solita patinatura dei film e telefilm americani. Un graphic novel stracolmo di sentimenti, che tutti dovremmo avere sul comodino.

Special Exits – Joyce Farmer (Eris Edizioni)
Perché accettare che i genitori invecchiano è dura, e riuscirne a scrivere un’opera del genere è semplicemente geniale.

Il cacciatore Gracco – Martoz (Coconino Press)
Ormai Martoz è sinonimo di qualità, non sbaglia un colpo, anzi va sempre meglio.

Gli anni che restano – Brian Freschi, Davide Aurilia (Bao Publishing)
Un inno alla vita nonostante i suoi dolori, che affronta tematiche importanti senza mai essere banale e che fa breccia nel cuore del lettore.

Fabio D’Angelo

Non stancarti di andare – Stefano Turconi e Teresa Radice (Bao Publishing)
Un graphic novel attuale e commovente che parla di viaggio, esilio, fanatismo religioso, amicizia e amore senza mai cadere nell’ovvio. Perché come diceva Manuel Agnelli pre Xfactor “se c’è una cosa che è immorale è la banalità”. 

Special Exits – Joyce Farmer (Eris Edizioni)
Un grande ed epico graphic novel sul rapporto tra i figli che diventano i genitori dei genitori perché invecchiando sono diventati figli dei figli. 

Elettra Bernardo

Appunti per una storia di guerra (nuova edizione) – Gipi (Coconino Fandango)
A undici anni dalla sua prima edizione, un volume arricchito di appunti e bozzetti inediti per l’opera che è valsa a Gipi il riconoscimento del Prix du Meilleur Album al Festival di Angoulême 2006. Perchè Gipi, come Parigi, è sempre una buona idea.

Oltremai – Lorenzo Mattotti (Logos)
Per chi ha amato l’inchiostro nero e denso delle pagine di Hansel & Gretel precedentemente illustrate dall’autore, finalmente in edizione economica questo nuovo lavoro, una sorta di spin-off dove “i due protagonisti della fiaba sono usciti dal bosco e hanno lasciato la scena ad altri abitanti di quella foresta archetipica “. Una narrazione muta, un racconto per immagini dove il bianco e il nero, la luce e l’ombra sono protagonisti. Parental Advisory: può generare bellissimi incubi.

Diario di un fantasma, Nicolas de Crecy (Eris Edizioni)
“È il problema dei trasporti pubblici c’è sempre qualcuno di insopportabile che vuole raccontarvi la sua vita!”. Immaginate un bozzetto, uno scarabocchio che ancora non sa cosa essere e immaginate seduto accanto a lui, in aereo, un disegnatore a cui battono forte i denti per la paura del viaggio. Lo adorerete.

Il piano Orientale– Zeina Abirached (Bao Publishing)
C’è chi cerca l’altra metà della mela e c’è chi invece cerca gli spicchi di sé. Un viaggio parallelo tra due culture e due periodi storici, tra pesci volanti, rumore di scarpe nuove, trolley pendolari e storie di famiglia. Malinconico e divertente, perfetto accompagnato con i biscottini speziati.


Giorgia Recchia

Storie del barrio – Gabi Beltràn, Bartolomè Seguì (Tunuè)
Una storia cruda, senza mezze misure, da leggere tutta d’un fiato

La saggezza delle pietre – Thomas Gilbert (Diabolo Edizioni)
La natura e il femminino in un fumetto che è a metà fra arte e poesia.

Fuggire. Memorie di un ostaggio – Guy Delisle (Rizzoli Lizard)
Un racconto che non può non colpire per la sua tremenda attualità.

Martina Caschera

L’uomo senza talento, Yoshiharu Tsuge (Canicola)
Un maestro del manga giapponese ci constringe a chiederci chi siamo e se la nostra vita valga davvero la pena di essere vissuta. Cose leggere, insomma, ma con degli sfondi epici.

Chinamen, Matteo Demonte e Ciaj Rocchi (Beccogiallo)
Semplicemente le storie dei cinesi che hanno fatto l’Italia, per come la conosciamo.

Diario di un fantasma, Nicolas De Crécy (Eris edizioni)
Come nasce un’idea? Anzi, come vive? La storia di un bozzetto in giro per il Giappone.

Una vita cinese 2 e 3, Li Kunwu (Add edtore)
Per saperne di più sulla Cina degli ultimi 50 anni, commuovendosi e riempendosi gli occhi

Ghirlanda, Lorenzo Mattotti e Jerry Kramsky (Logos edizioni)
Un tripudio di bellezza, eleganza e dolcezza.

Selvaggia C. Serini

Diario di un Fantasma – Nicolàs De Crécy (Eris Edizioni)
L’ispirazione, la creatività, messe su carta.

OH! Il Libro delle Meraviglie– Leo Ortolani (Bao Publishing)
Il ritorno del fumetto italiano, con un grande classico in un’edizione che gli rende onore (e ci fa ridere ancora).

Ushio e Tora. Perfect edition  – Kazuhiro Fujita (Star Comics)
Demoni, umanità e ricerca di sé. Commovente e indimenticabile.

Simona Di Rosa

Drinking at the Movies. Un anno a New York – Julia Wertz (Eris Edizioni)
Dodici mesi nella Grande Mela basteranno all’autrice per scoprire di più su se stessa? Di certo sono bastate a me per apprezzare lo stile e l’ironia pungente di Julia Wertz, di cui “Drinking at the Movies” è il primo libro pubblicato in Italia.

Maria pianse sui piedi di Gesù. Prostituzione e obbedienza religiosa nella Bibbia – Chester Brown (BAO Publishing)
Il miglior regalo di Natale per credenti, atei e agnostici. Ognuno di loro troverà qualcosa di interessante in questo libro, che analizza i temi della prostituzione e dell’obbedienza religiosa nella Bibbia a partire da episodi più o meno conosciuti tratti dalle Sacre Scritture.

Allen Meyer – Paolo Castaldi (BeccoGiallo)
Una storia nata da un disco nato da un libro di poesie. in Allen Meyer va in scena la Milano rivoluzionaria raccontata da Paolo Castaldi, in bilico tra spirito di rivalsa e la paura che la Luna cadrà.

Anna Giordano

Residenza Arcadia – Daniel Cuello (Bao Publishing)
I tratti sottili di questo libro pungono forte nella testa

 

DISCHI

Carla De Felice

Willie Peyote – Sindrome di Toret
Sarà pure giovane uomo confuso, ma c’ha stile, e che stile.

The National – Sleep Well Beast
Perché resistere a quel tono baritonale di Matt Berninger è impossibile, e quando lui e i suoi amici fanno un disco nuovo è sempre una (bella) fucilata al cuore.

Polaroid – Carl Brave x Franco 126
Lui farà lo scemo, ma co’ lei no, non attacca… co me sì però, e questo disco è stato il mio tormentone dell’estate 2017, senza se e senza ma.

Fever Ray – Plunge
Ma veramente c’è gente che dice che questo disco è brutto? Con che coraggio?

Ghali – Album
Dopo aver confessato pubblicamente il mio amore per Tizianone, ancora vi meravigliate che scelgo questi album? E se avete problemi vi mando la Rega.

Fabio D’Angelo

A casa tutto bene – Brunori Sas
Lui sta male per tutti noi trentenni/quarantenni. E va ascoltato fino alla fine, proprio come i cantautori d’un tempo, capaci di fotografare un momento storico, parlando di loro e anche un po’ di noi.

Polaroid – Carl Brave x Franco 126
È un po’ lo stesso mood di Cara celeste nostalgia di Cocciante, ma rappato. Dati itunes alla mano, disco estate 2017  per un tizio che abita a Tavernanova.

Sleep Well Beast – The National
Dati itunes alla mano, l’album più ascoltato nel 2017 da un tizio che abita a Tavernanova.

Solopiano – Giovanni Truppi
Stai andando bene Giovanni, dai che ce la puoi fare. E non fare che se ti innamori smetti di esercitarti e diventi Calcutta.

Nino D’Angelo 6.0
A me mi piace Nino D’Angelo, qualche problema? No, perché se no vi mando a Roberta Rega.


Anna Giordano

Polaroid – Carl Brave x Franco 126
Perché quando mio nipote dice “ascolta questo cd” io un poco mi innamoro, sempre.

Davide Predosin

Milano – Daniele Luppi, Parquet Courts
Un concept sulla Milano degli anni ’80 in cui finanza, moda, droga e disagio vengono raccontati e interpretati da Daniele Luppi, Parquet Courts e Karen O delle Yeah Yeah Yeahs.

Migration – Bonobo
Downtempo ipnotico sull’onda lunga di Four Tet, Mount Kymbie, Jamie XX, Apparat, Moderat e Pantha Du Prince, con tracce che non vorresti finissero mai ma, rispetto ai nomi citati, amalgama di grana ancora più fine; all’insegna di un ambient che mima la colonna sonora ideale per un viaggio trasognato intorno al mondo.

Last Place – Grandaddy
La leggerezza malinconica e sognante dei Grandaddy, uno dei gruppi cardine dell’indie venato di elettronica fine anni ’90 primi anni ’00 ha ancora ragione di esistere se al quarto ascolto ne vogliamo ancora di Jason Lyttle e compagni. Graditissimo ritorno per nostalgici.

In spades – Afghan Whigs
Gli Afghan Whigs non rinunciano, nemmeno dopo trent’anni di onorata carriera, a cimentarsi con gli aspetti più oscuri e tormentati dell’esperienza umana.

War on drugs – A deeper Understanding
La capacità di risultare “classici” e inconfondibili insieme attraverso un sound che negli anni, dopo la dipartita di Kurt Vile, è andato consolidandosi attraverso un uso sempre più spregiudicato di riff scarni, ripetuti e dilatati, in una forma canzone che travalica i suoi immediati riferimenti fa dei War On Drugs una delle formazioni più suggestive e convincenti dell’anno.


Francesco Papadia

Dead Cross – Dead Cross
Un disco potente, impegnato, velocissimo. Se la musica vi rilassa questo disco non fa per voi ma se avete voglia di urlare la vostra rabbia al mondo è proprio l’ideale.

Alvvays – Antisocialites
Un disco delicato, che segna la maturità di una band che spero ci regali mille altri dischi così.

Sasquatch – Maneuvers
Un disco stoner e pop allo stesso tempo, nove canzoni di pura energia per uno dei migliori dischi della band di Philadelphia.

Gorillaz – Humanz
Albarn e Hewlett hanno confezionato un disco complesso e sofisticato, collaborazioni a pioggia e tanta ricerca di suoni. I Gorillaz si possono solo amare.

Ulver – The Assassination of Julius Cesar
I lupi norvegesi sono tornati e stavolta ululano un synth pop elegantissimo, gli Ulver non sbagliano un colpo.


Giorgia Recchia

Queens of the Stone Age – Villains
Il disco ideale per quando è lunedì, piove, devi andare a scuola/università/lavoro e sei arrabbiatissimo perchè vorresti restare a letto. Un po’ di Quotsa a palla nelle orecchie ed è subito carica e grinta!

 

Luigi Ferrara

Foo Fighters – Concrete and Gold
Qualcuno non l’ha preso benissimo, dicevano che si sono commercializzati. Davanti a un gruppo che collabora con Paul McCartney e Justin Timberlake nello stesso disco, per giunta senza perdere la sua identità, mi posso togliere solo il cappello. E poi li avete visti al Saturday Night Live coi maglioni brutti natalizi?

The National –  Sleep Well Beast
Per incidere questo disco si sono chiusi in un posto isolato per un sacco di tempo. È il suono di quando non vuoi vedere/sentire nessuno perché hai altre cose a cui pensare. Ha rappresentato benissimo un mio periodo di quest’anno.

Noel Gallagher’s High Flying Birds – Who built the moon?
Non sapevo che avessero fatto un album nuovo, in realtà l’ho scoperto quest’estate allo Stadio Olimpico, quando hanno aperto il concerto degli U2. I fratelli Gallagher sono due teste di cavolo e dovrebbero riunirsi, ma se proprio devo scegliere dico team Noel.

Queens of the Stone Age – Villains
L’hanno messo in classifica quasi tutti ma i QOTSA sono sempre i QOTSA. A questo punto li aspettiamo live.

Songhoy Blues – Résistance
Questo gruppo del Mali ha delle sonorità che vanno dal rock classico al funk, passando per New Orleans durante il tragitto. Teniamoli d’occhio perché tutto quello che fanno ha tantissimi significati.

una banda di cefali, classifica, natale, 2017

Noemi Borghese

Gorillaz – Humanz
Chi non festeggia per un nuovo album dei Gorillaz è una brutta persona

Agilala – Billy Korgan
La vocina di Billy è sempre quella. Chills assicurati.

LIBERATO – Tu t’e scurdat ‘e me
Chiudo con un singolo, ma il contenuto di una sola strofa potrebbe comporre l’intera discografia di un cantantucolo indie random.

Paolo Guazzo

LILIES MELANIE DE BIASIO ([PIAS] Le Label)
“Your freedom is the end of me.”
Semplicemente una delle migliori voci europee degli ultimi anni. Lilies è un album volutamente scarno, denso di atmosfere cupe alla Portishead. Crepuscolare.

CRX (1997/2017) CASINO ROYALE (Universal Music Group)
“Io fumo la mia vita aspirando lentamente.”
Nuova edizione per uno dei migliori album italiani degli ultimi 20 anni. Fondamentale per chiunque voglia capire gli sviluppi della scena elettronica italiana alle porte del XXI secolo.

A WORLD OF MASKS THE HELIOCENTRICS (Soundway)
Sconsigliato a chi ama le classificazioni dei generi musicali. La band di Malcolm Catto, degna erede delle dinamiche visionarie di Sun Ra e la sua Arkestra, torna con un album permeato di psichedelia. La voce della cantante d’origine slovacca Barbora Patkova è la ciliegina sulla torta.

ART IN THE AGE OF AUTOMATION PORTICO QUARTET (Gondwana Records)
Dopo la parentesi come trio di “Living Fields” (Ninja Tune), la band di Manchester fa ritorno alle sue origini con questo lavoro nel quale ben si amalgamano jazz, elettronica e ambient. L’hang suonato da Keir Vine è l’ingrediente segreto. Ipnotico

MIGRATION BONOBO (Ninja Tune, 2017)
Quando penso all’elettronica downtempo penso a Simon Green. Una “migrazione” dalle atmosfere più orecchiabili dell’ultimo The North Borders. La title track in apertura, con i synth eterei e il piano di Jon Hopkins, potrebbe crearvi dipendenza.

Roberta Rega

Caravanas – Chico Buarque
L’ultimo lavoro del celebre cantautore brasiliano, uscito solo qualche mese fa, è solo un modo come un altro per entrare nella sconfinata bellezza della sua opera letteraria e musicale. Vedi sopra.

ParcoSofia – La Maschera
Ho scoperto questo gruppo da poco, con mia grande gioia, grazie all’album ’O vicolo ’e l’alleria,  uscito qualche anno fa. Per napoletani di nascita e di cuore.

Ashofak Baden – Tarabband
Gruppo di musica araba nato a Malmö (Svezia) nel 2008, è tra le migliori risposte da opporre al letame sotto forma di suono che esce dalla bocca di Salvini. Naidn Al Khalidi (fondatrice, voce e anima dei Tarabband) riesce a racchiudere nel suo canto la bellezza di una cultura millenaria.

Zarabi – Oum
Oum (in arabo Madre) è una cantante marocchina in grado di agganciare la sua meravigliosa tradizione musicale ai ritm jazz e pop, con una voce che ogni volta mi spezza il cuore e poi lo ricuce con un filo intriso di vento nordafricano.

Nel Caos di Stanze Stupefacenti – Levante
Un mio amico (persona di grande intelletto e cultura) diceva, con fare minaccioso e provocatorio, in faccia alla casta intellettuale autoproclamatasi: “Mi piace Mario Merola, che è? Qualche problema?”. Per dire che al semplice piacere di qualcosa non c’è ragione che tenga. Ahò, mi piace Levante. Che devo fare?

Sabrina D’Errico

As you were – Liam Gallagher
Perché bisogna pur colmare il grande vuoto degli Oasis

Everything Now – Arcade Fire
Perché quando parte “everything now” fermi tutto e ti metti a ballare

A casa tutto bene – Brunori Sas
Perché solo Brunori sa combinare leggerezza e profondità in maniera così armonica

Possibili scenari – Cesare Cremonini
Perché il mio amore per Cesare va avanti dai tempi di 50 special e si consolida ad ogni album che passa

Selvaggia C. Serini

A casa tutto bene – Brunori Sas
Il cantautorato italiano, quello bello, che ascolteremo tra vent’anni sospirando.

Antisocialites – Alvvays
Adolescenza, estati sulla spiaggia ma con un po’ di vento freddo.

Interiors – Quicksand
Oh, belli questi Deftones! Ah, no? Vabbè, belli lo stesso!

 

 

 

 

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Amore, ironia e cefalità.



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