Sherlock – The abominable bride
| Ideatore: Steven Moffat, Mark Gatiss
Genere: Drama, Giallo Durata: 90’ (a episodio) Lingua originale: inglese Stagioni: 3 Episodi: 10 puntate Cast: Benedict Cumberbatch, Martin Freeman, Una Stubbs, Rupert Graves, Mark Gatiss Distribuzione: BBC Prima Tv: 22 dicembre 2011, UK |
Al mondo esistono due tipi di persone: i primi sono quelli che, appena sentono il nome di Sherlock Holmes, se lo immaginano nell’ambientazione voluta da Conan Doyle, vestito in tweed, con cappello e lente d’ingrandimento, accompagnato da Watson in una umida e tetra Londra del 1895. Gli altri – fatta eccezione per quelli che non sanno chi sia, ma stiamo parlando di un campione che possiamo ignorare senza eccessive remore – sono quelli che se lo immaginano con il volto di Benedict Cumberbatch, protagonista della migliore letteratura inglese catapultato nel presente, in cappotto di feltro, bavero sempre in su e, anche qui, accompagnato da Watson, che in questo caso però è Martin Freeman – sempre Bilbo, nonché Lester -.
E dal momento che i primi sono ormai pochi, sono quelli che scrivono sui social che annusano le pagine dei libri, che si vantano di non avere la tv in casa e, PEGGIO ANCORA, sono quelli che non si sono mai fatti conquistare – per scelta o meno – da uno dei prodotti più riusciti della BBC, che definire La tv con i contrococks è poco, era dunque inevitabile che una puntata di una serie TV sbarcasse al Cinema prima che in TV – tranne in UK, dove è uscita il 1° Gennaio – ed è proprio il caso di Sherlock (per la gioia dei secondi).

Brainy’s the new sexy
Parlare della trama di Sherlock sarebbe piuttosto sciocco, perché – e diamolo un po’ di merito alla squadra dei tivvùscettici – ogni episodio della serie, cominciata nel 2011 e di cui abbiamo potuto gustare soltanto tre stagioni, divise in nove episodi di 90’ minuti, sono una trasposizione intelligente e arguta dei preziosi romanzi di Conan Doyle.
I protagonisti sono sempre quei due, diventati una delle coppie più attraenti del piccolo schermo; anche la narrazione dal punto di vista di Watson ritorna nella serie, e, sebbene l’ambientazione ai giorni nostri sia in un primo momento spiazzante, ci si abitua velocemente e non fa rimpiangere troppo quella vittoriana.

Every fairy tale needs a good old-fashioned villain.
Ma allora, la domanda sorge spontanea: perché, dopo due anni di attesa – l’ultima stagione è andata in onda a inizio 2014 – i creatori dello show ci regalano lo speciale natalizio di Sherlock, The Abominable Bride, in cui tutto è come ce lo ricordavamo, tranne l’ambientazione, che è quella originale di Doyle?
La risposta, e scommetto che molti di voi ci saranno arrivati da soli, è: “perché no?”.
Infatti, tra i fan dello show quasi nessuno ha mai avuto da ridire sulla scelta dell’ambientazione moderna, né sono arrivate critiche per la decisione di fare uno speciale “old style”. Il motivo è quello più semplice che si possa immaginare, e non siamo di certo i primi a rivelarlo: la serie è talmente bella, appassionante e fedele al punto giusto ai romanzi, che probabilmente dalla Controriforma in poi ci sarebbe piaciuto qualunque periodo storico.

Fear is wisdom in the face of danger, it is nothing to be ashamed of.
Sherlock Holmes, d’altronde, calato nella veloce società londinese, industrializzata, civilizzata e dalle mille ombre e dalle altrettante possibilità, è il meglio del romanzo giallo, che altro non è che il prodotto raffinato della letteratura privata; e se scaviamo un po’ di più, questa letteratura privata è finalizzata al piacere di colui che, negli ultimi secoli, è diventato il protagonista di ogni narrazione: l’uomo moderno si rivede nell’uomo moderno, e non cerca più gli eroi.
Crime is the new Epic Poetry, praticamente.
Non me ne voglia la mia insegnante di Italiano del liceo – prof., TVUMDB – se vi dico che forse agli eroi a cavallo, ai figli dell’Olimpo e ai cavalieri baciati dalla Provvidenza, affianchiamo molto volentieri l’investigatore più sassy della letteratura, nonché del Cinema, della TV e del dio Streaming, of course.
Perché guardare Sherlock?
Per Benedict, per Martin, per la sigla, perché questa recensione è scritta benissimo e non mi svela niente della trama, perché Sherlock mi piacerebbe anche ambientato nella villa delle Kardashian, perché l’ho sempre detto che “Brainy is the new sexy”.
Perché non guardare Sherlock?
Perché non seguo in lingua originale, perché cheschifolativvù, perché si stava meglio quando si stava peggio, perché ho una malformazione alla retina e non vedo il colore grigio, perché ormai avreste dovuto capirlo che voglio vedere le tits.
Noemi Borghese
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