Un gelido inverno
(Winter’s bone)
USA 2010

Regia: Debra Granik
Genere: drammatico, thriller
Durata: 100 minuti
Lingua originale: inglese
Cast: Jennifer Lawrence, John Hawkes, Kevin Breznahan, Dale Dickey, Lauren Sweetser.
Sceneggiatura: Debra Granik
Soggetto: Daniel Woodrell/Anne Rosselini
Fotografia:Michael McDonough
Montaggio: Affonso Gonçalves
Musiche: Dickon Hinchliffe
Distribuzione: Bolero Film
Uscita nelle sale: 18 febbraio 2011
Note: vincitore del gran premio della giuria al Sundance film festival 2010, 4 premi al Torino Film Festival 2010 (miglior film, miglior attrice -Jennifer Lawrence-, miglior sceneggiatura, premio Achille Valdata)
Ree è un’adolescente cresciuta troppo in fretta: suo padre è in prigione e lei deve prendersi cura della madre malata e dei suoi due fratellini. Dopo aver scoperto che il padre ha ipotecato casa e proprietà per pagare la cauzione, si mette sulle sue tracce. Se lui non comparirà in tribunale, vivo o morto, Ree e tutta la sua famiglia saranno buttati su una strada.
La provincia del Missouri descritta in Un gelido inverno è sinistra, lugubre e cupa. E’ sempre buio, anche se splende il sole. E fa sempre freddo, perché il sole non sembra riscaldare.
I bambini non giocano spensierati, ma devono imparare a sparare per andare avanti e a squartare gli animali per poter mangiare qualcosa. E una teenager non può vivere tranquillamente la sua adolescenza ma deve fare da madre, da padre e lottare per la sopravvivenza della sua famiglia.
E tutti sono diffidenti, sospettosi e di poche parole. Nessuno di fida dell’altro, nessuno dice la verità, nessuno è disposto ad aiutare, neanche i propri parenti. E soprattutto non bisogna mai fare troppe domande altrimenti si rischiano guai. E Ree lo sperimenta sulla propria pelle.
In questa provincia tetra e perturbante è ambientato il riuscitissimo thriller di Debra Granik. Tutto è ambiguo e indefinito, nell’aria si sente e si avverte perennemente un qualcosa che non può mai essere colto in pieno. E la tensione aumenta anche grazie a una serie di personaggi ambigui e a tratti inquietanti. La protagonista Ree, al contrario, è una sorta di eroina e oscilla tra forza e fragilità, coraggio e paura ed è interpretata da una eccellente Jennifer Lawrence.
La musica è spesso oscura, cupa, proprio come le immagini che accompagna. E ogni tanto bisogna trattenere il respiro tanto forte è la suspence.
Si abbandona la sala con un senso di vuoto, nonostante in una delle ultime scene si legga su un sacchetto “Have a good day”.
Carla De Felice
Non chiedere quello che ti dovrebbe essere offerto!!!
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