Film consigli cefali 2020 lockdown

Published on Dicembre 28th, 2020 | by Una banda di cefali

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Consigli cefali 2020 (film, serie TV e dischi)

Il divano è il miglior amico dell’uomo e i migliori amici, si sa, si trovano sempre nel momento del bisogno. Con questo non vogliamo fare pubblicità a nessun grande produttore di divani, ma solo evidenziare come il 2020 ha ribaltato quasi tutti i nostri parametri legati ad una vita di successo. Per cui, quello che un tempo era il simbolo dell’apatia, della pigrizia, della condanna alla pinguedine, è diventato oggi la nostra ancora a cui aggrapparsi. Ma bando alle ciance e andiamo dritti al nocciolo della questione: quest’anno nessun obbligo morale ci spronerà a vincere la forza di gravità per sollevarci dall’amico divano e trovare una risposta alla domanda più temuta dell’anno: “cosa fai a Capodanno?”. Eppure, nonostante tutto, qualcosa bisognerà pur farlo, no? A questo ci abbiamo pensato noi con la lista dei nostri consigli sul top del 2020 per le categorie serie tv, film e dischi. E con questo non ci resta che augurare buon 2021 a voi, famiglia e divani da tutta la banda!

consigli cefali 2020 lockdown

Consigli cefali 2020 su Film, serie tv e dischi

CARLA DE FELICE

Film

Ferro, Beppe Tufarulo. Essere il Tizianone nazionale non è necessariamente sinonimo di felicità, come dimostra questo documentario che va ben oltre la musica e ci mostra il dolore in tante sfaccettature. Consigliato ai fan di Tiziano Ferro ma (soprattutto) a chi non lo è affatto.
Dio è donna e si chiama Petrunya, Teona Strugar Mitevska. Un film che mostra con intelligenza come a volte i piccoli gesti simbolici possono contribuire a smascherare e sovvertire la società patriarcale.
1917, Sam Mendes. Uno dei migliori film di guerra degli ultimi anni che fa capire come si combatte una guerra a chi non l’ha mai neppure vista.
Borat – Seguito di film cinema, Jason Woliner. Partorire (e girare) un film così in piena pandemia e prima delle elezioni presidenziali statunitensi è semplicemente geniale. Wo-wo-wi-wuo-wa!
L’isola delle rose, Sydney Sibilia. Una storia vera che ha dell’incredibile.

Menzione speciale:
Sorry, we missed you
, Ken Loach.
Dalla parte dei lavoratori, sempre.

Serie TV

SKAM Italia 4 (Netflix). Una delle stagioni più mature di Skam che affronta il tema delle seconde generazioni in modo delicato e potente. Magnifica Sana!
La regina degli scacchi (Netflix). La sfida più difficile è sempre quella contro se stessi e Beth Harmon ne è l’esempio perfetto.
Upload (Prime Video). Cosa accadrebbe se, una volta morti, potessimo trasferire il nostro spirito in un regno virtuale? Un mix di fantascienza, commedia, romance, satira sociale e molto altro ancora da guardare tutto d’un fiato.
Umbrella Academy, season 2 (Netflix). Non ci avrei scommesso un euro, eppure questa seconda stagione ha persino superato le vette della prima.
The New Pope (Sky Atlantic). Una delle migliori serie TV italiane di sempre.

Dischi
Speranza, L’ultimo a morire. Un mosaico di brani, stili, featuring e lingue che si incastra alla perfezione dimostrando che il caro Speranza può restare fedele a sé stesso anche pubblicando con una major.
Deftones, Ohm. Un album complesso e ricercato per la gioia di tutti i fan dei Deftones.
Fiona Apple, Fetch the Bolt Cutters. Non è il suo disco migliore, ma è pur sempre un album di Fiona Apple, quindi questa è già di per sé una motivazione sufficiente.
Algiers, There is no year. Il titolo perfetto per il 2020.
Bruce Springsteen – Letter to you. Tutta colpa di Radio Capital.

FABIO D’ANGELO

Film

Sorry we missed you, Ken Loach. Insieme ad altre categorie di lavoratori, hanno contribuito a mantenere in piedi un Paese nel periodo più buoio. Ciò nonostante,il 2020 è stato un anno di scioperi: rivendicano diritti e io sono con loro.
Jo jo rabbit, Taika Waititi. We can be Heroes, just for one day.
Favolacce, F. e D. D’Innocenzo. Un film cinico e disincantato al punto giusto, del tipo che poi riprendete finalmente quel progetto di fondare un circolo serale per pazzi sprassolati e un poco scemi.
Tolo Tolo, Checco Zalone.  Qui è quando chiedi infinite volte al nennillo “te piace Zalone?”. E lui, dopo infiniti “No”, alla fine ammette e dice “Sì, cazzo! Mi piace tantissimo!”. Una liberazione.
Lacci, Daniele Lucchetti. Un racconto doloroso e universale un poco poco come la vita.

Serie TV

La regina degli Scacchi (Netflix). Per chi è stufo di finanziare le vacanze estive di mezza famiglia con la tombola di Natale e per questo decide di darsi agli scacchi.
After Life (Netflix). Semplicemente un capolavoro.
Hollywood (Netflix). La serie più bella che ho visto durante la prima stagione del lockdown.
Romulus (Sky Atlantic).  Se pensi anche tu che l’unico modo per evitare le video chiamate sia quello di iniziare a parlare in proto latino, allora questa è la serie che fa per te.
L’alligatore (RaiPlay). Per quelli che quando sentono pronunciare il nome di Massimo Carlotto, pensano subito a seratona a base di frittata di cipolle, birra ghiacciata, calvados e rutto libero.

Dischi

Brunori Sas, Cip. Qui è quando ho acceso per sbaglio la tivvù e c’era Giletti che parlava di cose. Ho spento subito e sono tornato all’inizio del 2020 e a quando ascoltavo Brunori dire cose del tipo  “che la vita è una stella cadente che illumina il cielo e poi sparisce”, e sì, io mi sono emoziono di nuovo.
Giorgio Canali e Rossofuoco, Venti. Ciao, giuro che ieri c’avevo quel Giorgio Canali in loop e ho pensato a te e alla nostra lotta comune contro chi a Capodanno ti saluta dicendo”ci vediamo l’anno prossimo”.
Samuele Bersani, Cinema Samuele“Il tuo ricordo trova un buco nella rete/s’infila dentro al mio cervello e fa il padrone/Il tuo ricordo quando arriva ha fame e sete/e quel poco equilibrio che ho si disintegra”. Eccallà, Bersani mi ha fregato di nuovo con pochi versi.
Tame Impala, The Slow Rush. Consigliato da Luigi Ferrara, in arte Giggino, il mio secondo spacciatore ufficiale di musica.
The Zen Circus,  L’ultima Casa Accogliente «Nessuno mi capisce / ma non è colpa mia /io cosa posso farci?». Qui si parla di voglia di costruire rapporti di un certo livello con gli altri e poi di paure, insicurezze e di quella strana legge per cui se tu hai troppo paura che succeda una cosa, poi alla fine quella cosa succede davvero.

Menzione d’onore per  Speranza e il suo L’ultimo a morire. Il perché è semplice, basta ascoltare Omm i mmerd:“Cerco di migliorare, fumo e vado in paranoia/ Mentre, n’omm i mmerd dirà che ormai sei cambiato/ Non confondere il bene e il fatto che ci salutiamo”.

ANDREA FEMIA

Film

Mai raramente a volte sempre, Eliza Hittman. Dopo aver esordito con un bellissimo film 3 anni fa (Beach Rats, con il quale vinse il premio alla regia del Sundance festival), Eliza Hittman scrive e dirige un film sulla complessità di una gravidanza indesiderata durante l’adolescenza. Menzione d’onore per la presenza di Sharon Von Etten nel cast.
First Cow, Kelly Reichardt. Il film riprende il libro The Half-life di Jonathan Raymond. Le atmosfere sono quelle dell’America del 1800; integrazione, amicizia, diversità. E una mucca. Insomma, c’è tutto.
Sorry we missed you, Ken Loach. Il film di una generazione. Di chi ci prova e rimane schiacciato dal peso della comodità dell’utente, che è letteralmente il nuovo oro di questo millennio. Sublime.

Serie TV

City so real  (National Geographic). Per comprendere il mondo occidentale, volenti o nolenti, bisogna passare dalla comprensione di quanto avviene negli Stati Uniti. In questa docu-series si parte dalla corsa a sindaco di Chicago, per arrivare agli psicodrammi sociali generati dal Covid e dalla morte di George Floyd. Must see dell’anno.
Corporate (Comedy Central). L’ultima stagione di Corporate pone fine a uno degli show più brillanti degli ultimi anni. Nulla di particolarmente innovativo, le serie tv / comedy sulla vita da ufficio sono innumerevoli, ma per questo sono rari i casi in cui non ci si condanna all’irrilevanza. “Fa sorridere ma anche riflettere”.
Patria (HBO). Ispirato dall’omonimo libro di Fernando Aramburu, Patria si propone di descrivere l’impatto dell’ETA, il movimento separatista basco, dagli albori degli anni sessanta fino al soffermarsi sulle conseguenze più o meno pacifiche della rinuncia al conflitto armato, proprio sul finire della presidenza Zapatero.

ANDREA RAVASIO

Film

Tenet, Christopher Nolan. Difficile che non l’abbiate visto, dato che è stato praticamente l’unico film di rilievo internazionale uscito al cinema in questo anno disastrato. Il signor Nolan non scende quasi mai a compromessi e, anche in questo caso, tira fuori un thriller fantascientifico e adrenalinico dalla linea temporale… ingarbugliata, destinato a restare nella storia.
Il talento del calabrone, Giacomo Cimini. Un noir italiano dalle ambizioni internazionali che vede contrapporsi Carlo (Sergio Castellitto), aspirante suicida in giro per Milano con una bomba nell’auto, e Steph (Lorenzo Richelmy), rampante DJ di Radio 105 costretto ad assecondare le richieste telefoniche di Carlo. Il ritmo regge e i colpi di scena non mancano. Merita una visione.
Sergio, Greg Baker. Wagner Moura, smessi i panni di Pablo Escobar, dà il volto a Sergio Vieira De Mello, storico diplomatico delle Nazioni Unite, figura chiave durante la crisi tra Timor Est e Indonesia e durante la guerra in Iraq del 2003. Intenso.
Enola Holmes, Harry Bradbeer. Che Sherlock Holmes avesse un fratello si sapeva… ma una sorella? Il film porta sullo schermo la geniale sorella sedicenne di Sherlock e Mycroft, Enola (Millie Bobby Brown), alle prese con la scomparsa della madre. Tarato su un pubblico giovane, ma godibile in una serata poco impegnativo.

Serie TV

La regina degli scacchi (Netflix). La serie rivelazione dell’anno, con Anya Taylor-Joy nei panni della geniale campionessa di scacchi Beth Harmon. Ci voleva il 2020 per leggere cose tipo “Aumentano le vendite di scacchiere grazie a una serie TV”.
Upload (Prime Video). Se Black Mirror fosse stata scritta da un comico, sarebbe uscito Upload. In un futuro in cui la coscienza può essere caricata in case di riposo virtuali, il giovane Nathan Brown scopre suo malgrado che vivere per sempre può non essere così bello come sempre. Trovate geniali, umorismo, romanticismo e giallo perfettamente mescolati.
Special (Netflix). Un passo avanti sulla strada aperta da serie come Atypical nel raccontare la disabilità. Otto brevissimi episodi che raccontano in chiave comica la vita (vera) di Ryan, gay e affetto da paralisi cerebrale, alle prese col mondo “normale”. Tratto dall’autobiografia dello stesso Ryan O’Connell e prodotto, fra gli altri, da Jim Parsons.
The Alienist – Angel of Darkness (Netflix). Seconda stagione della serie ambientata nella New York di fine ‘800, con protagonisti l’alienista (antenato dello psicologo) Laszlo Kreizler, il giornalista John Moore e l’emancipata detective privata Sarah Howard, che qui la fa quasi da protagonista assoluta. Una storia nerissima e dalle atmosfere cupe, degno seguito della prima stagione.

DONATELLA DI TORA

Film

Onward, Dan Scanlon. Seguendo il classico schema della quest, in un mondo del tutto fantasy ma non più dominato dalla magia, due fratelli diversissimi tra loro si trovano a sfidare loro stessi per un unico obiettivo: poter rivedere per l’ultima volta loro padre.
Odio l’estate, Massimo Venier. Tre famiglie, per un errore nella prenotazione, si ritrovano a vivere nella stessa casa affittata per le vacanze estive, ma l’imprevisto si rivelerà l’ingrediente perfetto per arricchire una estate dolce-amara che ricorderanno per sempre.
Tenet, Christopher Nolan. Epico e magnificente, porta sullo schermo un tema super abusato come quello del viaggio nel tempo, riscrivendone le dinamiche e rendendolo assolutamente originale.

 

ELETTRA BERNARDO

Film

Hamilton, Thomas Kail. “I am the A-L-E-X-A-N-D-E-R we are meant to be”. Il più valido motivo per un abbonamento Disney+, il film del musical vincitore di un Premio Pulitzer per la drammaturgia basato sulla biografia del padre fondatore Alexander Hamilton. “Not throwin away your shot!”
Jojo Rabbit, Taika Waititi: Dopo l’estate, rinnovo il consiglio. Per concludere un annus horribilis con ironia, dolcezza e speranza.
Eurovision Song Contest – The story of Fire Saga, David Dobkin: Bastava tanto così per far diventare questo film un grandissimo capolavoro. Peccato, resta comunque una pellicola divertente e piacevolissima. Per tutti gli orfani dell’Eurovision 2020.

 

Serie Tv

The Crown (Netflix). Disclaimer (altrimenti il Governo britannico si incazza): tra fatti storicamenti documentati e fiction c’è un confine, la linea dove porre la separazione la metti tu.
Dark (Netflix). Per soffocare la malinconia e la nostalgia dei cenoni da 30 invitati e per occupare il tempo delle ei fu tombolate, una serie lunga, decisamente lunga e “intrippante”, che si lascia guardare portandoti allo stremo e facendoti sentire anche un po’ ingannato. Per masochisti e grandi memorie.
The Boys (Amazon Prime): Una commedia cinica e spregiudicata che rovescia il mito dei supereroi americani. Mitragliate di umorismo nero, elementi splatter q.b, botte da orbi, balene che esplodono e semi per riflessioni interessanti.

FRANCESCO PAPADIA

Film

His HouseRemi Weekes. Film che si candida a essere uno dei film horror più interessanti del 2020, His House trascende il genere e racconta una storia angosciante, onirica ma terribilmente realistica.
The Old Guard, Gina Prince-Bythewood. Un action puro con una trama solida e pieno di personaggi di cui innamorarsi. The Old Guard entra di prepotenza tra i “miei film di Natale”.
In Viaggio Verso Un Sogno (The Peanut Butter Falcon), Tyler Nilson, Michael Schwartz. Favola dolce e innocente, il film racconta il sogno di un ragazzo affetto da sindrome di down che vuole diventare un wrestler.
Il Colore venuto dallo spazio, Richard Stanley. Trasposizione cinematografica di uno dei più famosi racconti di H.P. Lovecraft. Nicolas Cage in grande spolvero, dopo Mandy azzecca un altro horror che riesce nell’impresa di trasporre Lovecraft con rispetto.

Dischi

Emma Ruth Rundle & Thou , May Our Chambers Be FullLa voce potente ma anche delicata di Emma Ruth Rundle si mischia al growl metal dei Thou, se volete disturbare i vicini con un doom spaccamuri avete trovato il disco che fa per voi.
Deftones,  Ohm. Se non avete ancora ascoltato il miglior disco dei Deftones da Diamond Eyes probabilmente vivete in una grotta e non avete lo stereo però io ve lo consiglio lo stesso.
The Avalanches,  We will always love you. Quando esce un nuovo disco degli Avalanches è sempre una cosa bella, quindi perché non consigliarlo a tutti?
Oneohtrix Point Never, Magic Oneohtrix Point Never. Daniel Lopatin ha confezionato un disco elegantissimo da ascoltare con la massima concentrazione tante sono le influenze e i richiami a un epoca in cui l’elettronica dominava il mercato con pugno di ferro.

GIORGIA RECCHIA

Film

Favolacce, F. e D. D’Innocenzo. Un film duro che descrive una realtà ancora più dura. Elio Germano superlativo.
Jo jo rabbit, Taika Waititi. L’innocenza dei bambini salverà il mondo. O almeno lo renderà più sopportabile.
Sto pensando di finirla qui ,Charlie Kaufman. Una storia inquietante e onirica. Regia stratosferica e innumerevoli riferimenti letterari, musicali e cinematografici.
Tenet, Christopher Nolan. Non sbattete le ciglia neanche per un secondo o rischierete di perdervi dettagli importanti!
Il processo ai 7 Chicago, Aaron Sorkin. Cast d’eccezione per il racconto di un fatto di cronaca che ha fatto scalpore.

Serie Tv

La regina degli scacchi (Netflix). Farebbe venir voglia di imparare a giocare veramente a chiunque.
Suburra (Netflix). La conclusione di una storia sanguinosa. E poi c’è Alessandro Borghi che fa sanguinare gli occhi, che volete di più?
The hunters (Amazon Prime). Al Pacino, cacciatori di nazisti e chi più ne ha più ne metta.
Little fires everywhere (Amazon Prime). Lo ammetto, avrei preso a schiaffi un po’ tutti i personaggi… Reese Witherspoon e Joshua Jackson ci fanno fare un tuffo negli anni ’90.
Afterlife (Netflix) . Dolcissimo, delicato, molto tenero. Per coloro che devono rialzarsi in piedi e hanno bisogno di una spintarella in più.

LUIGI FERRARA

Film

È stato un anno magro (proprio di quantità) dal punto di vista cinematografico, ma qualche perla ce l’hanno regalata lo stesso.

Happiest Season, Clea DuVal. Commediona natalizia con un twist arcobaleno con Kristen Stewart, Mackenzie Davis, Aubrey Plaza, Allison Brie e tanti tanti altri. Fa da fulcro il rapporto tra le due protagoniste che vorrebbero fidanzarsi ma una delle due non ha ancora fatto coming out con i suoi genitori (da qui la traduzione orrenda del titolo in italiano “Non ti presento i miei”). Seguono surrealismo, imbarazzo e comicità. E fatemi sapere se alla fine non pensate che una delle due sia pessima e insopportabile.
Borat Subsequent Moviefilm, Jason Woliner. Il nostro giornalista preferito torna negli USA dal Kazakhistan per sistemare le cose dopo le disavventure del film precedente, e 15 anni di gulag. La sua missione è ingraziarsi il presidente Trump, ma inutile dire che nulla andrà come si aspettava lui (anche perché si trova la pandemia di mezzo). Se avete voglia, andate a leggere tutto quello che ha combinato Sacha Baron Cohen durante la produzione, e sappiate che è stato tutto girato e completato in piena pandemia.
Standing Up, Falling Down, Matt Ratner. Ben Schwartz interpreta uno stand-up comedian sulla via del fallimento, costretto a tornare a vivere in casa dei genitori. Durante una visita dermatologica trova un nuovo amico (Billy Crystal che non ha perso lo smalto) che gli cambia letteralmente la vita. Tante risate garantita, con lacrimuccia finale.
Another Round, Thomas Vinterberg. Questa dramedy poteva rappresentare quasi tutto il genere umano nella pandemia. Un gruppo di insegnanti annoiati e insoddisfatti della vita sperimentano una teoria scientifica secondo la quale avere sempre una certa quantità di alcool in circolo potrebbe renderci più felici. Già la premessa è geniale, poi metteteci Mads Mikkelsen che fa ridere (sì, sa anche far ridere!)

Per gli appassionati di musica, Docufilm e musical vari, tutti del 2020. Faccio un elenco in ordine sparso e vi consiglio di dare un’occhiata se avete tempo/occasione: Beastie Boys Story, Bee Gees: How can you mend a broken heart, Stardust, Zappa, Hamilton, David Byrne’s American Utopia.

Serie tv

Perry Mason (HBO in Italia su Sky Atlantic). Una rinfrescata significativa al Perry Mason che conosciamo. Si passa da legal drama a noir vero e proprio. Un noir tra l’altro con i controfiocchi! E Matthew Rhys (protagonista maschile di The Americans) sembra perfettamente a suo agio nei panni dell’avvocato all’occorrenza investigatore.
The Undoing  (miniserie HBO da gennaio su Sky). Uno dei migliori prodotti del 2020. Un thrillerone psicologico di quelli che ti fanno dubitare a turno di tutti i personaggi, con un cast stellare: Hugh Grant (forse la sua miglior interpretazione di sempre), Nicole Kidman, Donald Sutherland, più l’italianissima Matilda De Angelis (quanto spacca lo schermo Matilda De Angelis?) che ruba la scena a tutti quando è inquadrata. Non vi voglio spoilerare il finale, ma non era semplice chiudere il cerchio in quel modo.
Industry, (HBO+BBC). Siamo in una banca londinese, settore investimenti, in cui i neolaureati lottano tra loro per farsi notare e assumere. All’apparenza potrebbe sembrare la solita serie sugli squali della finanza, ma è uno spaccato orizzontale del presente del lavoro (anche se molti lo chiamano futuro) per millennial e generazioni successive.

Ma fai il rappresentante di HBO? No, non è colpa mia se ultimamente ne sbagliano pochissime. Comunque…

Ted Lasso, (Apple Tv+). Jason Suideikis interpreta un allenatore di football americano che lascia la palla ovale e si trasferisce in Inghilterra per allenare una squadra di calcio. Il concept era nato inizialmente come spot per pubblicizzare le partite di Premier League in America, ma il personaggio fu molto apprezzato dal pubblico, tanto che ne hanno fatta una serie. È realistica? Non molto. È divertente? Un sacco!
The Last Dance, (ESPN (distribuita da Netflix). Quanto costa (in termini di sacrifici) essere il più grande giocatore di basket di tutti i tempi, quindi amato da molti e odiato da altrettanti, dentro e fuori dal campo? A questa, e tante altre domande, risponde il documentario di Ken Burns che racconta l’epica di Michael Jordan e dei Chicago Bulls dell’epoca. Non ve ne frega niente del basket? Cercate di vederla lo stesso, perché lo sport fa solo da cornice.

Menzione d’onore per The Queen’s Gambit (La Regina degli Scacchi), che resta fuori dalle mie 5 perché ero sicuro che l’avrebbero nominata praticamente tutti.

 

 

Dischi

Tame Impala, The Slow Rush. Che vi devo dire, a me il nostro Gesù hipster (cioè Kevin Parker) piace assai, e quest’anno ha raggiunto la maturità. Un disco che all’inizio può sembrare moscio, ma al secondo ascolto ti ha già conquistato.
AC/DC, Power Up. In un anno di incertezze fa piacere avere qualcosa che non è cambiato. La voce di Brian Johnson è sempre lì, la chitarra di Angus Young non va da nessuna parte, e la sensazione è che gli anni d’oro non siano finiti. Un disco degli AC/DC che suona esattamente come un disco degli AC/DC. Cosa vogliamo di più?
Dua Lipa, Future Nostalgia. Non sono sicuro che a questo punto ci sia qualcosa che Dua Lipa può fare male. Un miscuglio di sonorità disco, funk, dance e pop, che risulta in un album dal quale si possono tranquillamente estrarre 7-8 singoli. Una cosa rara!
Caribou, Suddenly. La solitudine dell’isolamento e la compagnia della famiglia hanno fatto bene a Snaith, si è sbizzarrito a cambiare tipo di stile e ritmo, mantenendo sempre la qualità altissima. Se vi isolate un attimo con un buon paio di cuffie sembra quasi di fluttuare nell’aria.
Fiona Apple, Fetch the Bolt Cutters. Suoni, parole, cani che abbaiano, insomma non c’è nulla di lineare e convenzionale in questo disco. Eppure tanti l’hanno definito miglior album dell’anno. Saranno tutti pazzi? Non credo.

MARTINA CASCHERA

Film

Il Re,  David Michôd. Una storia classica, un modo nuovo di raccontarla. L’atmosfera è cupa quanto basta, gli attori valgono la visione. ma ho un debole per Chalamet, forse sono di parte.
Favolacce, fratelli D’Innocenzo. Non è semplice parlare di questo film. In alcuni punti stride l’esercizio di stile, non lo nego, ma se ti lasci andare ti colpisce con violenza.
Burning, Lee Chang-dong. Uscito nel 2018, arrivato da noi molto più tardi, come al solito. Ancora in giro per festival, quindi non perdetevelo. Inizia come una commediola romantica, ma ad un certo punto succede qualcosa e cambia genere, trasformandosi in un thriller inqietante. È quel tipo di film che ti perseguita per giorni.
Sto pensando di finirla qui, Charlie Kaufman. Di quei film che mentre li guardi non sei più sicuro di niente, ma senti che c’è qualcosa di molto bello e profondo nelle parole pronunciate e le vite vissute (giustapposte, come in un sogno). Poco fluido, angosciante, una vera e propria esperienza.

Serie tv

Big Mouth (Netflix). Se non vi piace siete dei luridi segaioli. Ah, no, il contrario. Forse.
Little fires everywhere (Amazon Prime). Qualcuno ha fatto il cattivo? Probabilmente tu.
Tales from the Loop (Amazon Prime). Ottima fotografia e ambientazioni fascinosissime (una sorta di fantascienza futuribile molto metafisica). Gli episodi sembrano slegati ma non lo sono.
Dark (Netflix). Ultima stagione: preparate carta e penna, un bel po’ di pazienza e molti fazzoletti.

Noemi Borghese

Serie

The Mandalorian (Disney+). C’è un meme che gira ultimamente che dice “Pedro Pascal che tiene sulle sue spalle tutto il peso della Galassia di Star Wars” perché obiettivamente, dopo prequel e sequel che sono andati come sappiamo, è stata The Mandalorian l’unica boccata d’aria fresca, fedele, innovativa, emozionante e finalmente divertente nella galassia far far away. Consiglio del 2019 che rinnovo nel 2020, perché la seconda stagione è ancora più bella.
The Haunting of Bly Manor (Netflix). Seconda stagione, dopo la prima The Hill House che ci era piaciuta molto, anche questa merita. C’è forse meno introspezione, ma sarà che io le serie horror da sola non le so guardare e quindi non me le godo a pieno. Se avete la fortuna di trascorrere le vacanze di Natale in compagnia, recuperatela!
Tales from the Loop (Amazon Prime Video). In attesa di una seconda stagione che spieghi e riavvolga il nastro di tutte le storie cominciate nella prima, questa serie gioiellino ambientata in un mondo distopico in cui una speciale centrale di energia fa succedere cose strane agli abitanti di una città. Detta così è riduttivo volutamente, perché dovreste proprio cominciarla e scoprirla da soli.

 

ROBERTA REGA

Serie TV

Insecure (HBO). Issa Rae è la regina assoluta di questa serie che racconta la comunità nera di Los Angeles attraverso le vicende di due ragazze che potrebbero essere tranquillamente le Carrie&Miranda della West Coast. E con la Playlist di Spotify di Insecure ho conosciuto un sacco di bella musica.
SKAM Italia (Netflix) Binge watching a prima vista. Non pensavo che le vicende di un mucchietto di liceali romani potessero appassionarmi così. Ma c’è l’essenza di una stagione della vita, e ti ricordi che cosa è stato avere 16 anni, che tutto era bello anche quando era brutto.
Romulus (Sky). La serie racconta il mito della fondazione di Roma, in un tempo in cui le credenze si fondono con la storia e la volontà degli dèi con quella degli uomini. I giovani attori protagonisti sono strepitosi e Marianna Fontana è una forza della natura.

CHIARA ARCONE 

Film

Favolacce, Fratelli D’Innocenzo. Se spesso la vita supera l’immaginazione, per la nostra realtà non c’è lieto fine. La “grammatica della fantasia” non esiste se il mondo parla la lingua dell’egoismo.
Sorry we missed you, Ken Loach. E noi, durante tutti questi mesi, ce ne siamo ricordati?
Memorie di un assassino, Bong Joon ho. L’ultimo film visto al cinema prima della chiusura delle sale, quando la domenica sera si andava allo spettacolo delle 18:00 a vedere film nella sala più piccola di un cinema storico di Napoli. Memorie di una vita fa.
Enzo Biagi, alla scoperta del mondo, Matteo Parisini – Doc. La domanda non è “chi è Enzo Biagi” ma “da dove viene?”. Solo così si riesce a capire come ha fatto ad essere il giornalista che è stato.
La cordigliera dei sogni, Guzman – Doc. Il regista chiude la trilogia Cilena dopo “Nostalgia della luce” e “La memoria dell’acqua”. La Cordigliera è un luogo immenso e inaccessibile in gran parte, eppure è sempre stata lì: tra i ricordi della vita prima della dittatura e le vite spezzate dal colpo di stato. Cosa sono i sogni se non la speranza di superare l’impossibile?
The Earth is Blue as an Orange, IrynaTsilyk – Doc – Se non puoi vedere un film, fallo. Anche se sei in guerra. Perché fino a che ci si racconta, si è in vita. La speranza dell’autobiografia è negli occhi di tutta questa famiglia che, tra i bombardamenti, decide di riprendere la propria quotidianità con poesia e coraggio.

Menzione d’onore

Le mie due menzioni d’onore sono dedicate a due personaggi scomparsi in questi mesi.

Primavera, estate, autunno, inverno e poi ancora primavera, KimKiDuk. Dedico a lui questo spazio così come lui ha dedicato a noi il suo sguardo per concederci l’onore di vedere le cose attraverso la sua prospettiva. Verranno altre stagioni, finirà questo tempo, sarà di nuovo primavera.
Faith, Valentina Pedicini. Ancora non mi spiego come abbia fatto a girare questo documentario. E, forse, se avessi avuto l’onore di incontrarla, neanche glielo avrei chiesto perché è la sua empatia che rende la macchina da presa così personale da far dimenticare che sta seguendo i personaggi di questo documentario.

Grafica della copertina a cura di Luigi Ferrara.

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Amore, ironia e cefalità.



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