Libri funerale dopo ustica

Published on Febbraio 21st, 2023 | by Fabio D'Angelo

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Funerale dopo Ustica

funerale dopo ustica

Loriano Macchiavelli, Funerale dopo Ustica, SEM

La letteratura civile

Se dici “giallo politico” pensi subito a Leonardo Sciascia e all’uso sovvertito che egli fece del genere: il giallo come mezzo perfetto per provocare e spingere il lettore a una riflessione critica sul degrado del sistema politico e sociale. Quello di Sciascia è un genere poliziesco politico che ha trovato in Massimo Carlotto e Loriano Macchiavelli due degnissimi interpreti. Di quest’ultimo, la casa editrice SEM ha recuperato Funerale dopo Ustica, libro uscito per la prima volta per Rizzoli nel 1989, che Macchiavelli pubblicò con il nome di Jules Quicher. Uno pseudonimo con tanto di biografia costruita ad arte (un esperto di problemi della sicurezza in una multinazionale svizzera).

Jules Quicher

Ma non fraintendete. Niente truffa letteraria alla Jt Leroy. Perché il progetto che si nascondeva dietro Jules Quicher aveva uno scopo etico e un fascino indubbio: dar vita a una trilogia dedicata ad alcuni dei misteri irrisolti italiani, di cui Funerale dopo Ustica doveva essere il primo volume. L’anno seguente, in coincidenza del decimo anniversario dell’attentato terroristico alla stazione di Bologna, Rizzoli pubblicò anche Strage. Il progetto fallì per il sequestro del secondo volume, ottenuta da uno degli imputati che si era riconosciuto in uno dei protagonisti del libro.

La strategia della tensione

Il contesto storico che Macchiavelli voleva indagare con la trilogia era quello caratterizzato della guerra fredda e della strategia della tensione in Italia. Un disegno  politico, quest’ultimo, nato nel 1965 durante il convegno dell’Hotel Parco dei Principi a Roma, che si  poneva come obiettivo la destabilizzazione e il disfacimento degli equilibri democratici mediante atti terroristici volti a diffondere nella popolazione uno stato di paura, tale da far richiedere una svolte politica di stampo autoritario.

Funerale dopo Ustica

Funerale dopo Ustica si muove dentro questa storia, in un arco di tempo che va dall’attentato alla Banca dell’Agricoltura a Milano alla strage alla stazione di Bologna. Più di un decennio, caratterizzato da una scia di terrore pianificato, favorito e strumentalizzato da corpi interni allo Stato. Il lettore è introdotto in questo scenario animato da politici, imprenditori, giornalisti, servizi segreti, gruppi eversivi di destra e sinistra. Attori che agiscono per ideali o sete di potere. Centrale nella storia è il cosiddetto “Vertice” costituito da figure apicali dello Stato impegnate a rovesciare l’ordine costituito. A capo del Vertice c’è Victorhugo, il grande burattinaio che mette nel mirino due obbiettivi: Il presidente della Repubblica Italiana, ex partigiano, che incarna la coscienza morale del Paese e un dittatore Arabo, la cui figura ricorda non poco quella di Gheddafi. A contrastare le trame oscure del Vertice c’è Stefano Degiorgi, agente dei servizi segreti, con l’aiuto dell’agente Mila Santini, e del poliziotto francese Jules Quicher, pseudonimo a cui Macchiavelli regala anche un ruolo all’interno del romanzo.

Corpo a corpo con la storia

Funerale dopo Ustica è una lettura appassionante e frenetica. Un romanzo in cui il lettore percepisce in ogni parola il corpo a corpo dello scrittore con la verità e il peso del coraggio di scrivere allora ciò che altri neanche oggi bisbigliano.

Fabio D’Angelo

 

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About the Author

è una persona semplice: ama la pasta e patate con la provola, la pizza, il sole, il mandolino e la SSC Napoli 1926. Alla domanda “Progetti per il futuro?”, generalmente risponde: non sottovalutare le conseguenze di una parmigiana di melanzane.



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