Libri

Published on Gennaio 23rd, 2018 | by Carla De Felice

0

La madre di Eva

Silvia Ferreri, La madre di Eva. Neo Edizioni, 2017 pp. 195

Sono qui Eva, sono accanto a te. Sono seduta nel corridoio freddo di fianco alla sala operatoria, dove tu sei sdraiata, nuda, per l’ultima volta donna, bambina, femmina. Non mi senti e non mi vedi ma sono qui. Non ti lascio. Ho promesso che ci sarei stata fino alla fine e sono qui. Ti ho portata in capo al mondo a farti smembrare come un agnello sacrificale e resto con te fino al compimento di questo sacrificio estremo. Fino a quando tu non sarai più tu e al posto tuo ci sarà una persona nuova.

Eva ha compiuto da poco 18 anni e ha trascorso buona parte della sua vita in un corpo che non le apparteneva. Si è sempre sentita un uomo intrappolato in un corpo sbagliato, e adesso sta per sottoporsi all’intervento per cambiare sesso. Un intervento che smembrerà una parte del suo corpo per portarla ad una nuova rinascita. Con lei nella clinica serba c’è sua madre, che durante l’attesa, intraprende un lungo monologo/confessione dove ripercorre la loro vita fino a quel momento, da prima della gravidanza fino all’operazione.

Ma il tempo non conta. Il tempo non esiste più. Si è fermato. Ricomincerà solo quando ti sveglierai e mi guarderai coi tuoi occhi nuovi di zecca. Punto zero dell’anno zero. Da lì gli orologi ricominceranno a battere. Da lì dovremmo cercare un nuovo modo di guardarci, di chiamarci, di parlare.”

La madre non ha nome, ma non importa. Lei è madre e anche moglie, professoressa universitaria, figlia, non vuole limitarsi ad essere solo un genitore, anzi: all’inizio della gravidanza questo ruolo la spaventava, non se ne sentiva all’altezza. Lei è donna e adesso deve essere roccia, sostegno, mentre dentro è lacerata dal dolore.

Ho imparato da lei ad essere l’albero forte. Essere femmina nella nostra famiglia ha sempre voluto dire avere le radici ancorate a terra. Era lei a reggere tutto, come mia nonna prima di lei.

La madre indirizza il suo monologo a Eva, e con questo espediente anche il lettore si sente un po’ interlocutore; parla della sua vita prima di restare incinta, durante la gravidanza, e affronta tematiche come l’allattamento, l’educazione, l’essere genitore. Il suo è un lungo monologo interiore su più livelli che non segue una linea temporale precisa e mescola presente, passato e futuro. Racconta dei primi disagi di Eva, del bullismo subito durante l’adolescenza ma anche della sua incredibile e forte determinazione per diventare un uomo, Alessandro. Eva è sicurissima della sua scelta ed è pronta a lottare e tirare fuori le unghie per ottenere ciò che vuole, per essere finalmente felice. La madre non riesce ad accettarlo, non vuole capirlo, si sente in colpa: l’idea che il corpo che lei ha generato verrà svuotato, “snaturato”, la dilania. L’operazione per la madre rappresenta infatti un intervento chirurgico crudele e asettico, mentre per la figlia è l’unico modo per essere finalmente ciò che è sempre stato.

Eva cosa resta dell’anima quando cambia il corpo? Avrai le stesse emozioni di prima? O ti sentirai come un uomo, ti comporterai come un uomo?

Nel corso del racconto, la madre non è sempre un personaggio gradevole, anzi, risulta spesso puntigliosa,  imperfetta. In alcuni punti, il suo monologo assume il tono di un mancato dialogo con la figlia, per paura, incapacità di ascoltare, vergogna. Tante volte ci sembra che le cose che succedono agli altri non riguardino noi, e quindi quello che accade a sua figlia la coglie come un fulmine a ciel sereno, portandola a compiere tutta una serie di scelte sbagliate.

Ti ho lasciata essere quello che volevi.
Sono rimasta sulla riva a guardarti.
Solo che ora non vedo più te ma un cadavere sventrato che galleggia.”

Le 195 pagine de La madre di Eva, il romanzo di esordio della scrittrice e giornalista Silvia Ferreri pubblicato da Neo Edizioni, sono colme di emozioni e sentimenti. Un lungo flusso di coscienza che una volta cominciato non si può interrompere, anche se a tratti fa male. Un libro coraggioso che affronta una tematica transgender – ma non solo quello. Perché è un libro che parla prima di tutto di una madre che si mette a nudo, una madre reale, e come tale non è infallibile, soffre, e prima di intraprendere la giusta strada, ha bisogno di commettere i suoi sbagli.

Carla De Felice

Facebook
Facebook
Google+
Google+
https://www.bandadicefali.it/2018/01/23/la-madre-di-eva/
Instagram
Twitter
Visit Us
LinkedIn
RSS
Follow by Email
La madre di Eva Carla De Felice

Summary:

4


Tags: , , , ,


About the Author

L'unico vero realista è il visionario.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to Top ↑
  • Iscriviti alla nostra Newsletter

    Privacy Policy
  • Seguici su facebook!

  • #unabandadicefali su instagram

    • Uno #streetcefalo Batllò, grazie @giorgiare #unabandadicefali #barcelona #instatravel #instatraveling #igersbarcelona
    • L’anno che verrà #unabandadicefali
  • Vincitori del premio Radiolibri

    Vincitori del premio Radiolibri
  • BBB (Book Bloggers Blabberling)

    BBB (Book Bloggers Blabberling)
  • Verità per Giulio Regeni

    Verità per Giulio Regeni

Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Cookie policy