Libri Sotto il suo occhio

Published on Marzo 8th, 2019 | by Fabio D'Angelo

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Sotto il suo occhio

Sotto il suo occhio

Giulia Seri, Sotto il suo occhio, antologica Wildworld di Transeuropa Edizioni.

Spiare dal buco della serratura

Ho da poco finito di leggere Sotto il suo occhio  di Giulia Seri, il secondo volume della serie antologica “Wildworld di Transeuropa Edizioni, una collana che riprende e mescola a mestiere fatti di cronaca. E come spesso mi capita quando arrivo alla fine di un libro che mi ha molto coinvolto, inizio a divorare informazioni e nel farlo mi torna alla mente un episodio:

Era da poco esplosa la vicenda di Tiziana Cantone e in rete dilagavano meme, pagine Facebook, sfottò, canzoni e addirittura una linea di t-shirt e gadget vari. La voce che circolava era di un presunto video promozionale e io – con molta ingenuità –  partecipai al tormentone con una battuta molto stupida. In verità ne faccio tante e quella volta pensai sinceramente di essere stato mediamente simpatico, sennonché una mia cara amica, senza tanti giri di parole, mi spiattellò davanti la mia mediocrità del momento. Aveva ragione e come spesso le capita, aveva inquadrato la situazione nella giusta prospettiva. Quel meme non era altro che un gigantesco buco nella serratura fatto per spiare l’intimità di una ragazza. Da quel buco erano passati migliaia di occhi guardoni, eccitati e giudicanti. Un voyeurismo di massa, capace prima di trasformare una ragazza inerme in un link da girare di chat in chat,  e  poi – dopo aver compiuto il rito della masturbazione collettiva – diventare insopportabile moralismo. E giù con tonnellate di  bile, odio e insulti.

L’avrete intuito: Sotto il suo occhio parla di revenge porn, un cyberbullismo a sfondo sessuale che oggi si alimenta principalmente sui gruppi privati di Facebook, Whatsapp o Telegram per poi tracimare in rete, e di cui la protagonista del libro di Giulia Seri finisce per esserne vittima.

Revenge Porn

“Amore?”
No, mi vergogno, mi vergogno!”
Di me ti vergogni?”
“Di te no… ma degli altri…”
Ma tanto lo dobbiamo vedere solo io e te… lo guardiamo insieme e poi lo cancelliamo subito… oppure, se poi lo vuoi tenere…”

Come rimarcato nelle avvertenze del romanzo,“i nomi, i ruoli presenti in queste pagine non sostituiscono un luogo o un nome , ma sono marcatore per sottolineare la sostanziale intercambiabilità dei luoghi e dei nomi”,  quasi a evidenziare l’incredibile serialità delle dinamiche e delle notizie.
Per cui scorro la cronaca e arrivo alla fine degli anni novanta: la connessione era di quelle a 56k e ci si collegava solo la sera dopo le dieci per non bloccare il telefono di casa. Su Napster, primo sistema peer to peer,  iniziò a girare il video Forza Chiara da Perugia, in cui c’era questa ragazzina che faceva estrema tenerezza e il suo fidanzatino stronzo che con una telecamera in mano riprendeva attimi d’intimità. Fu forse il primo caso di revenge porn in Italia. Poi dopo arrivarono i video di Maria Brutos e tante altre, fino alle vicende più attuali di Tiziana Cantone e Michela Deriu. Ad accomunare queste storie con il fulcro cronachistico intorno a cui ruota la trama di Sotto il tuo occhio, è l’inadeguatezza del maschio moderno e quel malsano retaggio legato a una società patriarcale che non esiste più  fatta di dominio e controllo sulla donna. Una perversa rivendicazione di potere, che si sostiene  ancora oggi mediante la tremenda minaccia di una punizione: quella di essere gettate in pasto al mostro.

Sotto il suo occhio 

“Mamma, puttana o brutta copia ‘e n’ommo
avesse voluto ‘e cchiù int’ ‘a chesta parte ‘e munno
apprezzata no p’ ‘e mascule sgravate no p’ ‘e chisto
cuorpo bello no p’ ‘e mazzate che aggio dato
sulamente pecchè femmena so’ stata
e nu catenaccio ‘o core nun me l’aggio maje nzerrato
sulamente pecchè femmena so’ stata
sulamente femmena… 
” Nun te scurdà, Almamegretta

Ci si innamora, succede. Capita anche alla ragazza protagonista del libro di Giulia Seri, che abbandona il fidanzato e una relazione noiosa per un  giovane spiantato per cui prova una forte attrazione. L’uomo, Diego, è un operaio che colleziona licenziamenti e insegue, spinto anche da Vincenzo, un suo amico inseparabile, velleità artistiche nel campo della fotografia. Tali aspirazioni non servono che ad alimentare nell’uomo un egocentrismo esasperato.  E già qui – a differenza della protagonista, ignara vittima – sia all’io narrante che ad un certo punto sembra quasi distaccarsi dalla storia, che al lettore è chiaro sin da subito di stare in presenza di una persona irrisolta, dissociata e psicopatica, capace però di creare con questa donna fragile una pericolosa relazione unilaterale. Messa così, potrebbe essere la cronaca di un femminicidio. Ma ad un certo punto la storia – che si alimenta di festini su festini in cui la donna concede foto e video ai due uomini, Diego e Vincenzo – devia dall’idea di un finale quasi scontato, prendendo traiettorie imprevedibili, tali da spiazzare il lettore.

La mostrificazione

Abbassò il tono della voce, tanto che feci fatica a sentire il resto della storia. Chissà, forse era dovuto al fatto che parlava piano o al dolore che mi era salito alle tempie. Avevano preso a pulsarmi forte e sentivo un’oppressione al petto, tanto che faticavo a respirare. Non ricordo in dettaglio quanto disse, credo di averlo sentito raccontare che aveva riguardato il video un paio di volte, incredula che si trattasse di me; ma più lo rivedeva e più si rendeva conto che ero proprio io la poco di buono intenta a fare oscenità sullo schermo. Poi mi aveva chiesto, nominando la Madonna, perché mi fossi ridotta a fare quella porcheria: erano cose disgustose e raccapriccianti, indegne di questo mondo.”

Accade quindi che la ragazza viene gettata di forza in pasto alla rete con un video intimo che la ritrae mentre fa sesso con i due amici. Il video alza il sipario su grettezza, viltà, squallore e ogni sorta di debolezza umana. La preda diventa di colpo  estranea a sé stessa e soggetta per asimmetria di potere, a essere spettatrice inerme del processo di mostrificazione della propria persona. Giulia Seri racconta il cambiamento con uno stile scarno, essenziale e un ritmo che si va man mano facendo sempre più serrato. Nel mentre la ragazza viene isolata: perde inspiegabilmente il lavoro, il rispetto dei vicini ed è vittima di insulti da parte di sconosciuti per strada. La mostrificazione è compiuta.

Troia, ti sfondo’ urlò uno di quelli, a un certo punto, quando un secondo lasciò colare un grumo di bava dalla bocca, platealmente, mentre si stringeva il codino di capelli biondi tra le mani.”

Resta vile maschio, dove vai?

Dio è morto, il maschio alfa pure, e anche io non mi sento molto bene. Forse non è un caso che l’ultimo capitolo di Sotto il suo occhio si chiami “Imparare dagli errori”, ma sta di fatto che il punto è – guardate, per capire questo non serve neanche leggere libri o analizzare fenomeni – che noi uomini viviamo una crisi identitaria mica da poco, che definire grave può essere considerato un eufemismo. E questo ha poco a che fare con l’essere persone irrisolte come Diego,  con la società liquida (santo Bauman subito), con Tinder, con le rivendicazioni sessuali di una donna che in verità non dovrebbero quasi essere legate con il discorso dell’emancipazione, perché vivaddio, checché ne dicano i nostalgici della cintura di castità e gli osservanti di varie dottrine religiose, da che mondo è mondo come per l’uomo anche per la donna il desiderio sessuale è un fatto di natura. Quanto piuttosto dall’essere ancora legati a un pensiero binario che si fonda su una serie di dicotomie del tipo: moglie e puttana; amore e odio; luce e tenebre; sacro e profano. Ed è chiaro a tutti che questa visione è fallace perché non contempla  la coesistenza di entrambe le cose e questo non ci consente di avere una visione come dio comanda della realtà che viviamo. Il problema sta qui, ancora una volta, nella mancata consapevolezza di sé e di quello che ci circonda. Non vederlo ci condanna a vivere male il presente e a regredire a un livello di inciviltà tale da considerare persone illuminate gli uomini della caverne. Senza accorgecene, violenza dopo violenza, stiamo mettendo in seria discussione le libertà personali di tutti fin qui faticosamente guadagnate. Per cui cari maschi, lo sfregio quotidiano fatto nei confronti di ogni donna, è uno sfregio che facciamo anche a noi stessi.

Fabio D’Angelo

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Sotto il suo occhio Fabio D'Angelo

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è una persona semplice: ama la pasta e patate con la provola, la pizza, il sole, il mandolino e la SSC Napoli 1926. Alla domanda “Progetti per il futuro?”, generalmente risponde: non sottovalutare le conseguenze di una parmigiana di melanzane.



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