Hunters – mi è sembrato di vedere un nazi
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Ideatore: David Weil
Genere: drammatico, thriller, azione Lingua originale: inglese, tedesco, ebraico Stagioni: 1 Episodi: 10 Cast: Logan Lerman, Jerrika Hinton, Lena Olin, Saul Rubinek, Carol Kane, Josh Radnor, Greg Austin, Tiffany Boone, Louis Ozawa Changchien, Kate Mulvany, Dylan Baker, Al Pacino Produzione: Prime Video Prima Tv: 21 febbraio 2020 |
Preoccupati per il futuro?
La fase 2 vi mette ansia?
Allora Hunters potrebbe essere la serie che fa al caso vostro.
Il nuovo prodotto Prime Video, arrivato nel febbraio scorso (quindi circa dieci anni fa, secondo la mia attuale percezione del tempo) è quello che ci vuole per rimettere qualche certezza nella caotica realtà in cui ci siamo ritrovati.
L’inizio ricorda un po’ The Boys, per rimanere in casa Amazon: Jonah è un giovane e (poco praticante) ebreo che vive con la nonna gestisce un negozio di fumetti con alcuni amici (assieme sembrano la versione cresciuta dei ragazzini di Stranger Things). Improvvisamente la sua vita viene sconvolta e Jonah si ritrova catapultato in una improbabile e variopinta squadra di giustizieri.
Ma lungi dalle atmosfere ambigue di The Boys, gli Hunters guidati da Meyer Offerman (Al Pacino) hanno un nemico molto più iconico e universale: i nazisti. In questo caso, i fuggiaschi che dopo la guerra sono riusciti a rifugiarsi negli Stati Uniti sotto mentite spoglie.

Un team di nazihunters composto da una suora, un’anziana coppia di coniugi, un attore di mezza tacca, una mamma 100% afro e un reduce del Vietnam. Potreste pensare che la serie abbia un taglio pulp/trash, ma invece Hunters riesce a mantenere lo splatter e le spacconate a livelli veramente minimi (salvo forse sul finale), preferendo invece alternare un’azione più tesa che adrenalinica, drammatici flashback dei campi di concentramento (sicuramente un po’ hollywoodiani, ma c’è di peggio in giro) ed espedienti narrativi travestiti da programmi TV anni ’70 che alleggeriscono l’atmosfera, il tutto permeato dai riti e dalle parole della cultura ebraica.
Non mancano alcuni spazi grigi che si svelano a poco a poco, ma nel complesso la serie si mantiene su una netta contrapposizione bianco/nero.
Insomma, riassumendo molto: i nazisti sono i cattivi, gli altri sono i buoni che li vogliono far fuori.
Visto il periodo, avere davanti un nemico che più nemico di così si muore… non guasta, no?
Andrea Ravasio
Summary:



