Libri

Published on marzo 16th, 2018 | by Roberta Rega

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Il Sale

Jean Baptiste Del Amo, Il Sale, Neo Edizioni, recensione, una banda di cefali

Jean Baptiste Del Amo, Il Sale, Neo Edizioni 2013. pp 273.

Il Sale è il secondo romanzo di Jean-Baptiste Del Amo, pubblicato da Gallimard nel 2010 e qualche anno dopo, in Italia, da Neo Edizioni nella collana Potlach, dedicata alla narrativa straniera. L’opera ha vinto il concorso Modus Legendi 2018, iniziativa nata con lo scopo di mandare un libro pubblicato da una casa editrice indipendente in classifica nazionale.

Nato nel 1981 a Toulouse, Del Amo è una delle voci più interessanti della sua generazione, già inserito a pieno diritto nella scia della tradizione di lingua francese insieme a Zola, Balzac, Dumas. Ma per apprezzare il piglio e la profondità di questo autore non c’è bisogno di andare così indietro nel tempo: basta immaginare un romanzo che abbia la forma, l’intensità e il colori di Xavier Dolan. Vengono in mente film come Mommy o È solo la fine del mondo, in cui il tema della famiglia è sviscerato e ribaltato, liberato da complessi e ridondanze di carattere sociale, dove non è la prospettiva del gruppo famigliare a interessare (o le sue dinamiche), ma i suoi riflessi sull’individuo.

Famiglie fatte di individui, dunque, come ne Il Sale, dove una cena di famiglia diventa un viaggio tentacolare nelle vite di ognuno dei suoi componenti. Il panorama è quello di una Francia dura, affamata di immigrati italiani e consumata dalla vita in mare della comunità di Sète, tra Marsiglia e la Spagna. Una sola giornata per raccontare Louise, la madre, e i suoi tre figli Jonas, Albin, Fanny. Ognuno ha preso la propria strada e la propria distanza dalla figura di un padre – e di un marito – distaccato, incomprensibile e duro, che anche da morto continua a vivere nel riflesso di atteggiamenti, parole, scelte, conseguenze. Siamo tutti la conseguenza della nostra famiglia: di un padre difficile, di una madre debole o di un fratello violento; non è possibile recidere questi legami e andare avanti con la propria vita, non è possibile guardare se stessi senza vedere chi è venuto prima, le loro ragioni e debolezze, e quelle di chi c’era ancora prima di loro. È questo il riflesso che rende attuale una storia familiare, che la rende universale, che ci fa empatizzare e che conforta; che fa solidarizzare, forse, con gli errori dei nostri genitori. È questo l’effetto trigger di Mommy di Dolan, di Del Amo per Il Sale: siamo tutti figli, o padri, fratelli, parte di qualcosa che può essere chiamato, per forma o per sostanza, famiglia.

Ma non è tutto. Mentre mettiamo in atto questa seduta improvvisata di autoanalisi, scorrono davanti ai nostri occhi momenti di puro piacere della prosa:

Scendendo dal tram, Place de la Comédie le apparve come una distesa abbagliante. Lasciò che la vettura sfilasse dietro di lei. Il suo riflesso scivolò sul blu dei fianchi metallici e il suo viso si confuse con quelli dei passeggeri rimasti a bordo. La folla intorno la spinse verso la piazza. Borsetta sotto braccio, Fanny avanzava sulle pietre e abbassava gli occhiali da sole per contemplare la facciata del teatro, l’agitazione nelle terrazze dei caffè dove i nebulizzatori disperdevano, in aria e sul sudore dei corpi, le loro molecole d’acqua. Le tre Grazie della fontana poltrivano, pienotte e adolescenti, nel sole del mattino.

N.B. Il Sale è il romanzo vincitore del concorso Modus Legendi 2018. L’iniziativa, arrivata alla terza edizione, si propone di mandare un libro pubblicato da una casa editrice indipendente in classifica nazionale attraverso l’acquisto coordinato. La settimana stabilita per recarsi in libreria è quella che va dal 18 al 24 marzo. Per aiutare la Neo Edizioni ad entrare in classifica, è necessario acquistare Il Sale presso una libreria fisicaQui la mappa delle librerie che aderiscono a Modus Legendi.
Sovvertiamo le regole del mercato, aiutiamo l’editoria indipendente!!!

Roberta Rega

 

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"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"



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