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Published on Febbraio 4th, 2012 | by Fabio D'Angelo

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ACAB – All cops are bastards

ACAB, Carlo Bonini, Einaudi Stile Libero, 16,50 euro.

L’inconsulta esplosione di violenza all’interno della Diaz abbia avuto un’origine spontanea e si sia quindi propagata per un effetto attrattivo e per suggestione, tanto da provocare, anche per il forte rancore sino allora represso, il libero sfogo all’istinto, determinando il superamento di ogni blocco psichico e morale nonché dell’addestramento ricevuto, deve d’altra parte anche riconoscersi che una simile violenza, esercitata così diffusamente, sia prima dell’ingresso nell’edificio, come risulta dagli episodi in danno di Covell e di Frieri, sia immediatamente dopo, pressoché contemporaneamente man mano che gli operatori salivano ai diversi piani della scuola, non possa trovare altra giustificazione plausibile se non nella precisa convinzione di poter agire senza alcuna conseguenza e quindi nella certezza dell’impunità. (Motivazione sentenza di primo grado per i fatti della scuola Diaz)

Mi diverto solo se a morire è uno sbirro. (Coro da stadio)

 

Prendi un pitbull. Affamalo. Abitualo alla violenza, all’odore dei lacrimogeni. Insegnagli l’odio. Crescilo nel culto dell’arena.  Allenalo alla lotta perenne. Al sangue, al puzzo dei lacrimogeni e agli scontri. Rendilo simile al nemico da combattere. Quello carico di veleno che ti vuole sprangare ogni maledetta domenica. Il risultato che ottieni è un cane rabbioso. È questa l’educazione sentimentale dei tre protagonisti del libro di Carlo Bonini. Tre celerini, Michelangelo, il drago e lo sciatto, le cui storie finiscono inesorabilmente per intersecare le pagine più buie dell’ultimo decennio. Dalla morte dell’ispettore Filippo Raciti, durante il derby Catania-Palermo del 2 febbraio 2007, all’uccisione di Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio che, l’11 novembre 2007, venne colpito in una stazione di servizio da un colpo di pistola esploso da un poliziotto della Polstrada. Ne seguì una notte di scontri tra ultras e polizia, culminati con il clamoroso assalto alla caserme nei dintorni dello stadio Olimpico. Al caso di Giovanna Reggiani, aggredita, violentata ed uccisa da un cittadino rumeno, Romolus Mailat, nei pressi della stazione di Tor di Quinto a Roma. Agli scontri con le frange più violente del tifo napoletano, Teste Matte e Niss (Niente incontri, solo scontri), utilizzati dalla politica come esercito schierato contro la riapertura della discarica di Pianura. Una cronologia di eventi che finisce col riportarci inesorabilmente ai giorni del G8 di Genova e ai fatti della scuola Diaz. La pagina più nera della storia della polizia italiana. “Scene da macelleria messicana”, disse davanti ai magistrati Michelangelo (Fournier). Perché se per anni cerchi di curare la malattia con la malattia, poi finisce che la cura ti si ritorce contro. Provare per credere. Porta un pitbull da combattimento al parco, togligli la museruola, molla il guinzaglio e guarda l’effetto che fa.

“Assorbi ogni giorno una dose omeopatica di rabbia. Magari in attesa che qualcuno, di tanto in tanto, ti liberi la museruola: quanto può durare, Michelangelo? Quanto può durare?
-Non molto, credo.
-E allora difenditi.
-Come?
-Magari cominciando a chiamare le cose con il loro nome…
-A Genova, al processo per il G8, l’ho fatto. E per questo mi hanno annientato…”

Fabio

voto: 7

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About the Author

è una persona semplice: ama la pasta e patate con la provola, la pizza, il sole, il mandolino e la SSC Napoli 1926. Alla domanda “Progetti per il futuro?”, generalmente risponde: non sottovalutare le conseguenze di una parmigiana di melanzane.



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