Fumetti

Published on Luglio 21st, 2022 | by Carla De Felice

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Selvaggia. Intervista a Rosalia Radosti

Selvaggia è il graphic novel di esordio di Rosalia Radosti, già affermata illustratrice, edito da Rebelle Edizioni.  Si tratta di una decostruzione della fiaba tradizionale, completamente rovesciata e con un finale cupo quanto
inaspettato. Se infatti all’inizio potreste lasciarvi ingannare e credere che si tratti del solito fantasy della principessa ribelle, scoprirete che vi state sbagliando. Il lavoro di Rosalia Radosti mi ha molto colpito sia sul piano narrativo sia su quello grafico e perciò le ho chiesto un’intervista a cui l’autrice ha risposto con grande precisione, puntualità ed entusiasmo.

Buona lettura!

Rosalia Radosti, Selvaggia, Rebelle edizioni 2022. Pag. 132, € 20,00

Ciao Rosalia e benvenuta su una banda di cefali. Per Selvaggia, il tuo fumetto di esordio, sei stata molto coraggiosa perché hai scelto la forma della fiaba, un terreno alquanto insidioso poiché è stato riproposto ormai in tutte le salse. Il tuo lavoro, però, è invece una decostruzione della fiaba tradizionale dove sei riuscita a creare qualcosa di particolare e innovativo. Come mai hai deciso di cimentarti proprio in questo genere? Come è nata l’idea?

Ciao Carla, grazie di questa intervista. La scelta della fiaba non ha avuto particolari ragionamenti, ho fatto tutto con l’incoscienza della prima volta, ma mi sono voluta affidare a qualcosa che conosco molto molto bene, ossia la fiaba. Non sapevo nemmeno di aver fatto o detto qualcosa di particolarmente innovativo finché, proponendolo a Rebelle Edizioni, non me lo hanno fatto notare.

Quali sono stati i tuoi punti di riferimento in ambito fumettistico/cinematografico/letterario (e perché no musicale)?

In ambito fumettistico ho tanti, troppi forse, riferimenti. Adoro Cyril Pedrosa e Lafebre, ma sono gli illustratori (su tutti Edmund Dulac e Lindeberg) e il cinema la mia vera risorsa (su tutti Bergman, ma sono anche fan delle commedie d’azione e non degli anni ‘80), così come i pittori (e qui non faccio nomi perché sono tantissimi). Per la musica, oltre ad essere una divoratrice di musica classica e jazz, mastico davvero di tutto, ma Nick Cave è sempre il mio preferito. Credo che tutte queste cose in qualche modo influiscano e confluiscano nelle nostre opere, anche se forse ad un certo punto non sono più distinguibili io le ritrovo in qualche modo, e mi fa piacere.

Selvaggia è un personaggio molto affascinante: è testarda, sensibile, desiderosa di esplorare il mondo. Si oppone alle convenzioni sociali ma al tempo stesso sogna di trovare un principe da sposare nonostante la giovanissima età. È all’apparenza molto forte, ma mantiene un animo delicato e sognatore. Com’è nata Selvaggia? Hai creato prima lei o la storia?

La storia nasce con Selvaggia, anche perché è la sua storia. Inizialmente avevo quest’immagine di questa ragazza bionda che tirava con l’arco, molto forte e molto convinta, e mi sono chiesta “e se proprio a una ragazza così forte succedesse una determinata cosa?” e da lì è venuto fuori il finale, e con sé tutto il racconto.

Tu sei illustratrice di professione e Selvaggia rappresenta il tuo esordio come fumettista. Un lavoro notevole, aggiungo, visto che hai curato sia la sceneggiatura sia i disegni. Come mai hai deciso di passare al fumetto e come è stata questa nuova esperienza?

Da anni persone, anche importanti, del settore me lo consigliavano, ma non lo valutavo molto seriamente. Oggi l’arte dell’illustrazione viene un po’ snobbata, ma richiede tanto studio e tanto tatto, è un mezzo molto bello e poco “rumoroso” in confronto al fumetto e la sensazione era che certi consigli fossero prevalentemente perché mi vedevano sprecata in quell’ambito, o qualcosa del genere. Invece avevano ragione credo. Non ci ho mai pensato veramente finché Rebelle non mi contattò, dicendomi che stavano per diventare ufficialmente editori e che volevano qualcosa di mio da pubblicare. E insomma, non ho mai pensato di poter essere una che sapeva raccontare storie e fare fumetti, ma loro sì. Mi sono fidata e affidata a loro e ne sono felicissima.

Anche i colori ricoprono un ruolo importante nel tuo fumetto. Come hai scelto la chiave cromatica che accompagna la storia?

Questa è stata la parte più pesante di tutto il lavoro, perché avevo un’idea in mente ma dopo qualche pagina di prova mi è venuta l’idea di come doveva partire e come doveva finire. Era meglio mettere il colore totalmente a servizio del lettore, per accompagnarlo e guidarlo anziché provare a fare le cose come le avevo immaginate all’inizio. Ne ho parlato con l’editore e ne sono stati entusiasti. Solitamente preferisco avere le idee chiare fin dall’inizio ma a volte bisogna seguire le intuizioni.

Dicevamo che Selvaggia è una decostruzione della fiaba tradizionale, dai toni oscuri e anche crudeli. Non vi è un happy ending, anche se il finale può essere comunque interpretato in chiave ottimista. A partire da che età, secondo te, si può leggere Selvaggia?

Se lo chiedi a me, che da piccola leggevo e guardavo di tutto senza alcuna supervisione, lo si può leggere anche a bambini di sei o sette anni. Conosco persone che lo hanno letto, anche più volte, ai figli di tre anni, e parlo di pedagogisti e professionisti dell’infanzia, non di genitori scriteriati. Certo poi capire il senso più profondo magari è una cosa che si può fare con bambini decisamente più grandi, direi sui dieci anni. Penso però che solo i  genitori possano davvero sapere cosa riescano ad apprezzare i figli e cosa no, cosa li turberebbe o meno, e che solo loro possono consigliarglielo o no, in ogni caso credo che sia un tema che debba essere accompagnato da una chiacchierata con un adulto.

Come hai conosciuto Rebelle Edizioni? Come è nata la collaborazione?

Rebelle è anche Rebelle Box, dove producono box mensili, adesso bimestrali, con vari contenuti, sempre molto belle e interessanti. Mi contattarono per l’utilizzo di alcuni artwork che feci. Mi piacque la loro iniziativa e aderii. Poi ci siamo sempre seguiti senza ulteriori collaborazioni finché non mi hanno contattata per dirmi che sarebbero diventati editori, e dalla grande serietà che mettevano ho capito che avrebbero fatto le cose nel migliore dei modi. Ogni tanto capita ancora di collaborare alle loro box, e per me è una grande gioia e divertimento.

Qual è il bilancio di questa prima esperienza da fumettista? Ti piacerebbe continuare in questo settore?

Il bilancio di questa esperienza è talmente positivo che sto già lavorando su altre storie, una di queste, spero di poterlo dire, sarà proprio con Rebelle. Sono molto contenta di fare ancora fumetti, se li amavo da lettrice adesso li amo anche da professionista.

Grazie di cuore a Rosalia per la pazienza e la disponibilità <3

Per acquistare il fumetto sul sito di Rebelle Edizioni clicca qui.

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L'unico vero realista è il visionario.



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