Polisse

Regia: Maïwenn Le Besco
Genere: drammatico
Durata: 127 minuti
Lingua originale: francese
Cast: Karin Viard, Joeystarr, Marina Foïs, Nicolas Duvauchelle, Maïwenn Le Besco, Riccardo Scamarcio, Karole Rocher, Emmanuelle Bercot, Frédéric Pierrot, Arnaud Henriet, Naidra Ayadi, Jeremie Elkaim, Sandrine Kiberlain, Louis-Do de Lencquesaing, Laurent Bateau, Anthony Delon.
Sceneggiatura: Maïwenn Le Besco
Fotografia: Pierre Aim
Montaggio: Laure Gardette
Distribuzione: Lucky Red Distribuzione
Uscita nelle sale: venerdí 3 febbraio 2012
Note: vincitore del Premio della Giuria al 64 Festival di Cannes.
Storie di poliziotti della Protezione Minori di Parigi, costretti a confrontarsi quotidianamente con soprusi e violenze verso i bambini.
La vita di un poliziotto della Protezione Minori di Parigi è tutt’altro che semplice: violenza e maltrattamenti su bambini rappresentano il loro pane quotidiano. Se sono fortunati hanno casi di minorenni molto precoci sessualmente o ragazzi scappati di casa per gioco, ma le storie di routine sono così agghiaccianti da far accapponare la pelle: bambini maltrattati, vittime di abusi sessuali, abbandonati o costretti a prostituirsi. Una galleria di storie terribili che dimostra quanto non ci sia pudore e pietà nell’animo umano, e come, spesso, gli insospettabili siano capaci di cose terribili. Minori cresciuti troppo in fretta, a cui viene rubata l’infanzia, e che forse non si riprenderanno mai dai traumi subiti. E queste storie lasciano il segno, non soltanto nei bambini, ma anche nei poliziotti stessi. Per questo motivo tra i colleghi della sezione esiste un legame forte, una complicità profonda difficile da capire per un estraneo. Loro condividono l’orrore, lo squallore, le perversioni dell’animo umano.
Tutti hanno alle spalle situazioni familiari e di vita diverse, ognuno ha i suoi guai: alcool, bulimia, problemi coniugali, crisi esistenziali. Ma, una volta entrati in commissariato, si lasciano tutto alle spalle e si dedicano con tutto il cuore al loro arduo lavoro. Loro sono un team, una famiglia, una squadra: si amano, si sostengono, si proteggono. Per questo Melissa, una giovane fotografa entrata nella squadra solo per documentare, non riuscirà ad osservare tutto senza alcun tipo di coinvolgimento.
Affrontare un tema così delicato come la violenza sui minori richiede un grande coraggio, e la regista francese Maiwenne Le Besco ne dimostra tantissimo. Soprattutto perché lei tratta l’argomento con consapevolezza e sensibilità. Il suo è un film forte, più che atroce, che denuncia ma non ha la presunzione di dare risposte o soluzioni. Un film che mostra l’orrore senza veli o fronzoli, e mette a nudo una società spesso troppo malata e perversa.
Polisse ci presenta i poliziotti come degli esseri umani, delle singole individualità, che nonostante i tristi episodi a cui assistono ogni giorno, hanno ancora le loro forze e punti deboli, le loro paure e insicurezze. Gli attori non recitano, agiscono e sono tutti bravissimi nei loro ruoli, come se nella vita fossero davvero parte di una stessa squadra.
Alle tristi storie dei bambini, Maiwenne concede una boccata d’aria ogni tanto, qualche volta anche una risata, che resta però sempre una risata amara, perché è difficile scollegare il cervello.
Polisse ti fa venire i crampi allo stomaco, ma al tempo stesso sprigiona forza e coraggio: quello dei poliziotti che lavorano sodo per permettere che tanti bambini, il futuro del mondo, possano avere un’infanzia tranquilla e serena come tutti gli altri, e non siano vittime di violenze e soprusi.
Carla De Felice
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