LILIES ON MARS live @ Officine Cantelmo 28/04/2012

Lilies on Mars
Non capita quasi mai che un disco suoni divinamente e che live, la band in questione, sia capace di fare ancora meglio, tanto da far pensare che incidere delle note in un solco di plexiglas sia una limitazione.
Serata splendida di un fine aprile leccese preludio di un’estate alle porte, sul palco delle Officine Cantelmo le Lilies on Mars, trio proveniente da Londra, ma con il cuore italiano, sardo per la precisione.
Il loro ultimo disco “Wish you were a pony” è un piccolo gioiellino di pop, virate post rock e succulenti passaggi shoegaze.
Sul palco sono soltanto in tre: due chitarre, che a tratti diventano una soltanto, lasciando spazio ai synth, e una batteria; i tre danno vita ad un muro sonoro perfetto, multisfaccettato e definito come pochi; persino l’acustica, non proprio impeccabile delle Officine, regge quasi alla perfezione.
Le voci di Lisa e Marina si fondono alla perfezione, alternandosi incessantemente, da dietro, ai tamburi, Gal Cohen è preciso e, quando serve, devastante.
Basta metà della prima canzone in scaletta per conquistarmi: seguo con attenzione scientifica i suoni che si incastrano in universi paralleli e misteriosi, l’unirsi e dissolversi delle due voci che all’unisono, spesso, spiazzano e ipnotizzano.
I movimenti sublimi delle dita di Marina sulle sei corde costruiscono figure musicali mesmeriche con accenti che diventano incipit di sconvolgimenti unici ed irripetibili. L’attenzione al sound della performance è eccezionale: non esiste un suono identico al precedente, non c’è spazio per una canzone che rimandi alla successiva, non esiste l’abbozzo, c’è solo spazio per la perfezione.
La scaletta scorre veloce, troppo veloce e quando ci avviciniamo alla fine sono davanti al palco e mi sento un pò bambino con gli occhi fissi su qualcosa di misterioso, ma anche un adulto colpito nella parte più ermetica e nascosta della sua indole.
Dopo un pò è tutto finito, ma uscendo capisco di essermi innamorato!
Giuseppe Gioia



