Libri timidi messaggi per ragazze cifrate

Published on Dicembre 4th, 2020 | by Fabio D'Angelo

Timidi messaggi per ragazze cifrate: un grande manuale sulla crittografia e sull’amore

Timidi messaggi per ragazze cifrate

Ferruccio Mazzanti, Timidi messaggi per ragazze cifrate, Wojtek Edizioni

Dalle suore di clausura agli Hikikomori è un attimo

Qualche mese fa, sfruttando il tempo libero messo a disposizione dal primo lockdown, ho recuperato un po’ di arretrati. Tra questi, Clausura , un documentario della fine degli anni cinquanta, realizzato per la Rai da Sergio Zavoli che trattava il controverso tema della clausura. Zavoli, portando il microfono al di là delle grate, intervenne per così dire a gamba testa, nella discussione dell’epoca sui conventi di clausura, visti già allora come una forma di manifestazione estrema di fede, su cui la comunità dei cristiani iniziava a mostrare più di qualche dubbio. Il documentario mi è tornato in mente leggendo Timidi messaggi per ragazze cifrate di Ferruccio Mazzanti, nuovo romanzo partorito della prolifica Wojtek Edizioni.

Hikikomori che?

“Io mi basto. Fine pena mai. Smetti di chiamarmi io non esco sai” (Artemix)

Perché anche Ferruccio Mazzanti getta metaforicamente un microfono al di là della porta per far dar voce a un Hikikomori, un termine giapponese usato per identificare coloro che decidono di “stare in disparte”. Detto in soldoni, eremiti domestici, che si rinchiudono nella propria camera per rifugiarsi dal mondo. Quello degli Hikikomori è un disagio sociale molto diffuso in Giappone che da alcuni anni ha iniziato a mostrare numeri significativi anche in Europa. Qualcuno, preso da un impeto nazionalista, potrebbe dire che i giapponesi non hanno inventato niente, dato che il ritiro sociale, fatto all’interno della nostra cameretta,  è sempre stata un’opzione a nostra disposizione. Una scelta vecchia come il mondo e noi, non per vantarci, abbiamo secoli e secoli d’esperienza alle spalle, rappresentato tutt’oggi dai monaci eremiti, dalle suore di clausura e da tutti i tipi di sepolt* viv*  per fede. La scelta per vocazione religiosa rappresenta però una differenza non da poco, che caratterizza l’unicità degli hikikomori, perché  se togli la fede, rimane solo la sindrome.

«Ehi, con chi stai parlando? Dici a me? Eh, non ci sono che io qui. Di’, ma con chi credi di parlare tu?»

L’Hikikomori del libro si chiama Grot ed è un ragazzo che, al momento in cui si presenta a noi lettori, è  rinchiuso nella sua stanza da 1245 giorni. Ci è entrato subito dopo la maturità e se ve lo state chiedendo, la risposta è sì: da allora non ha mai messo piede fuori.
Di lui sappiamo che è un metodico e che adora i corn flakes con il latte. A tal proposito è doveroso aggiungere che Grot, tolta la colazione, mangia di merda e si dedica a videogiochi e serie TV. Ci sarebbe anche il porno on line, ma è ingiusto ridurlo a momento di mero trastullo e sarebbe più corretto inquadrarlo in una più ampia questione formativa e di crescita, funzionale al non trovarsi impreparati casomai capitasse l’occasione di sperimentare. Infine, Grot odia un suo ex compagno di scuola, tale Rotwang, contro cui ha sviluppato un preoccupante disturbo paranoico ossessivo. Il fatto è che il ragazzo si vergogna e si sente ridicolo. D’altronde è un insicuro e come tutti timidi si sente costantemente osservato ma di più degli altri: sente lo sguardo di tutti e percepisce costantemente gli occhi di Rotwang, mentre lo indica per ridicolizzarlo pubblicamente. Un disturbo paranoico che lo spinge a studiare intensamente le tecniche di  cifratura. La crittografia per legittima difesa diventa cura delle sue ossessioni. Grot cripta tutto come se non ci fosse un domani. I suoi movimenti per casa seguono una metodica criptica per mandare fuoristrada l’ipotetica spia che lo osserva attraverso videocamere nascoste e soprattutto le lettere che lui invia sui forum e le chat. Lettere d’amore per delle ragazze e di odio per la sua nemesi Rotwang.

La cifratura

Eh sì, lo studio di Grot rende Timidi messaggi per ragazze cifrate un grande manuale sulla crittografia, un testo adatto sia ai principianti che ai professionisti, che esplora le tecniche, da quelle più semplici fino ai metodi più complessi. Il lettore imparerà ad utilizzare la cifratura semplice e poi passerà a metodi di codifica più sofisticati, basati su livelli semantici più complessi. Spiando di nascosto Grot, scopriremo che ogni sistema di crittografia ha due parti essenziali: un algoritmo e una “chiave”, che consente di mettere in “chiaro” il testo. Ma soprattutto, comprenderemo che la crittografia permette di “cifrare” un messaggio rendendolo incomprensibile a tutti fuorché al suo destinatario. Dopo 1246 giorni dall’inizio del ritiro sociale, una ragazza decripta una lettera, ma quello che succederà dopo lo scoprirete solo leggendo o decriptando il seguente messaggio criptato con il Cifrario di Cesare:
XXTSTZSXNRUFYNHTGZWQTSJHMJMFGFWFYTANYTHHFQJLLJWJNQQNGWTXJSEFXHTWHNFYTNFUJWZSFHTXFATLQNTINWQFUJWTLSNLWTYHZSFRFWNFKWJIJWFHZNINWJRFWNFVZJXYTRTSITQFHTXFUNRFLSNKNHFHMJH

A tutti i timidi che quando parlano sentono di farfugliare

«A tutti i timidi che quando parlano sentono di farfugliare, ma in particolare a Grot. »

Arrivati qui, c’è un rischio concreto che un buon recensore avrebbe già evitato. Io ci provo in calcio d’angolo: molti  potrebbero infatti farsi un idea sbagliata del libro, del tipo che il romanzo è fatto, pensato e scritto per parlare solo agli asociali, ai nerd, a quelli che fanno tappezzeria alle feste, non ballano, non cantano a squarciagola canzoni imbarazzanti e non sono stories e selfie addicted. Niente di più sbagliato, perché  Timidi messaggi per ragazze cifrate si rivolge alla gran parte di noi: ai timidi, alle persone riservate e più in generale, a quelli che in una società performante, nascondono la parte più autentica di sé, proteggendola attraverso un sistema di cifratura personale, da decriptare e mettere in chiaro solo una volta tornati a casa, quando, seduti sul divano e finalmente liberi di mostrarsi con tutte le loro fragilità, si ritrovano a sostenere il peso di domande scomode.

Fabio D’Angelo

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Timidi messaggi per ragazze cifrate: un grande manuale sulla crittografia e sull’amore Fabio D'Angelo

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è una persona semplice: ama la pasta e patate con la provola, la pizza, il sole, il mandolino e la SSC Napoli 1926. Alla domanda “Progetti per il futuro?”, generalmente risponde: non sottovalutare le conseguenze di una parmigiana di melanzane.



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