cefalo coreano

Published on Luglio 3rd, 2023 | by Viaggio In Corea

0

Il cefalo coreano – Soulmate di Min Yong-geun

Soulmate (소울메이트) è il film sud coreano diretto da Min Yong-geun, uscito nel 2023 e adattamento dall’omonimo film cinese del 2016 Seoul Mate. Dal titolo sembrerebbe esplorare l’amore assoluto che unisce due anime gemelle, e ci riesce, ma non regalandoci una storia romantica, come si potrebbe pensare, ma esplorando il rapporto di amicizia tra Mi-so (Kim Da-mi) e Ha-eun (Jeon So-nee).


Le due ragazzine si incontrano quando Mi-so si trasferisce nell’isola di Jeju con la madre, che la lascia poco dopo per tornare a Seoul affidandola alla famiglia di Ha-eun. Mi-so e Ha-eun passano insieme un’infanzia e una prima adolescenza spensierata: esplorano l’isola, adottano un gatto, si fanno i primi buchi alle orecchie e cantano allegramente in corsa su un motorino. Sono accomunate anche dalla scoperta del proprio talento artistico: iperrealistico nel caso di Ha-eun e surrealista per Mi-so.
Le prime immagini, che con la loro bellezza cinematografica fanno tributo ai meravigliosi paesaggi dell’isola di Jeju, mostrano le protagoniste come due poli opposti che coesistono trascinandosi a vicenda. In particolare Mi-so, ribelle, espansiva e indipendente, sembra influenzare la più introversa H-eun. Abbandonata dalla madre, Mi-so lavora in una pensione e poi in un bar e prova le difficoltà di un adulto nonostante la giovane età, abbracciando comunque uno stile di vita libero, entusiasta e caotico, come una Janis Joplin (della quale ritroviamo Me And Bobby Mcgee nella colonna sonora) che vuole morire a 27 anni dopo aver vissuto pienamente.
Tutto cambia quando Ha-eun si innamora di Jin-woo (Byeon Woo-seok). Il ragazzo, entrando nelle loro vite, sembra rompere un equilibrio delicato, quel filo che si narra unisca due anime gemelle. Mi-so odia condividere Ha-eun
con lui e quando i tre passano del tempo insieme Ha-eun è preoccupata che il fidanzato possa provare dei sentimenti per l’amica. Da qui, la vita delle due ragazze, prima anime gemelle, si separa. Mi-so, senza nemmeno finire la
scuola, si sposta a Seoul con un cantante di una band rock, mentre Ha-eun rimane ferma a Jeju, inseguendo il sogno del padre che la vuole vedere insegnante e abbandonando il suo desiderio di imparare a disegnare.
Ha-eun e Mi-so sembrano inseguirsi nel corso degli anni: una rimanendo apparentemente immobile in una vita che non sembra avere completamente scelto e l’altra cercando di sopravvivere di lavoro part-time in lavoro part-time,
arrabattandosi come può per sopravvivere e legandosi sempre a persone sbagliate. Come Jeju, l’isola coreana paradiso incantato e imperturbato, che rimane sempre uguale a contrasto con la caotica e poco clemente Seoul, di cui viene mostrato poco, se non gli interni, la vecchia casa in cima a una collina che affitta Miso, i posti in cui lavora,
dove fatica giorno dopo giorno per andare avanti.

Soulmate ci accompagna nei 14 anni di amicizia che le due ragazze condividono tra amore e spensieratezza, gelosia e invidia, dolore e abbandono. Le scene descrivono estremo affetto e innocente fiducia ma anche la difficoltà di riuscire a pensare alla propria anima gemella, a una parte di sé diversamente da come l’abbiamo conosciuta e la conseguente invidia per ciò che la rende diversa e unica.
Siamo di fronte a un classico film coming-of- age, dove le protagoniste soffrono in silenzio e solitudine, mentre cercano disperatamente di trovare il proprio posto nel mondo. Ma anche dire grandi addii non si fa più semplice, anzi, pian piano, ci si allontana dalle aspettative create in giovane età: un viaggio fino al lago Baikal, non indossare un reggiseno, rimanere per sempre insieme. Non resta che conformarsi alla società e sposarsi rinunciando alla parte di sé più vera o continuare a vivere guidati da desideri, arte e intense emozioni.
In questo contesto, il personaggio di Ji-woon, il ragazzo, poi fidanzato di Ha-eun, sembra essere un terzo incomodo privo di carattere, una figura marginale senza evoluzione, un pretesto per incrinare l’amicizia totalizzante delle due protagoniste. Si potrebbe pensare che Ji-woo sia la causa del loro diverbio, ma Ha-eun confessa a Mi-so anni dopo che la cosa che la spaventava e odiava di più era sapere che pian piano, per colpa della vita e dei suoi desideri, Mi-so si stava allontanando da lei.


L’arte non è centrale, ma sempre presente nella narrazione e rappresenta un modo di comunicare delle due giovani donne fra di loro. Ha-eun disegna solo a matita, copiando la realtà esattamente com’è per esplorare i suoi sentimenti,
Mi-so invece è un’esplosione di colori e di intuito: uno smile lasciato su una vecchia carta da parati, il volto di un gatto su un foglio di carta e l’enorme ritratto di Mi-so che finisce per essere esposto in una galleria d’arte. Le due
amiche si lasciano a vicenda segni del proprio passaggio, per poter rimanere nella vita dell’altra, per sempre.
Per sempre, Mi-so si prenderà cura di ciò che Ha-eun le ha lasciato. Disegnando ha in sé il riflesso di Ha-eun, ne ingloba l’esistenza; finalmente, attraverso un quadro, le due anime gemelle si congiungono e diventano un essere solo, non più influenzabile, non più divisibile da nulla e nessuno.

Jordie Confortini (Viaggio in Corea)

Twitter
Visit Us

Tags: , , ,


About the Author

è un progetto che vuole raccontare i complessi luoghi fisici e mentali della società coreana. È una finestra sulla cultura coreana ed uno spazio dove approfondire argomenti legati all’arte, alla letteratura, al cinema, alla musica e alla storia del paese del calmo mattino. In altre parole, è un viaggio a 360˚ gradi in grado di delineare percorsi differenti in cui tempi e luoghi si intrecciano con l’obiettivo di condurre ad una migliore comprensione delle innumerevoli sfumature che caratterizzano la Corea.



Back to Top ↑
  • Seguici su facebook

  • Vincitori del premio Radiolibri

    Vincitori del premio Radiolibri
  • Verità per Giulio Regeni

    Verità per Giulio Regeni
  • Giustizia per Mario Paciolla

    Mario Paciolla