Slow West

Regia: John Maclean
Anno: 2015
Durata: 84′
Cast: Michael Fassbender, Kodi Smit-McPhee, Ben Mendelsohn, Caren Pistorius, Rory McCann
‘His heart was in the wrong place’
Ve la faccio semplice: io, con i western, ci sono cresciuta.
I miei pomeriggi erano spesso scanditi da una battuta epica di John Wayne, una cavalcata elegante di James Stewart, dalle facce segnate dal sole di Eastwood, Marvin, Palance o Wallach, dal bandito, lo Sceriffo, la ragazza e quattro sberle in un saloon. Se cambiando canale inciampavo in un navaho a cavallo o in una diligenza nel cuore del deserto, ecco che venivo risucchiata dal mito fondativo del West. Una cosa che mi porto dietro ancora oggi, con grande orgoglio.
Quando mi è capitato sotto mano il film dello scozzese esordiente John Maclean ero piuttosto scettica. Se è vero che molti manuali di storia del cinema utilizzano l’uscita de Gli Spietati come pietra tombale del genere dei pistoleri, è anche vero che personaggi piuttosto grossi come Quentin Tarantino e i fratelli Coen li hanno smentiti con grande slancio col passare degli anni, e come ogni grande genere che non muore, per ogni capolavoro si sfornano un centinaio di titoli mediocri e malriusciti. Non è il nostro caso, fortunatamente.
Slow West è, in questo senso, una mina vagante.
C’è una lieve poesia nella dolcezza con cui Jay incede per le valli del Colorado, una delicatezza dolorosa e statica che ricorda, nella composizione delle inquadrature di presentazione di vari personaggi e situazioni, tanto Wes Anderson quanto il Jim Jarmush di Dead Man. Visioni di cinema idealmente antitetiche a chi ha in mente Mann, Ford, Peckinpah, Hawks o Leone.
Nell’estetica di una fotografia tersa, brillante e pulitissima si ritrova quasi Kaurismaki, mentre i personaggi non tradiscono mai le regole base: ideali, scelte, violenza, natura come specchio dell’animo umano e attrazione per l’avventura come unico domani possibile.
Lo humor nero spezza le tappe di questo piccolo coming of age semplice e toccante, nel suo rimanere sospeso tra registri che mescolano il romanticismo e il disincanto, attraverso gli occhi di un giovane innamorato di un’idea e scortato da un cinico che sembra rimanere semplicemente stregato da tanta purezza.
La delicatissima chiusa riesce a coronare una storia al di là del classico, tanto da sembrare più un sogno ad occhi aperti che un film sul periodo selvaggio della civilizzazione moderna.
Una splendida scoperta.
Angelica Milia
Summary: Un pistolero solitario al soldo del miglior offerente, un amore inseguito attraverso l'oceano e una famiglia ricercata in fuga e, come sfondo, il grande west.



