Libri

Published on Settembre 17th, 2018 | by Roberta Rega

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Fenomenologia di YouPorn™

Fenomenologia di YouPorn™

Stefano Sgambati, Fenomenologia di YouPorn™, Miraggi Edizioni.


Ogni tanto la vita quotidiana mi serve come via di fuga dalle fantasie sessuali

Quante volte mentre siete su un mezzo affollato e state cercando di tornare a casa sani e salvi, tra il vicino che non si lava dalla vittoria dell’Italia ai Mondiali (temo quella dell’82) e la lista delle cose da comprare alla Conad, quante volte dicevo, il pensiero salvifico del sesso vi porta via da quel mondo brutale e senza senso. Oppure nella noia totale di una riunione di lavoro, quando l’alternativa alla divagazione erotica sarebbe un terremoto per uscire da quella situazione. Il pensiero di quella volta in cui quella persona vi ha fatto quella cosa o immaginarvi in una vasca di acqua calda in mezzo a un bosco di notte con il bar tender di quel locale di Trastevere. Per quanto la realtà voglia trasformarci in individui livorosi e frustrati dalle nostre stesse scelte, il nostro corpo sarà sempre lì a ricordarci che c’è qualcosa di più grande, una tregua, una pace assoluta che può arrivare solo dall’organo – o dagli organi, per i più fantasiosi – all’origine della vita. L’origine du monde, di Gustave Courbet: la bellezza è verità, la verità è bellezza, scriveva John Keats.
Per questo motivo Fenomenologia di YouPorn, uscito nel 2012 per Miraggi, è un testo ancora attuale, e lo sarà finché non si sarà realizzato quanto paventato da Woody Allen ne Il dormiglione(1973), e non ci metteremo in fila davanti a una macchina per ottenere i nostri orgasmi artificiali. Alla maniera di un saggio dalle pretese talvolta scientifiche, Stefano Sgambati racconta con ironia, e con la brutalità necessaria per argomenti del genere, quanto sia cambiato il nostro immaginario, il nostro rapporto col sesso – e dunque con noi stessi, e dunque con il mondo – da quando internet ha sparigliato le carte del nostro desiderio e ci ha spinto verso orizzonti sconfinati, amatoriali, senza dubbio più accessibili e con una sceneggiatura inesistente. La fruibilità ha ucciso il mondo della pornografia come movimento e come luogo dell’immaginario, perché il luogo è diventato ovunque. Me lo chiedo spesso: com’era prima? C’ero, eppure non me lo ricordo. Com’era prima di YouPorn, di Grindr, di Tinder, di Rocco Siffredi all’Isola dei Famosi, quando arrivavi ancora a desiderare qualcosa prima di ottenerla?
C’è una rincorsa idiota alla Felicità Perfetta: un inseguimento eterno che ci dà modo di pensare solo alla destinazione e non più al viaggio. Improvvisare non ha niente a che fare con la destinazione: ha a che fare solo con il viaggio. Ecco perché lo abbiamo disimparato: vogliamo essere sereni, felici e inquadrati. Non vediamo l’ora di arrivare. Per questo, se abbiamo un minimo problema, ci diamo al sesso, a internet, all’eroina: non vogliamo nemmeno più prendere in considerazione l’ipotesi di non stare bene. Vogliamo solo stare bene. Se non ci riusciamo, se non ci ricordiamo le parole di quella canzone, preferiamo cantare un’altra canzone, più brutta, non richiesta, che però sappiamo come fa.
Dal primo video homemade diventato virale, all’impatto di Belen Rodriguez sulla nostra autostima, fino al questionario che compilano i pazienti affetti da dipendenza sessuale prima di cominciare un percorso terapeutico: tutto questo, raccontato in modo irresistibile, sempre intelligente, senza risparmiarsi nel turpiloquio (per i più sensibili neorealismo lessicale), necessario e liberatorio anche per il lettore. La domanda non è tanto se siamo tutti pornomani, ma: perché no? Cosa è sano, cosa non lo è, e soprattutto: chi decide che lo sia?
Fenomenologia di YouPorn™ mi ha fatto ridere, finalmente, in maniera rumorosa e sconveniente. Perché il sesso è sopravvalutato: ridiamoci su.

Roberta Rega

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"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"



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