Reflektor – Arcade Fire

Walking around head full of sound
Acting like we don’t exist
Walk in a room stare out through you
Talking like we don’t exist
But we exist
We exist
Gli Arcade Fire sono di quei gruppi che mi hanno folgorato al primo ascolto. È stato colpo di fulmine immediato, senza possibilità di fuga, hanno conquistato un posto privilegiato nel mio cuore (e nel mio orecchio) e ancora oggi, a distanza di tanti anni, ogni volta che li ascolto, anche un solo brano, sento un brivido come se fosse la prima volta. I miei gusti cambiamo ogni giorno, si evolvono (o si involvono, secondo i punti di vista) ma gli Arcade Fire sono sempre là, nel loro posticino conquistato dopo poche note, e sono e resteranno (spero sempre) un caposaldo per me.
L’attesa per l’uscita di questo Reflektor mi stava logorando come una bambina golosa che sente l’odore dei dolcetti nel forno e non vede l’ora di divorarli. Tutti i segni sparsi in rete, le anteprime, i video, le notizie, come se fosse una grande caccia al tesoro dove il premio sarebbe stato ritirato il 29 ottobre.
E quando così inaspettato è arrivato lo streaming anticipato su youtube accompagnato dalle bellissime immagini di Black Orpheus, l’unica cosa che sono riuscita a dire con la bocca spalancata è stata: WOW! Un wow di cuore per la sorpresa, la bellezza, l’originalità.
Reflektor è un viaggio guardando attraverso un caleidoscopio di colori, paesaggi, suoni, lingue. Un disco che si impadronisce di te dal primo istante, e già dal primo ascolto ti ritrovi a canticchiare e fischiettare senza rendertene conto. Un disco che gli Arcade Fire non avevano mai fatto prima, pieno di evocazioni, immaginazione, riferimenti storici e letterari – Jeanne of arc, Awful sound (Oh Eurydice), It’s never over (Oh Orpheus), una tripletta da urlo che riesce a superare anche quella di Rossi ai Mondiali 82. Il primo singolo Reflektor con la partecipazione straordinaria di David Bowie prometteva già bene, e apre il disco in maniera maestosa. Non manca niente in questo lavoro degli Arcade Fire: dance, elettronica, falsetti, ritmi caraibici, percussioni a non finire, rock, parti strumentali. I brani sono tutti relativamente lunghi (buona parte intorno ai 6 minuti) ma sempre eterogenei e mai ripetitivi tra loro. Il disco è diviso in due parti, proprio come il primo e il secondo tempo dei film, degli spettacoli teatrali, dei grandi concerti. Nella prima parte si distinguono soprattutto (oltre a Reflektor, inutile ripeterlo) Here comes the night time, Normal person e il suo bellissimo testo (Is anything as strange as a normal person?) e l’incantevole Jeanne of Arc. Nella seconda parte poi, Regine & co. continuano a dare il meglio di sè con brani del calibro di Oh Eurydice, Oh Orpheus (7 minuti di meraviglia allo stato puro) e Afterlife (Oh, when love is gone, Where does it go?).
Un disco che è una vera bomba energetica carica di adrenalina e good vibes, che una volta finito di ascoltare non vedi l’ora di ricominciare e ascoltare in loop infinito. E sono sicura, Reflektor sarà la mia terapia contro la depressione autunnale, perché è più efficace della vitamina C, degli integratori, delle lampade di luce artificiale, dei medicinali. E il suo effetto è immediato, ma attenti agli effetti collaterali: altissimo rischio di buonumore eccessivo, sorrisino stampato sulla faccia e cantatine e balletti compulsivi e incontrollabili.
Carla De Felice
Ps. In realtà l’attesa non è ancora finita. Continuo ad aspettare questo doppio vinile ma soprattutto le date della tournée.
Per ingannare l’attesa mi alleno con il mouse per essere in forma e premere buy it non appena usciranno i biglietti, mentre Emma, come una Herbie qualunque, scalda i motori per portare me e Fabio in qualsiasi luogo andranno. Arcade Fire: noi cefali are coming dovunque andrete!
Qui è possibile ascoltare Reflektor su Spotify:
Tracklist
01 Reflektor
02 We exist
03 Flashbulb eyes
04 Here comes the night time
05 Normal person
06 You already know
07 Joan of Arc
01 Here comes the night time II
02 Awful sound (oh eurydice)
03 It’s never over (oh orpheus)
04 Porno
05 Afterlife
06 Supersymmetry
Summary:



