Hunger Games – Il Canto della rivolta (Parte 1)

Regia: Francis Lawrence Genere: Fantascienza, Drammatico Durata: 123′
Lingua: Inglese Cast: Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Liam Hemsworth, Philip Seymour Hoffman, Julianne Moore, Woody Harrelson, Donald Sutherland, Sam Claflin, Elizabeth Banks, Jeffrey Wright, Jena Malone, Stanley Tucci
Distribuzione: Universal Pictures Uscita: 20 Novembre 2014
Katniss Everdeen, sopravvissuta a due edizioni consecutive degli Hunger Games e ora diretta avversaria di Corionalus Snow, si appresta a dare una mano ai ‘ribelli ufficiali’ del Distretto 13 per avere in cambio la possibilità di Salvare Peeta, Johanna e Annie dalle mani dei carnefici di Capitol City. Ma una rivoluzione non è mai quel che sembra.
‘Mi trascino fuori dai miei incubi ogni mattina e scopro che non c’è alcun sollievo nello svegliarsi.’
Il messaggio di Hunger Games è molto semplice e chiaro, e forte di questa capacità di vedersi nei propri limiti e nelle proprie forze, prende dai romanzi di Suzanne Collins tutto ciò che funziona, potenziandolo, senza farsi problemi di relegare a piccole citazioni ciò che serve a ricreare la sensazione di un mondo a parte, e depennando le parti tralasciabili, senza piegarsi al fan service asettico che ha già rovinato tante saghe.
Come una scheggia impazzita e inarrestabile, il franchising che ha reso famosa Jennifer Lawrence anche ai sassi (nonostante avesse già avuto una candidatura per l’Oscar all’epoca del primo capitolo) si basa su un meccanismo sempre uguale, ovvero la partizione in due tempi molto diversi tra loro per ritmo e soluzioni narrative, che nell’adattare l’ultimo romanzo viene dilatata all’inverosimile portando i due atti ad essere due film ben distinti.
Se però prima il tutto era lasciato alla curiosità sul cosa sarebbe accaduto nell’arena per poi ritrovarsi stupiti e affascinati dalla sua rivelazione (sempre accuratamente celata nei trailer), ora ci si ritrova ad affrontare una prima parte che sa davvero di preparazione. Bisognerà dunque attendere un anno intero non solo per vedere la conclusione della storia nella sua totalità, ma anche per gustarsi il corretto scarico emotivo di tante cose messe sul fuoco ora e che potrebbero esplodere in ritardo con tanto tempo tra il rilascio di un’informazione e il suo definitivo utilizzo.
Tutto questo però non toglie mai davvero nervo alla seconda saga mondiale che rivela quanto la scrittura per ragazzi sia sottovalutata (devo davvero nominare la prima?). Hunger Games infatti si basa su un personaggio rivoluzionario per il genere (oltre che per la storia), almeno per quanto riguarda la fruizione di certi prodotti per le masse.
Katniss è un’autentica bomba femminista, realmente forte e indipendente (nelle azioni effettive, non solo perché mena come un uomo), ama correre in aiuto di chi soffre ma senza svendersi mai a facilonerie emotive, combatte per ciò che è giusto guardando con sospetto e disagio quando questo viene manipolato propagandisticamente per raggiungere degli scopi anche teoricamente positivi: lei è il vero ‘principe azzurro’ della situazione nel ribaltare sull’amato la condizione di ‘creatura da salvare’.
Oltre a tutto questo Il canto della rivolta – Parte 1 riesce a non perdere il gusto politico insito nella storia della Collins, che esploderà realmente nella seconda parte se gli autori avranno il coraggio di mantenere le tematiche non certo digeribilissime di una vera e propria guerra sguinzagliate dall’autrice nel terzo libro, ma lo splendido e potentissimo finale della prima parte fa ben sperare, incentrato su uno dei grandi colpi di scena del romanzo e qui reso a livello visivo con ancora più ferocia e incisività.
Una nota stupefatta va al giovane Josh Hutcherson, che in cinque scene contate sulle dita riesce magistralmente a gestire una trasformazione imponente e centrale fronteggiando l’ormai superba Jennifer Lawrence e un cast di comprimari da urlo, ennesimo punto a favore di questa saga strepitosa. Al momento la migliore in circolazione, per raffinatezza e capacità di rottura verso le dighe di genere e target laddove l’essere trasversale è l’unico vero punto vincente di ogni storia.
Angelica Milia
Ps. Naturalmente ad aumentare la fama di Hunger Games ci hanno pensato anche le sempre bellissime colonne sonore. Quella del Canto della Rivolta (parte 1) è stata curata dalla diciottenne neozelandese Lorde, che è riuscita a mettere insieme una compilation perfetta per fare il punto della situazione sulla variegata scena pop (e non solo) attuale. Qui il link per ascoltare la colonna sonora su Spotify.



