Aventine – Agnes Obel

You carry my heart in the night
to marry the way in the dawn
you carry me home to the field…
Aventine
Agnes Obel ha il viso d’angelo e la grazia di una fata. Ha la voce soave come il richiamo di una sirena e la classe e l’eleganza di una donna di un’altra epoca. Ricordo ancora la prima volta che ho ascoltato Philarmonics: un’esperienza quasi mistica. Nel giro di pochi minuti mi sono ritrovata in viaggio verso terre lontane: vagavo in un bosco solitario, correvo su montagne ricoperte di neve e a ogni ascolto intraprendevo un viaggio diverso e magico.
Ero convinta che sarebbe stato pressoché impossibile per questa donna riuscire a creare un disco all’altezza del primo, invece mi sbagliavo. Aventine, il suo secondo lavoro, è un disco vero, delicato e di una bellezza struggente. Protagonisti indiscussi sono lei, la sua voce e il suo pianoforte accompagnati a volte da un violoncello, un violino, una viola. Ogni singolo brano è pervaso da un’aura magica ma anche da un’inquietudine di fondo che lo rende ancora più autentico e mai stucchevole.
Aventine si apre con il pianoforte di Chord Left e si conclude con un gioco di specchi e fumo (Smoke & Mirrors). E corre sulle colline dell’Aventino percorrendo colori, paesaggi, racconti, ricordi.
Dorian è un brano che colpisce subito per la sua innocente armonia, mentre nella bellissima Aventine (che dà il titolo all’album) il suono delle corde pizzicate sembra saltellare dolcemente nell’aria assieme alla voce di Agnes. Il singolo The curse racchiude in un’unica traccia tutti gli aspetti del disco: armonie ipnotiche e quella meravigliosa convivenza tra momenti bui, oscuri e altri dolci, angelici. Quando il disco finisce “Words are dead” perché è impossibile comunicare verbalmente il turbine di sentimenti che quell’ascolto ha provocato.
The Curse: http://youtu.be/6h9XUYj96ho
Agnes Obel è brava, ma soprattutto è sensibile. Lei ha il potere di creare incantesimi con la musica: riesce a dipingere paesaggi, materializzare storie, spronare la fantasia. Lei può donare calma, tranquillità. È unica. Riempie il cuore di estasi e ammirazione, lascia senza fiato. Questo suo ultimo lavoro ne è la conferma.
Non credo sia un caso che Aventine sia uscito in questo periodo, perché è proprio un disco perfetto per l’autunno, di quelli che ti accompagnano la malinconia e riescono addirittura a renderla piacevole.
Carla De Felice
Qui è possibile ascoltare il disco su Spotify:
Tracklist
1. Chord Left
2. Fuel To Fire
3. Dorian
4. Aventine
5. Run Cried The Crawling
6. Tokka
7. The Curse
8. Pass Them By
9. Words Are Dead
10. Fivefold
11. Smoke & Mirrors
Summary:



