Musica

Published on Giugno 10th, 2013 | by Una banda di cefali

Non vengo più mamma – Dimartino

dimartino-non vengo più mamma

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mamma,

ti scrivo dalla mia stanza vuota, tanto vuota che quasi non ci sono più neanche io. L’hai mai provata mamma quella sensazione, come se il tuo corpo all’improvviso non ci fosse più? Anche meno di un involucro, anche meno del guscio di una parola vuota. Forse no, tu hai sempre saputo chi essere, cosa fare, hai sempre fatto tutto ciò che andava fatto, anche me. Sai, ho ancora appesa al muro quella foto con lo zainetto di He-Man, “novembre 1993” c’è scritto dietro nella tua calligrafia ordinata, da maestrina. Me la scattasti tu una mattina prima di portarmi all’autobus, proprio sulla porta di casa. Mi sembra di non essere cresciuto mai da allora, come fosse cresciuto soltanto il mio corpo. Un corpo da adulto venuto a schiacciare l’anima che invece è rimasta piccola, come quella del bambino che sognava di fare l’astronauta perché senza forza di gravità, lì tra le stelle, era il solo a poter dire di conoscere davvero il significato della parola “leggerezza”. L’avrei voluta una vita più leggera, mamma, più piccola così da sembrare più piena. Non sono mai stato un grande sognatore, piuttosto un sognatore sentimentale. Ieri pomeriggio è venuta da me Maria, ci siamo stesi sul letto a guardare il soffitto per ore e mentre lei canticchiava “questa stanza non ha più pareti…” mi sono addormentato e ho sognato che tutto era scomparso: i falchi dai paesi, le estati dai calendari, i pesci dagli acquari, i picnic dai fiumi, la carne dal congelatore, i vasi dai balconi, le case dai ricordi, le macchine dai parcheggi, le croste dalle ginocchia, i vetri dalle finestre, i gradini dalle chiese, le stanze da questa casa, i maglioni dagli armadi, le ossa dai cimiteri, i fiori dai centri tavola, i cieli dalle fotografie. Le lentiggini dal suo viso, e forse anche io, e forse anche lei. Mi sono svegliato, piangevo e lei mi guardava in silenzio, tanto bella che la morderei. Fosse per me la porterei via, oltre l’Atlantico, invece non ho nemmeno un fiore per vederla felice e i risparmi li abbiamo spesi tutti in sigarette e in gin lemon sabato sera fuori al bar. Allora forse è giusto rimanere qui, esattamente dove siamo, in questa stanza, su questo letto, in questo corpo, senza muoverci. Ogni movimento sembra come se cadessimo, come i suoi capelli neri dentro il lavandino, come i bicchieri dei camerieri, come le vecchie dalle scale, come le parole che ti scrivo e che forse non vuoi leggere. Allora abbiamo deciso di far finta che il letto è un dirigibile. Non sono diventato quell’astronauta, ma ora mi sento come un aeroplano bellissimo. Partiamo, e questa sembra una lettera d’addio, ma era solo per dirti che non vengo più, mamma e forse non torno nemmeno.

(Ogni riferimento a persone o a fatti realmente accaduti è puramente casuale. Ogni riferimento a persone o a fatti realmente cantati è puramente voluto).

 

Mi piace Dimartino perché a differenza di chi sembra dire in parole esatte e ordinate il groviglio che a volte si ha dentro, lui dice il groviglio come se fosse una trascrizione fedele, una copia in brutta, il dettato della maestra con tanto di errori e cancellature. Mi piace Dimartino per la sua poetica fatta di cose semplici, di immagini che tutti hanno davanti agli occhi e che non riconoscono a volte come poesia. Mi piace Dimartino perché in questo disco si è come spogliato, ha tolto tutti gli strumenti e ha lasciato solo suoni, un po’ come togliere via le parole e lasciare solo il silenzio, un po’ come togliere via il corpo e lasciare solo l’anima. Mi piace Dimartino perché, di nuovo, mi ha insegnato come pochi che sarebbe bello non lasciarsi mai ma abbandonarsi ogni tanto è utile.

Potete trovare il concept EP Non vengo più mamma esclusivamente in streaming su Rockit o in vinile accompagnato dalle bellissime tavole scritte da Antonio Di Martino e disegnate da Igor Scalisi Palminteri.

Mariangela Napolitano

 

 

Track list:

1. No Autobus

2. Il corpo non esiste

3. Piangi Maria

4. Scompariranno i falchi dai paesi

5. Come fanno le stelle

6. Non torneremo più

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Non vengo più mamma – Dimartino Una banda di cefali

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3

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Amore, ironia e cefalità.



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