Inutili fuochi
Una mano all’altezza degli occhi per schermarli dal sole e il mio nome gridato a piena voce come se solo in quel momento mi appartenesse davvero…
A mammà il fatto di comprare una casa per le vacanze a Santa Maria del Cedro, nello stesso parco dei fratelli di papà, non andava proprio giù. Un incubo. Roba che si svegliava la notte sudata sognando tavolate comuni, i letti arrangiati per ospitare parenti di parenti e i pranzi per trenta persone almeno. No, niente. Lei sognava altro. Mammà voleva una vacanza come quella che vedeva nei filmini estivi della vicina. E così, dopo l’ennesimo incubo notturno, sì svegliò, aprì la porta, bussò alla signora Assunta e tornò dopo cinque minuti con un depliant dei villaggi turistici. Andò dritta da papà che dormiva ancora, si piazzò a bordo letto e con voce impostata disse: “Gennà, svegliati!”. Papà saltò, aprì gli occhi e si trovò mamma ferma e rigida. La guardò e capì che il fatto era serio e i margini di trattativa ridotti all’osso. Senza discussione alcuna, si alzò e si avviò mesto verso la cucina. Qui trovò una calcolatrice, il depliant e una tazzina di caffè. Capì. Papà, per il bene della famiglia, abbandonò all’istante l’idea della casa a Santa Maria del Cedro e si mise con mamma a sfogliare il depliant e a studiare prezzi e periodo. Fu così che alle 5.30 del 26 luglio del 1997 (l’ora era stata calcolata con precisione svizzera da papà per arrivare puntuali per il rinfresco di benvenuto), partimmo per un villaggio a Ostuni. Due settimane bungalow, spiaggia, piscina e animazione compresa.
Ci arrivammo un po’ come i personaggi di Inutili fuochi, il bel libro di Raffaella R. Ferrè che racconta i sogni, le ansie e i desideri di sette tra ospiti e animatori del residence “La Riserva”. Una bella narrazione a più voci, fatta di storie che si incrociano e intrecciano in un arco breve, quello che va dalla controra al tramonto di un 9 agosto qualunque. Personaggi, scelti in modo scientifico da un campione rappresentativo, che si ritrovano a fare i conti con la precarietà dei sentimenti, i cambiamenti, la crescita, gli insuccessi e l’ansia del futuro.
Come ad esempio la quattordicenne Lia, o Andrea e Marta, la coppia che aspetta un bambino. O come noi che sicuro saremmo rientrati nel campione rappresentativo se mamma, invece del villaggio a Ostuni, avesse scelto il residence “La Riserva”. E così il 9 agosto del 1997, alle ore 20, la Ferrè ci avrebbe trovati tutti e quattro ancora in costume, a bordo piscina intenti a cercare di beccare una stella cadente che portasse anticipo a cui poter recitare la nostra letterina dei desideri.
Fabio D’Angelo
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