X-Files (miniserie)
Ideatore: Chris Carter
Genere: Fantascienza, drama, horror
Durata: 45’ (a episodio)
Lingua originale: inglese
Stagioni: 1
Episodi: 2 puntate
Cast: David Duchovny, Gillian Anderson, Mitch Pileggi
Distribuzione: FOX
Prima Tv: 24 Gennaio 2016, USA
Siamo completamente immersi nella cultura del tubo catodico – e del cinema – da praticamente sempre, che senza volerlo, e spesso senza accorgercene, ci siamo abituati ad associare istintivamente, a determinate frasi di film e di serie TV che abbiamo visto una o più volte in una o più fasi della nostra vita, la sensazione che abbiamo provato una, due, cento volte in passato.
Non è una novità, sfido chiunque nato tra gli ’80 e il ’90 a non commuoversi con questo, riprovando improvvisamente la sensazione dei piedini sul pavimento freddo della cucina la domenica mattina.
Sorvoliamo ora sull’infelice scelta dell’espressione “cultura del tubo catodico” chiaramente intenzionale, e dichiariamo con un deciso orgoglio di essere la progenie di millenni di racconti, secoli di poemi, decenni di storie, e diamo per certo che se lo storytelling non ce l’abbiamo nel sangue noi, allora non ce l’ha nessuno.
Lo storytelling, oltre ad essere una cosa che si usa in pubblicità e in marketing a tutto spiano, è quella serie di attività che deriva dalla capacità che abbiamo in quanto esseri umani dotati di tecnologie all’avanguardia ma anche di memoria, creatività e di empatia.

The truth is out there
Fatta questa premessa, concentriamoci su una delle serie che ha condizionato più di tutte il nostro modo di vedere la TV, in un’età in cui eravamo poco scettici, poco saputelli, e sentir pronunciare frasi come “la trama mi ha molto deluso, mi aspettavo di più dopo il pilot” era un evento ancora più improbabile di uno sbarco alieno sulla Terra.
X-Files, andata in onda dal 1993 al 2002, è quella serie che si guardava in TV in seconda serata, anche se c’era il bollino rosso. Stravista, amatissima e diventata subito CULT, è stata progressivamente bocciata negli ultimi anni di produzione, e anche i due film del 1998 e poi del 2008 non hanno mai davvero convinto il pubblico e la critica.

You’re nearly there. You’re close.
Ciò nonostante il creatore della serie Chris Carter ha deciso di produrre una miniserie e di programmarla per gli inizi del 2016: il 24 gennaio è andato in onda il primo episodio, il 25 gennaio il secondo e fino al 22 febbraio avremo ancora quattro episodi in cui torneremo a vedere, ancora insieme, Fox Mulder e Dana Scully.
Di recensioni, vista la grande attesa dovuta al ruolo degli X-Files nel nostro immaginario, se ne trova già una grande quantità, e l’opinione più diffusa è un tiepido entusiasmo per il ritorno dei nostri eroi, un po’ invecchiati ma ancora molto affiatati, alle prese con una svolta nella storia piuttosto coraggiosa e, soprattutto, molto rischiosa.
Perché allora, se il rischio era quello di deludere – ancora? – i fan, FOX ha deciso di riprovarci con la storia dell’uomo che cerca risposte sull’Universo più famosa di sempre?

Trust no one.
La domanda è legittima e la nostra risposta, udite udite, è di una semplicità unica: perché la domanda “siamo soli nell’Universo” è tutt’oggi senza risposta, e la sensazione di stare un po’ strettini in sette miliardi su un unico corpo celeste che ruota sul proprio asse è ancora – se non di più – forte, così come è forte la curiosità e il sentimento di frustrazione nel sentirsi piccoli piccoli dinnanzi non soltanto a popolazioni estranee, quanto ad altri esseri umani, piccoli come noi ma potenti e anche molto cattivi: a quanto pare, il nemico stavolta, potrebbe non venire più soltanto dal cielo.
X-Files “My Struggle”, il primo episodio della miniserie, raccoglie e sbobina le vecchie e nuove angosce di Mulder, le condisce con lo scetticismo di Scully e ci riporta a vecchie questioni e a nuove interpretazioni, c’è anche un cattivo che torna in vita.
Siamo delusi dal primo episodio? Per adesso no, perché il plot twist è ancora acerbo e perché dire “non è più come agli esordi” sarebbe piuttosto sciocco.
Godiamoci la sigla più terrificante della storia della TV, incantiamoci di nuovo negli scenari freddi e bui e nei flashback dei protagonisti e riascoltiamo ancora i nuovi dialoghi, che anche se sono invecchiati, sono esattamente come li avevamo lasciati.
Perché guardare X-FIles la Miniserie?
Per Fox e Scully, per la sigla, perché me lo sono subito per dieci anni e non saranno certo sei nuovi episodi il problema, perché finalmente è tornato Hank Moody, perché ogni tanto I want to believe too.
Perché non guardare X-FIles la Miniserie?
Perché ho paura degli alieni, perché dopo Klaus non riesco a prendere sul serio gli incontri del terzo tipo, perché mi fido delle recensioni negative, perché io dico no-al-complottismo-anche-nella-fiction, perché le tette di Scully non le voglio vedere più, grazie.
Noemi Borghese
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