Del vero, del falso e di altre presunzioni

All’uomo intellettualmente dotato la solitudine offre due vantaggi: prima di tutto quello di essere con se stesso e, in secondo luogo, quello di non essere con altri (A. Schopenhauer)
Ricordo con nostalgia (non è vero, ma fa uomo vissuto) le schede per prepararsi ai quiz per la patente. Non si deve strombazzare al vecchietto che per liberare l’incrocio ci impiega il primo tempo di “Salvate il soldato Ryan”.VERO. E i pensierini della prima elementare? Il cielo è azzurro. VERO… Solo di giorno, ma anche mezza certezza non la si butta via così alla leggera.
Frugo nel brodo primordiale della sezione di memoria in cui si fondono i rimasugli del nazional-popolare: copricapezzoli fruttati, Jovanotti ancora global, sei come la mia moto, sei proprio come lei, le cucine più amate dagli italiani, Lino Banfi erotomane. Mi ci perdo e non trovo il prototipo del primo tronista, l’essere a cui dobbiamo la contemporanea accezione di “vero” e “falso”.
“Io sono vero, tu sei falso” urla il tronista, il Cristiano, Giuliano, Mariano (pare che il tronista debba sempre finire in “ano”) ante-litteram. Si sfonda una categoria del significato e si crea l’alibi universale.
Il Vero dice sempre quello che pensa. L’evoluzione gli ha piazzato un imbuto fra il cervello e la bocca. Il neurone scivola giù, fa un inchino con peto, rientra dall’orecchio e torna ai posti di partenza, pronto per una nuova entusiasmante discesa.
Il Falso dice “ciao” quando ti incontra. Se sei più vecchio di lui ti dice “Buongiorno”. Ma fai attenzione. E’ Falso.
Un Vero dice all’amico che la ragazza da costui frequentata negli ultimi tempi è uno scaldabagno. Un Falso gli chiede se sono in sintonia. Ma faccia attenzione l’amico, perché il suo amico è un amico Falso. Da ciò tutta una serie di corollari: la maleducazione è sincerità; l’arroganza è sicurezza di sé; la gentilezza è ipocrisia; la cultura è supponenza.
Per questo dico a te, mio vero amico, ogni volta che tronfio sputi “io dico sempre quello che penso”, ricordati che, probabilmente, al 97% dei presenti, non frega un salice piangente di ciò che pensi.
Tediosamente vostro,



