Trilobiti

Trilobiti, Brece DJ Pancake, ISBN Edizioni
I trilobiti sono antropoidi di ambiente marino esclusivo dell’era paleozoica. In parole più semplici sono dei fossili molto comuni.
Trilobiti è anche il titolo dell’unica opera (pubblicata postuma) di Breece Dj Pancake, dodici racconti spietati e dolorosi ambientati nella dura realtà di paesi dispersi sui monti Appalachi.
Dodici storie brevi di minatori, camionisti, ex pugili, camerieri, pensionati che vivono una vita immobile e sempre uguale, affrontandola con la rassegnazione degli sconfitti senza possibilità di riscatto.
“Tutto l’anno stringono i denti, pompano petrolio e servono ai tavoli e scopano puttane o provocano i gay e non gli piace niente di tutto questo,ma sanno che è la loro fortuna averlo“.
E’ come se un invisibile cordone ombelicale li legasse alla propria terra, del tutto simili alle auto arrugginite abbandonate sul retro delle loro case.
“Sono nato qui e non ho mai voluto andarmene per davvero” dice il protagonista del primo racconto che da il titolo al libro.
Una patina di stanchezza e di vecchiaia li avvolge, dando l’impressione che le loro anime siano morte già da tempo. Sono privi di futuro e condannati all’immobilità, sono fossili, fossili dei più comuni, come i trilobiti.
L’unico sentimento vivo, presente in ogni racconto, è il dolore, la dolorosa condizione di chi sembra condannato alla vita.
Breece Pancake aveva ventisei anni quando, la domenica delle Palme del 1979, ubriaco, entra nella casa dei suoi vicini. Si siede al buio e scappa quando viene scoperto. Corre verso casa, si ferma e, per qualche ragione a noi sconosciuta, si uccide con un colpo di pistola.
Quattro anni dopo uscirà la sua unica raccolta di racconti, diventando un caso letterario.
Molti lo paragonano ad Hemingway, Kurt Vonnegut lo definisce “il piu’ grande scrittore che abbia mai letto“, è l’autore preferito di Tom Waits e da un ventennio viene considerato una figura a metà strada tra un eroe esistenzialista e Kurt Cobain.
Credo che nessuno di questi paragoni renda in pieno lo stile di Pancake e il fatto che bisognerebbe concentrarsi sul libro e non sul mito della sua morte.
Questi dodici racconti sono tutto quello che ci resta, sono i resti fossilizzati di Pancake che resteranno identici in eterno.
Trilobiti e’ uno di quei libri che va letto e dopo qualche anno va riletto nuovamente, in una sorta di circolo vizioso.
“Nessun lettore può terminare questi racconti senza commuoversi e nessuno scrittore può uscirne senza restare influenzato” (Percival Everett -postfazione al libro)
Flavia Peluso



