Il capitale umano

Regia: Paolo Virzì
Genere: thriller
Durata: 109′
Cast: Fabrizio Gifuni, Fabrizio Bentivoglio, Valeria Golino, Valeria Bruni Tedeschi, Luigi Lo Cascio, Matilde Gioli, Guglielmo Pinelli, Giovanni Anzaldo
Soggetto: Amidon Stephen
Sceneggiatura: Francesco Bruni, Francesco Piccolo
Fotografia: Simon Beaufils, Jerome Alméras
Montaggio: Cecilia Zanuso
Distribuzione: 01 Distribution
Uscita nelle sale: 9 gennaio 2014
Su una provinciale brianzola un ciclista viene investito da un Suv in piena notte. L’autista scappa. Quest’incidente influirà sul destino di due famiglie, quella di Giovanni Bernaschi, top rider della finanza, e quella di Dino Ossola, ambizioso immobiliarista sull’orlo del fallimento.
– Avete scommesso sulla rovina di questo Paese e avete vinto.
– Abbiamo vinto, ci sei anche tu tesoro.
Il capitale umano è il libero adattamento dell’omonimo romanzo dello scrittore americano Stephen Amidon. Dal Conneticut alla Brianza, Paolo Virzì si mette in gioco addentrandosi per la prima volta in un territorio nuovo, lanciandosi in un genere cinematografico mai affrontato prima: il thriller/noir.
C’è un incidente con morto e una trama fitta e misteriosa. La storia si sviluppa attraverso una triplice prospettiva, quella dei tre protagonisti principali: Dino Ossola (Fabrizio Bentivoglio), titolare di un’agenzia immobiliare che non esita a dichiarare il falso e vendere il futuro dei propri figli pur di inseguire i suoi sogni di scalata sociale; Carla Bernaschi (Valeria Bruni Tedeschi), madre inibita e moglie annoiata, totalmente incapace di esprimere la propria personalità e i propri desideri; e Serena Ossola (Matilde Gioli), figlia, studentessa, vittima (e complice?) di un ambiente degradato.
La storia si ricompone come un puzzle dove non sai cosa verrà fuori, gradualmente, pezzo dopo pezzo, e noi spettatori siamo “costretti” a rivivere gli stessi episodi attraverso i tre sguardi (un po’ come in Elephant di Gus Van Sant). Scopriamo così che certi momenti o persone che per un personaggio sembrano irrilevanti, diventano invece decisivi per la storia degli altri. Virzì è abile nel tirare fuori i tasselli del puzzle piano piano, senza fretta, e così facendo riesce a incuriosire lo spettatore, a mantenere alta la tensione, a lasciarlo incollato allo schermo fino alla fine. Questa stessa abilità vale anche per la caratterizzazione dei personaggi: i suoi protagonisti sono uomini d’affari senza scrupoli, arrampicatori sociali, rampolli allo sbando, personalità violente e depresse. Non si salva nessuno e nonostante tutto, ognuno di essi mantiene sempre una sua propria umanità. Nell’intero film domina un bipolarismo emotivo: la felicità arriva sempre con un retrogusto amaro, e questo mix di emozioni riesce a esprimere bene anche quello che è lo spirito dei nostri tempi.
Un film spiazzante con una regia solida, un’ottima fotografia dalle tonalità molto cupe, una buona scrittura (a cui ha collaborato anche lo scrittore Francesco Piccolo) e, last but not least, un grandissimo cast di attori. Valeria e Fabrizio al quadrato (Valeria Golino e Bruni Tedeschi, Fabrizio Gifuni e Bentivoglio) interpretano tutti i loro ruoli in maniera magistrale, allo stesso modo anche gli esordienti Matilde Gioli e Guglielmo Pinelli. Fabrizio Bentivoglio rende al meglio i tratti eccessivi del suo Dino Ossola, Fabrizio Gifuni è un perfetto glaciale business man (ed è salito di posizione nella graduatoria della classifica degli uomini dei miei sogni), Valeria Bruni Tedeschi esprime al meglio la natura sia vulnerabile che corrotta del suo personaggio e Valeria Golino è una sublime psicologa un po’ ingenua e bonacciona che continua a vedere positività anche dove non ce n’è. Breve sipario anche per Luigi Lo Cascio, meno efficace degli altri, ma questo a causa del suo personaggio poco delineato.
Il Capitale umano è un film vero, formidabile, con qualche piccola imperfezione che però non ne compromette assolutamente il giudizio complessivo. Sono sicura che ne continueremo a sentire parlare come un grande film anche tra qualche mese (sperando che nel frattempo si siano placate le inutili e inconsistenti polemiche) e soprattutto ha fatto cominciare con classe e stile questa stagione cinematografica italiana del 2014.
Carla De Felice
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