Signore e signori buonanotte – Alex Bandini
Alex Bandini si inserisce senza sforzi nella riconoscibile linea cantautoriale italiana dei nostri giorni, quella di Brunori Sas, Dente, Niccolò Carnesi, i Baustelle. Quella leggerezza delle canzoni di una volta, quello scrivere velatamente dei tempi, più o meno bui o più o meno luminosi, che viviamo, quel non risparmiarsi mai pur sembrando leggeri.
Questo suo esordio, Signore e signori buonanotte, descrive con lucidità e spirito la realtà, tra continue citazioni cinematografiche a partire dallo stesso titolo dell’album: un film collettivo satirico italiano del 1976, scritto e diretto dalla cosiddetta Cooperativa 15 maggio, nata dall’incontro di registi come Age, Luigi Comencini, Piero De Bernardi, Nanni Loy, Mario Monicelli, Ugo Pirro, Ettore Scola.
La piacevole marcetta d’apertura, Flaiano (sì, proprio come il famoso Ennio), presenta una poetica ispirata agli stessi versi dello scrittore di 8 e 1/2. A Dario Argento, invece, e più precisamente all’omonimo episodio della miniserie televisiva Rai La porta sul buio del 1974, è ispirata invece Tram, con quel suo sapore anni 60 e quella sua veste scanzonata che va a contrastare la durezza del testo. Quando l’anarchia verrà è invece presa in prestito da un capitolo di Sofia veste sempre di nero di Paolo Cognetti. E ancora, Il grande silenzio, ispirata all’omonimo film di Corbucci del 1968 con le musiche di Morricone, è una cavalcata dal gusto epico con quel vecchio vecchio west che diventa una metafora di vita. E così via per tutto il disco, un disco che si fa ascoltare con quel suo retrogusto vintage, il suo beat impreziosito da fiati e armonie leggere.
Non un lavoro perfetto magari, ma poco importa, “la perfezione no, c’è solo nelle idee, che noia inutile, meglio la fantasia”.
Il ragazzo, d’altronde, si farà anche se ha le spalle strette, cantava anni fa qualcuno, qualcuno che non è stato dimenticato da Alex Bandini, ma anzi raccolto come un dono assieme a tutta la leva a cui apparteneva, non quella calcistica s’intende.
“Cuffie in testa, pugni in tasca”, lasciatevi accompagnare così.




