Figli di un libro minore

Published on Ottobre 3rd, 2015 | by Flavia Peluso

SuperZelda

SuperZelda, La vita disegnata di Zelda Fitzgerald, Minimum Fax, 2014

Ricordo che era inverno e pioveva, ricordo che per non annoiarci organizzammo un pic nic  in salotto, ricordo che facemmo il pieno di schifezze da mangiare, ricordo che il mio amico aveva scelto un film di Woody Allen, Midnight in Paris. Ricordo che a metà film io ero già follemente innamorata di Zelda e lui di Scott e quasi da copione  discutemmo su quanto fosse estremamente Zelda lei e poco brillante lui.

Il giorno dopo cominciammo a cercare il suo libro, Lasciami l’ultimo valzer, tra gli scaffali delle librerie di Napoli e scovammo, quasi per caso, l’unica copia di Superzelda in una libreria di provincia.

Da quel momento per me Zelda è diventata Superzelda e  Tiziana Lo Porto ha assunto il ruolo di fonte ufficiale di notizie, pettegolezzi e storie sui Fitzgerald. Riuscire ad intervistarla per  Una Banda di Cefali è stata forse una delle cose più emozionanti che abbia fatto negli ultimi mesi.

Tiziana, oltre ad essere una delle giornaliste e traduttrici più preparate che mi sia mai capitato leggere, è stata anche velocissima e cortese nel rispondere alle domande.

Superzelda si apre con una citazione di Attilio Bertolucci «Ora è venuto il tempo della sua rivincita, che salutiamo con gioia, perché a noi, dalle fotografie in circolazione, e dai fatti e detti memorabili a lei attribuiti, era risultata enormemente simpatica e degna di comprensione, sembrandoci sospette la leggenda infernale di lei quanto la leggenda aurea di lui».
Chi è quindi Zelda: la manipolatrice descritta da Hemingway o l’ unica musa possibile per il talento di Fitzgerald?

La seconda. Con Daniele (Marotta) abbiamo deciso di lavorare a un libro su Zelda Fitzgerald anche per raccontare una versione diversa rispetto a quella di Hemingway.
zelda 1
E’ impossibile non innamorarsi di Zelda, del suo essere “estremamente Zelda” ma non sembra un paradosso che abbia poi in qualche modo scelto di vivere all’ombra di un marito, che pur adorandola , non aveva una personalità forte come la sua?

Zelda non ha mai vissuto all’ombra di Fitzgerald. Anzi, è andata esattamente al contrario. Scott Fitzgerald da quando l’ha conosciuta non ha fatto che darle visibilità, in qualche modo illuminarla. Tutto quello che faceva o diceva Zelda veniva (con consenso e anche assoluto compiacimento di Zelda) trasformato da Scott in racconti e romanzi. Ed è anche la ragione per cui lo ha sposato. Ha accettato di sposarlo (dopo averlo rifiutato una prima volta) solo dopo che lui ha inserito in un romanzo un personaggio ispirato a lei. Se avesse voluto fare la scrittrice lo avrebbe fatto a vent’anni. Preferiva fare l’eroina da romanzo nella vita reale. Preferiva vivere e non raccontare la vita, reale o inventata che fosse. Per fortuna esistono persone così, che preferiscono vivere bene il tempo presente infischiandosene della gloria futura.

Se Scott non avesse conosciuto Zelda probabilmente non avrebbe mai scritto di Gloria, Daisy o Nicole ma cosa sarebbe stata la vita di Zelda senza di lui?

E chi lo sa. A vederla con il senno del poi sembra che sia andata bene così a tutti e due. Si sono amati moltissimo, e anche se in modo sgangherato si sono presi cura l’uno dell’altra. Bene che sia andata così.

zelda 2

Torniamo a Superzelda, tu e Daniele Marotta avete impiegato tre anni per scriverlo, studiando ogni dettaglio della vita dei Fitzgerald. La strada più semplice sarebbe stato un romanzo sulla falsa riga di Alabama Song di Gilles Leroy, perché avete scelto un graphic novel? Perché la scelta di quel terzo colore, quel blu di fondo che rende tutto quasi un sogno, un ricordo sbiadito?

Dei Fitzgerald esistevano moltissime foto e quasi nessuna immagine in movimento (ci sono solo pochi secondi dei due in Costa Azzurra, e altri pochi secondi di Scott che scrive in giardino). Quasi impossibile fare un documentario, e dunque abbiamo deciso di lavorare in parte come fosse un documentario, usando come base le immagini reali della loro vita (foto di famiglia, foto e cartoline dei palazzi e delle città dell’epoca, copertine di libri e via dicendo).

L’ ultima tavola e’ una vera e propria dichiarazione d’amore, quanto è stato difficile staccarsi da Zelda ?

Molto, l’ultima tavola è nata proprio da questa difficoltà nel separarmi da Zelda. Mi dispiaceva chiudere con un finale triste. Alla fine credo che sia lei che Scott abbiano vissute delle vite felici, meritavano un finale in qualche modo felice. E impossibile in tutta una vita non imbattersi in momenti complicatissimi, Zelda comunque li ha attraversati tutti quanti rimanendo sempre la stessa persona. L’ultima tavola è esattamente come immagino fosse Zelda.

zelda 3

Tra i tuoi svariati interessi c’è anche la musica, quale sarebbe la playlist ideale per la lettura di Superzelda ?

Direi tutto Cole Porter. Erano amici. Credo che Zelda amasse le sue canzoni. E tornando all’allegrezza di prima, mettono il buon umore.

Sul tuo profilo Instagram sono apparsi spesso disegni di Emily Dickinson , possiamo sperare in un prossimo graphic novel?

I disegni di Emily li faccio per me, scollegati da qualsiasi progetto di libro o di storia (e non sono nemmeno tanto brava a disegnare). Ma abbiamo altri graphic novel a cui stiamo lavorando. A un certo punto arriveranno.

L’autunno piovoso è cominciato, un pic nic in salotto non ha mai rovinato nessuno, Midnight in Paris è un film che va visto e rivisto, Superzelda ormai è tradotto in più lingue e lo trovate ovunque… potete anche cominciare ad innamorarvi di Zelda. Io, ovviamente ve lo straconsiglio…

Flavia Peluso

 

 

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