Musica

Published on gennaio 13th, 2018 | by Francesco Papadia

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Ti Amo

Questa recensione avrebbe dovuto parlare del mio disco dell’anno. Sfortuna vuole che io abbia già recensito il mio disco dell’anno mesi fa (Dead Cross, per i curiosi). Ho deciso quindi di recensire il disco che più di ogni altro è riuscito a rappresentare il 2017, Ti Amo dei Phoenix.

Il 2017 è l’anno che ha visto il grande ritorno di Stranger Things (serie che omaggia gli eighties per antonomasia), l’anno del trionfo di The Handmaid’s Tale (serie tratta da un dimenticato romanzo anni ’80), l’anno in cui la retromania ha raggiunto il suo picco (speriamo).

In un torrido giugno, i Phoenix pubblicano il loro canto d’amore per la nostra Italia, un canto becero, nazionalpopolare e allo stesso tempo di un’eleganza squisitamente francese.

Con Ti Amo, il french touch e Carlo Vanzina si incontrano dando vita a una colonna sonora che parte dagli anni ’80 e arriva fino a oggi zampettando su piste a scacchi, una specie di retroaccelerazionismo che prova a bloccare questo loop nostalgico.

Siete Pronti? Si parte!

Ti Amo è un disco esteticamente straordinario, intriso di disco anni ’80 ma che strizza l’occhio all’immaginario estivo dell’Italia nel boom anni ’60.
Il sound dei Phoenix è un synthpop ingenuo e coinvolgente, che rende ogni canzone un potenziale singolo.

J-popcon i bassi spinti dal sequencer, apre il disco facendoci immaginare titoli di testa con spiagge affollate e natiche rotonde decorate da costumi striminziti.

Ti Amo è un singolo gigantesco, che ci ricorda quanto i Phoenix siano bravi a far ballare la gente; divertitevi pure a canzonare l’italiano stentato di Thomas, ma sarà difficile rimanere fermi ascoltando questa canzone.


A portare il disco su un altro livello ci pensano Fior di latte Fleur De Lys. La prima è una ballata sensuale che Calvin Klein ha voluto come sottofondo per la sua collezione di intimo (va bene il romanticismo ma le chiappe sono chiappe).

Fleur De Lys invece è la canzone più french touch del disco insieme a Via Veneto, entrambe staccano il disco dalla sua aria spensierata e gigiona dandogli lo spessore che probabilmente merita, preparatevi ai brividi ogni volta che Mars dice Via Venéto.


Telefono è un’immaginaria e tenera conversazione di Mars con sua moglie Sofia Coppola, che chiude l’album nel modo più classico possibile.

Su questo disco si è detto tanto, chi lo ha amato, chi non ha mandato giù l’atmosfera spaghetti, pizza e mandolino, chi non sa nemmeno chi siano i Phoenix.

Io mi sono divertito tantissimo, come in un Vacanze di Natale ’83 o Sapore di mare, Ti Amo riesce con le canzoni a portarci in spiaggia, in gelateria, nelle sale giochi, riesce a farci ballare sui quadrettoni colorati di una discoteca e a farci immaginare anche i titoli di coda con scene di baci sulla sabbia al tramonto e falò.

Occhiali a specchio, occhiali a specchio everywhere!

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