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Published on Dicembre 10th, 2014 | by Fabio D'Angelo

Curre Curre Guagliò – storie dei 99 Posse

Curre Curre Guagliò - storie dei 99 posse, Baldini &Castoldi

Curre Curre Guagliò – storie dei 99 posse, Baldini &Castoldi

 

Anno 1994. Berlusconi era da poco diventato per la prima volta presidente del consiglio, e Francesco D’Onofrio, allora ministro della Pubblica istruzione, presentò una bozza di riforma che, tra le varie cose, prevedeva: innalzamento dell’obbligo a sedici anni, due lingue straniere obbligatorie per tutti e abolizione della netta separazione tra licei e istituti tecnici. La parola d’ordine del progetto di cambiamento, che noi di quella generazione impareremo a maledire in seguito, era flessibilità. La protesta scoppiò quando, dalle maglie della riforma, emerse chiaro il tentativo di finanziare la scuola privata con i soldi pubblici. Così, favoriti anche dall’appoggio degli universitari incazzati per l’aumento delle tasse, nacquero manifestazioni e occupazioni in tutta Italia. Per non farla lunga, a Napoli, nel novembre di quell’anno, fu indetta una manifestazione imponete a cui aderirono tutte le scuole e le facoltà in lotta contro la proposta di riforma D’Onofrio. Ricordo un fiume di persone lunghissimo, colorato e chiassoso: la colonna sonora era, manco a dirlo, Curre Curre Guagliò dei 99 Posse. Fatto sta che (forse per una forma di protesta contro la playlist scelta) il corteo di giovani studenti animati per lo più dai migliori intenti filonisti, all’altezza della questura fu brutalmente caricato dalla polizia. Il bollettino finale degli scontri registrò un numero imprecisato di studenti mazziati e un ferito grave: un ragazzo investito da un’auto della polizia, piombata sul corteo di adolescenti a folle velocità. Poteva andare peggio, poteva essere una strage. Quella repressione violenta e ingiustificata segnò per me una sorta di spartiacque. La mia (muta) rabbia trovò le parole giuste solo un anno dopo, con l’uscita dell’album Guai a chi ci tocca. Avevo trovato i miei cattivi maestri: i 99 Posse.

La storia del gruppo è raccontata da Rosario Dello Iacovo nel libro Curre Curre Guaglione- Storia dei 99 Posse, edito da Baldini & Castoldi. Rosario è un figlio di comunisti (il padre era un delegato di fabbrica della Fiom alla Remington italiana di viale Umberto Maddalena, dichiarata fallita dalla proprietà americana agli inizi degli anni 80′), nonché scopritore, manager, addetto stampa, consulente in fatti di social forum e infine biografo ufficiale della band. Il libro è un tentativo riuscito di riannodare i fili della memoria, in cui al racconto in prima persona, si sovrappone un romanzo di formazione collettivo. Unendo i punti in cui crescono e si formano i protagonisti, si giunge a Terzigliano, luogo (immaginario) dove il guaglione adolescente fa le prime esperienze con quel “odio mosso da amore“. Il libro di formazione attraversa veloce gli anni 80’. Vediamo Luca Persico (voce storica dei 99 Posse), amante degli U2 e di Bruce Springsteen, diventare ufficialmente ‘o Zulù nel bus che lo porta da Giugliano a Napoli. Marco Messina (campionatore e dubmaster della band) scoprire i Krafwerk e l’elettronica guardando Discoring. I tredicenni Massimo (futuro Jrm e bassista) e Alessandro Jovine scontrarsi davanti alla villa Floridiana con la futura scena punk napoletana, e rimanere fulminati. A Rosario (forse il ragazzino di Terzigliano), che in quegli anni vive l’esperienza del Tienament di Soccavo, del movimento studentesco delle Pantere, della nascita di Officina 99, spetta il compito di guidare il guaglione attraverso il suo libro di formazione. Sarà lui a legare i pezzi, le esperienze e a creare le condizioni necessarie per la nascita di un gruppo che ha fatto la storia degli ultimi due decenni. Negli anni, a Jrm, Zulù e Marco Messina si uniranno anche Meg (voce femminile) e Sacha Ricci (l’ultimo giapponese della rivoluzione dei figli dei fiori). Tanti altri, come i Bisca e Speaker Cenzou, percorreranno con la band un pezzetto di strada insieme. Nonostante i cambi, gli abbandoni e le lunghe pause di riflessione, i 99 Posse riusciranno a conservare nel tempo le caratteristiche di unicità: capacità di coniugare militanza, libertà di espressione, prezzi imposti e successi discografici. Preservando, al tempo stesso, quel calore che brucia in petto e che spinge il guaglione a stare lì dove è forte il senso d’ingiustizia.

Fabio D’Angelo

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è una persona semplice: ama la pasta e patate con la provola, la pizza, il sole, il mandolino e la SSC Napoli 1926. Alla domanda “Progetti per il futuro?”, generalmente risponde: non sottovalutare le conseguenze di una parmigiana di melanzane.



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