La spezia dà, la spezia toglie – Dune
Titolo: Dune: Part One
Anno: 2021
Regia: Denis Villeneuve
Musiche: Hans Zimmer
Genere: Fantascienza, Avventura, Drammatico
Interpreti: Timothée Chalamet, Rebecca Ferguson, Oscar Isaac, Josh Brolin, Jason Momoa, Javier Bardem, Zendaya
Durata: 155 minuti
Distribuzione: Warner Bros.

C’è un po’ di Dune in ognuno di noi. Migliaia di persone non hanno visto o non vedranno mai questo film, eppure lo hanno già visto. Dal 1965, anno di pubblicazione del primo romanzo del Ciclo di Dune, l’universo immaginato da Frank Herbert ha ispirato generazioni di scrittori, registi e musicisti. La conseguenza è stata che negli anni tutti hanno rubato pezzetti di Dune e li hanno usati a piacimento, prendendo quello che gli serviva e buttando tutto il resto (Sì George Lucas, parlo con te NdR).
Dune è una complessa space opera, caratterizzata da una fantascienza atipica, lenta e riflessiva condita di religione, misticismo, vermi giganti e intrighi politici. Una saga che ha mietuto vittime eccellenti tra i registi che hanno provato a metterla in scena. Jodorowski, negli anni ’70, vide capitolare il suo visionario progetto a causa di un’idea e un budget assolutamente improponibili per l’epoca. David Lynch, nel 1984, si vide consegnare da De Laurentis questa bomba a orologeria di cui non seppe che fare. Nel suo Dune Lynch ha provato a seguire il romanzo più che ha potuto, ma la trama è complessa e in ogni scena bisogna stare fermi, ad ascoltare i pensieri dei personaggi che spiegano gli avvenimenti. Bello da vedere ma siamo lontani dal definirlo un buon adattamento.

Shai Hulud, il verme delle sabbie di Arrakis, stasera a Superquark.
Intorno al 2018/19 Denis Villeneuve, reduce dai successi di Arrival e Blade Runner 2049, decide di tentare l’impresa: girare Dune dividendolo in due parti. Il secondo film si girerà solo se il primo capitolo avrà successo. Al termine delle riprese, quando ormai c’è solo da montare e fare post-produzione, arriva il lockdown. Per tutto il 2020 il trailer rimbalzerà nel web aspettando una data di uscita. Il 16 settembre 2021, finalmente, il film è arrivato nelle sale italiane e da una prima occhiata agli incassi siamo fiduciosi sul realizzarsi del seguito.
Dune è la storia di una famiglia, gli Atreides, che per decreto imperiale ha il diritto di regnare sul pianeta più importante dell’universo, Arrakis. Dall’inospitale pianeta desertico si ricava “la spezia”, una sostanza psicotropa che permette di ampliare le facoltà mentali di coloro che hanno i poteri da Mentat (potete arrivarci da soli) e della Sorellanza esoterica Bene Gesserit (spesso incline al doppiogioco), di cui fa parte Lady Jessica, madre di Paul. La spezia permette soprattutto alle astronavi di spostarsi nell’universo e rende ricchissime le famiglie che governano Arrakis. Per questo tutti ne vogliono il controllo, e chi governa Arrakis governa la spezia.
I precedenti sovrani del pianeta, gli oscuri, pallidi e inquietanti Harkonnen, non prenderanno sportivamente la decisione dell’Imperatore e cercheranno con ogni bassezza di tornare a comandare. Guidati dal Duca Leto (Oscar Isaac) e da suo figlio Paul (Timothée Chalamet), gli Atreides dovranno allearsi con l’oppressa popolazione locale, i sospettosi Fremen, per cercare di uscire vittoriosi dalla contesa.

Se dagli Harkonnen ti vuoi salvar, coi Fremen ti devi allear
Il Dune di Villeneuve, nella sua sontuosità e durata, è in realtà un film di un ermetismo ed essenzialità spiazzante. Perché l’immaginario di Herbert è duro e brutale ma anche estremamente colorato e vitale. La fotografia di Greig Fraser invece opta per una palette di grigio, nero e bianco. Le inquadrature, studiate al millimetro, prediligono stacchi da campi lunghi e primissimi piani. Il film è girato con maestria ma visivamente tutto è “spento”.
La colonna sonora, curata dal prezzemolino Hans Zimmer, è imponente come richiede il film, a volte anche troppo. Un trionfo di cori, evocativi canti gutturali e tanti fog horn (la firma del compositore), che vi verranno sparati nelle orecchie a ogni occasione e potrebbero anche distrarvi dal centro della scena. Per la musica di questo Dune sognavo una spaziale e impossibile collaborazione con Roly Porter.
Il cast fa tutto il resto. Chalamet è perfetto nel declinare i tormenti del giovane Paul. Le sue visioni mistiche sono colorate e sature. Avrei preferito che Villeneuve abbracciasse questo stile lungo tutto il film, anche a scapito della componente onirica. Stellan Skarsgård, ancora una volta, si rivela un villain eccezionale nei panni dell’orrendo Barone Harkonnen. Nonostante il minutaggio importante, Dune non presta il fianco a momenti di noia, la tensione monta lentamente anche se si arriva al climax del film un po’ bruscamente.

Quanto è cicio lui?
È risaputo, noi nerd siamo incontentabili. Vorremmo che tutto fosse girato come lo abbiamo immaginato per anni nelle nostre teste. Villeneuve si avvicina tantissimo all’opera di Herbert e contemporaneamente se ne allontana. Per rendere fruibile Dune ha dovuto semplificare tanto, anche in maniera intelligente, sacrificando gran parte della filosofia e misticismo di cui il testo è ricchissimo. Chi non ha letto il libro, non dovendo fare continui paragoni con la controparte cartacea, riceverà dal film solo vibrazioni positive. I fan della prima ora dovranno aspettare e vedere come il regista vorrà gestire il secondo capitolo, questo è solo l’inizio.
Francesco Papadia



