Narrow – Soap&Skin
La musica di Anja Plaschg, in arte Soap&Skin, è come la notte in cui i tuoi si sono dimenticati di disinfestare il microcosmo del sotto-letto dai mostri che, come tutti sanno, lo popolano. E come tutti sanno, i mostri sono troppo timidi per farci effettivamente visita. Grazie a “Narrow” (e al precedente “Lovetune for Vacuum”), si fanno coraggio e ci invitano a prendere il tè sul soffitto.
Il pianoforte accompagna l’incedere di uomini di latta (nel finale di Boat turns toward the port arrivano a mettere le loro fredde mani sui vostri piedi rimasti scoperti), affronta lutti insormontabili (l’album si apre con Vater, dedicata al padre scomparso di recente), schiaccia formiche sotto i piedi delle culle di legno, e si impatta contro il muro della voce di Anja. Wonder, la canzone più bella del disco, è una ninna nanna per la mannaia dell’amore che ci ha fatto a pezzi. E una preghiera. Lost nasconde il Valzer di Schubert che mi faceva le mani fredde quando ero un bimbo di 9 anni che studiava pianoforte. Big hand nails down è storta e industriale, e adorabile, un pugno al silenzio che ti dispiace quando finisce un disco che ormai ti è amico. Sono convinto di aver ascoltato un’altra perla di una delle artiste più interessanti degli ultimi anni, autrice di un’arte atemporale perché sarà sempre anacronistica. E dopo appena 29 minuti (tanto dura questo training autogeno per mostri), sono di nuovo ufficialmente nel tunnel. E diventeranno 58 minuti, e poi 87, e poi giorni interi…
Roberto D’Angelo
TRACKLIST
1. Vater
2. Voyage Voyage
3. Deathmental
4. Cradlesong
5. Wonder
6. Lost
7. Boat turns toward the port
8. Big hand nails down
Summary:



