TFF V giorno, mercoledì 30 novembre (M)
ore 7.45 Carla mi sorprende per quest’ultima sveglia comune (ebbene sì, stasera la pellegrina ha raggiunto Santiago, il cefalo ha conquistato l’oceano). Beh, che piega può prendere una giornata che comincia con Gigi D’Alessio? Di sicuro una piega che ha dell’inquietante.
Ci avviamo con calma verso la sala 1 del Massimo piene di aspettative su DERNIÈRE SÉANCE di Laurent Achard (FR).
Il film mi delude molto, ma non perché abbia delle particolari pecche nella trama, nella storia dei personaggi o nella regia. Semplicemente non riesce a toccare le mie corde. Anzi trovo la storia più che convincente nel suo sviluppo e il personaggio, questo giovane proiezionista di un piccolo cinema in fallimento, ben costruito. Quasi affascinante e retrò la sua perversione di collezionare le orecchie delle sue vittime per attaccarle a vecchie foto in bianco e nero di attrici famose. Molto hitchcokiano come thriller, come modo di creare la tensione, come tipo di sequenze e riprese. Un film ben fatto, che non rientra tra i miei preferiti, anzi forse quello meno apprezzato fino ad ora dal mio personale gusto cinematografico, ma che applaudo con rispetto.
Usciamo dalla sala ed entriamo al volo nella saletta 3 per guardare il cortometraggio di Arron Shiver (USA/Irlanda), GOOD LUCK, MR. GORSKI.
Assolutamente geniale e adorabilmente ironico. Un corto davvero ben fatto e una storia che solo a sentirla non può non provocare una risata. E in sala ridevano davvero tutti e l’applauso alla fine è stato più che meritato. Protagonisti sono Mr. e Mrs. Gorski che in una serata come tante guardano tra una faccenda e lo sbarco sulla Luna del 1969. Neil Armstrong accompagna il suo primo passo lunare con la celebra frase che tutti conosciamo a memoria fin da bambini e aggiungendo però qualcosa di in comprensibile: “Good luck, Mr. Gorski”. La signora Gorski si siede attonita, il signor Gorski dice che si tratterà di un’altra persona, la CIA scatena i suoi agenti segreti alla ricerca di questo sconosciuto Gorski, probabile spia russa intromessasi nella missione. Ma il Mr. Gorski a cui Armstrong manda il suo in bocca al lupo è proprio lì seduto davanti al televisore e la spiegazione arriva grazie al racconto della moglie. Come rasentare il ridicolo in maniera davvero sopraffina.
Pranziamo su una panchina soleggiata di p.zza Vittorio, riscaldandoci un po’ in questa giornata particolarmente fredda. Incontriamo un amico col quale ammazziamo l’attesa per il prossimo film, finché non arriva il momento di entrare in sala per TERRI di Azazel Jacobs (USA).
È una commedia ben riuscita, un classico coming of age americano fatto senza troppe pretese, ma in maniera molto convincente e soprattutto con bravi attori. Terri è un ragazzo con grossi problemi, fra i tanti, forse ancora prima del doversi occupare dello zio malato di Alzheimer, il suo girare solo col pigiama (c’è da dire che ne ha per ogni occasione, anche se dovesse trattarsi di un funerale). E grossa è anche la sua stazza per cui ovviamente è facile bersaglio dei presunti fichi della scuola. Il preside, un come sempre bravissimo ed esilarante John C. Reilly, prende a cuore Terri e lo fa entrare nella sua piccola cerchia dei freak del liceo Pioneer, con i quali fissa incontri settimanali di conversazioni amichevoli. Tante risate, molta leggerezza. Un film che fa bene, dopo le giornate passate emotivamente impegnative.
La mia giornata TFF oggi finisce qui, prima del previsto. Purtroppo ho anche dovuto rinunciare a STRAW DOGS di Sam Peckinpah introdotto da Sergio Rubini, ma signori… qui c’è un trasloco da fare!
I <3 TFF e I <3 my new home.
M.
P.S. Carla domani quando ti svegli dovresti chiamarmi e farmi sentire la sveglia del giorno.



