Fumetti

Published on settembre 15th, 2016 | by Carla De Felice

Itero Perpetuo – Due chiacchiere con Adam Tempesta

Itero Perpetuo

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Adam Tempesta, Itero perpetuo. Eris edizioni, 2016 pp 408 copertina flessibile

Itero Perpetuo è il visionario e incredibile fumetto di esordio di Adam Tempesta, giovane fumettista e street-artist torinese classe 1992, pubblicato lo scorso 30 agosto da Eris Edizioni.
Già dalla presentazione del fumetto, di ben 408 pagine, si può facilmente intuire che il lettore sta per intraprendere un viaggio assolutamente fuori dall’ordinario. Il volume ha infatti una sovracoperta bianca e scarna con particolari fluorescenti che si illuminano al buio, e una copertina delirante e colorata, ricchissima di elementi, che già da sola offre un vero e proprio trip psichedelico.

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“Non ho la minima idea di costa sto vivendo, devo solo lasciarmi guidare dagli eventi.”

Eric è un astronauta che si risveglia in un luogo ignoto dello spazio. Non ricorda nulla, non sa come sia arrivato fin lì, sa solo che vuole tornare dalla sua famiglia. Con lui c’è uno strano polletto sconosciuto, che afferma di poterlo aiutare ma a patto che lui non si sforzi di ricordare, perché questo complicherebbe le cose…

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Da questo momento in poi il lettore verrà inghiottito in un viaggio spaziale assurdo, avventuroso, all’insegna del non-sense, in bilico tra universi e pianeti lontani e mostri e creature di ogni tipo. Un viaggio che ha il potere di sequestrarlo e alienarlo totalmente dal mondo esterno, donandogli un’esperienza di allucinazione pura, per l’intera durata della lettura e anche dopo, perché una volta finito vi sentirete addosso una dose di adrenalina bella pesante. La storia di Itero perpetuo scorre infatti naturale e fluida, senza mai risultare banale o scontata, e ha dei risvolti sempre nuovi e imprevedibili. Inoltre il giovane fumettista non tralascia nulla nel suo lavoro, neanche una giusta dose di ironia e filosofia, regalando al lettore un viaggio nello spazio, ma anche, perché no, dentro di sé. Adam Tempesta dimostra una grande padronanza sia tecnica che di scrittura, ricca di riferimenti ma sempre ben amalgamati, e questa maturità è davvero cosa rara in un autore che è di fatto emergente. Per questo motivo ho pensato che la persona migliore per parlare di Adam Tempesta e di Itero Perpetuo poteva essere solo Adam Tempesta stesso, che è stato gentilissimo a rispondere alle mie tante (e forse troppe) domande e curiosità.

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Foto di Gabriele Munafò

“Fare domande è un potere pericoloso, e avere le risposte un potere assoluto.”

Adam, sei un artista molto giovane ma dall’incredibile talento. La prima domanda, allora, è quasi d’obbligo. Quando hai cominciato a dedicarti al disegno e soprattutto, c’è stato un momento preciso in cui hai deciso che saresti diventato un fumettista?
Da quello che ricordo, ho sempre disegnato fin da quando andavo all’asilo. Il disegno per me è sempre stata un’ossessione, credo perché mio padre sapeva disegnare molto bene e sin da piccolo sono sempre stato catturato dai suoi disegni. Alle scuole medie ero preso benissimo sul diventare un “fumettista” e vivere facendo i fumetti. Alle superiori, quando lo dicevo alle persone, molti di loro mi prendevano in giro e mi bollavano come uno “sfigato” o “nerd”. Quindi in realtà non c’è stato un momento preciso in cui ho deciso di diventare un fumettista. Forse ho deciso di voler fare fumetti seriamente quando ho presentato Itero Perpetuo ai ragazzi di Eris e ho capito che quella era una strada da percorrere fino in fondo.

Come artista usi vari strumenti e tecniche, ti piace metterti in gioco e provare cose nuove, ma qual è la forma/tecnica con cui ti senti più a tuo agio? 
La tecnica con cui mi sento più a mio agio è il disegno automatico (automatismo, come i surrealisti) con penne nere e indelebili su foglio. È una cosa bellissima, che mi ha aiutato molto a sviluppare la mia fantasia e mi ha sciolto parecchio la mano. Disegnando “subito” ho smesso di avere paura di fare disegni “brutti” e sono diventato sicurissimo di quello che facevo e che faccio tuttora. Inoltre è una tecnica che mi ha permesso di evolvermi in continuazione: ogni volta scopro cose nuove e questo particolare stile migliora, diventando sempre più bello e personale. Ultimamente sto applicando il disegno automatico dipingendo su foto e riviste ed è una cosa bellissima. Mi diverto, mi rilasso e sono felice. Quasi come uscire la sera. Anzi, forse un pochino meglio (dipende dalle serate).
La tecnica “lavorativa” che preferisco è invece china + colori in digitale, perché è come prendere una pista ciclabile in mezzo a una rotonda mortale mentre sei in bici. Alla fine devi sempre pedalare, per carità, ma per lo meno non rischi di farti ammazzare.

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Polizei -Categoria: Siete tutti già morti

Guardando i tuoi disegni si nota subito che sei un autore decisamente visionario. Credi di riuscire ad esprimere con il disegno tutto quello che hai nella testa?
Mi piace molto questa etichetta, perché alla fine io mi sento visionario. Vedo cose ovunque ad occhi aperti, vedo cose molto nitide nella mia testa e sì, riesco assolutamente ad esprimere tutto su carta, muro o qualsiasi altro supporto. Quello che vedete dei miei disegni, dei miei fumetti, della mia arte sono io al cento per cento. Mi piace improvvisare e lasciarmi andare ed è una regola che cerco di applicare in tutto nella vita. Più una cosa è fatta con l’istinto, più è vera, ha sostanza e ha carattere, anche se certamente manca di sangue freddo e ragionevolezza, però io la trovo più genuina.

Quali artisti o personaggi consideri invece come punti di riferimento o di ispirazione?
Beh diciamo che ci sono molti autori a cui mi ispiro, che vanno dai fumettisti, agli scrittori, ai disegnatori, arrivando ai registi, ma soprattutto agli street-artist e tutta la street-art in generale. Miei punti di riferimento invece sono i cartoon (non i “cartoni”, che
sarebbero le droghe psichedeliche) come Adventure Time e Regular Show. Altri due enormi punti di riferimento del mondo del fumetto sono Jesse Jacobs e Michael DeForge.
Li ho conosciuti grazie ai ragazzi di Eris Edizioni, la sera indimenticabile del nostro primissimo colloquio di lavoro. Quando Sonny Partipilio (co-fondatore di Eris Edizioni NdR) mi ha mostrato Very Casual, Safari Honeymoon e By This Shall You Know Him la mia vita è leggermente cambiata. È stato grazie a questi autori (e a Sonny) se ho afferrato la “chiave” per sviluppare lo stile di Itero Perpetuo.

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Jesse Jacobs – Safari Honeymoon (Eris Edizioni, 2015)

Passiamo allora a Itero Perpetuo, il tuo sorprendente graphic novel d’esordio. Un’opera complessa, strutturata e articolata così bene che è davvero difficile credere che tu sia un autore del tutto esordiente. Ancora tanti complimenti. Com’è nata l’idea e per quanto tempo ci hai lavorato?
L’idea è nata quando ero al lavoro in uno studio di una start-up e stavo cercando delle immagini per disegnare un astronauta. Da lì mi sono imbattuto in una donna astronauta. Curioso sono andato a leggermi la sua storia e ho scoperto con qualche brivido che quella donna, Christa MacAuliffe, era morta durante il lancio di uno shuttle (assieme a tutto il suo equipaggio), il Challanger, che esplose solo settanta secondi dopo che si era alzato in volo. Questo è stato quello che ha fatto nascere Itero Perpetuo. La protagonista inizialmente era la donna simbolo della tragedia, morta durante l’incidente.
Sono passati due anni da quando ho iniziato a buttare giù le bozze fino al giorno in cui l’ho finito. Bisogna però contare gli intervalli di mesi che si creavano nelle correzioni di tutte le pagine di storyboard; poi matite, chine, balloon, i disegni degli intermezzi dei capitoli e la copertina. Inoltre, durante tutta la durata delle chine di Itero Perpetuo, ho cominciato un nuovo lavoro, perciò ho dovuto sacrificare parecchie ore di sonno, vita sociale, attività fisica, perché una volta a casa la sera dovevo andare avanti con il fumetto e i miei unici giorni “pieni” per lavorarci erano sabato e domenica, ovviamente sere e notti comprese.

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Tavola di Itero perpetuo

E cosa puoi dirci invece riguardo la collaborazione con Eris Edizioni? Sei stato tu a proporti o sono stati loro a cercarti?
Per Itero perpetuo sono stato io a propormi. Li conoscevo dagli esordi perché i ragazzi della fumetteria Belleville Comics a Torino, Lucia Biagi (che è una bravissima fumettista ed artista nel creare statue di stoffa) e Alessio mi parlarono di loro. Io mi proposi con un fumetto ambientato nella Torino “brutta”, tossica, fatta di fabbriche abbandonate e ragazzi pericolosi. Incontrai Gabriele Munafò (co-fondatore di Eris Edizioni NdR) durante la manifestazione “Portici di Carta” di Torino. Mi fece subito un’ottima impressione perché mi trattò come una persona “normale”, a differenza di molta gente del giro. Per questo sono felice di avere incontrato i ragazzi di Eris. Il progetto poi fu rifiutato, ma io li ho sempre seguiti, fino al giorno in cui fecero uscire Mox Nox di Joan Cornella. Mi dissi: “Cavolo, ma Joan è un malato come me! Devo ripropormi agli Eris!” Così, con una veste nuova, i riccioli molto più lunghi e le maglie di Satana a farmi compagnia chiesi un incontro per mostrare il mio portfolio e il progetto che sarebbe poi diventato Itero Perpetuo.
L’incontro che sancì un punto importante (molto) della mia vita si svolse in un piacevole bar, vicino a Corso Regio, a due passi dal fiume Dora. Incontrai Sonny Partipilio e Matilde Sali (anche lei co-fondatore di Eris Edizioni NdR) che mi offrirono un cappuccino (alla facciazzia degli altri brillantoni dalle manine atrofizzate) e dissero frasi tipo “ti invieremo un contratto”, “che figata”, “ci piace molto”. Alla fine dell’incontro ero felice, e per una volta, dopo molto tempo, vidi una luce di speranza nella mia vita.

Come ho già anticipato prima, Itero Perpetuo si presenta con una sovracoperta minimalista arricchita da particolari fluorescenti che si illuminano al buio. La copertina vera e propria, invece, è praticamente l’opposto, con un’esplosione di colori ed elementi. È la presentazione perfetta per un’opera come la tua, ma com’è nata quest’idea e soprattutto è stata difficile da realizzare?
L’idea della copertina fluorescente è venuta ai miei editori. Inizialmente abbiamo avuto un po’ di problemi tecnici, ma che poi siamo riusciti (o meglio, loro sono riusciti) a risolvere. La fluorescenza è stata davvero un colpo di classe. A mio parere dà un effetto molto anni ’90, gli stessi anni da cui provengo e che da piccolo ho assorbito come una spugna. Forse è per questo che mi sono molto affezionato all’idea, perché mi ricordava quando scimmiavo tantissimo per gli orologi della Flick Flack e costringevo tutti a regalarmeli per Natale. Sempre loro hanno avuto quest’idea dell’effetto minimal/progressive mentre quella del disegno vero e proprio della copertina colorata è stata mia. Ho proposto un disegno in freestyle (cioè in automatico senza correzioni o ripensamenti), come solitamente faccio, ma questa volta colorandolo.
Questo binomio ha davvero creato un certo peso, però è venuta fuori una bella cosa. La copertina è stata realizzata in due settimane nelle ore notturne, di giorno lavoravo fino alle 20:00 circa con il mio studio in un cantiere di pittura per una mostra al museo Ettore Fico di Torino, quindi potevo solo lavorare la sera tardi. La dimensione è reale, quindi i disegni che ho fatto sono della dimensione che si ha sulla copertina (sono molto piccoli) e poi sono stati colorati in digitale. È una tecnica che adoro ma è molto lunga ed estenuante, e sto cercando di mixarla con elementi figurativi e grafici. Per colpa della copertina mi è spuntato qualche ricciolo bianco. Però, d’altronde è la legge del Metallo: nella vita bisogna sputare il sangue e lottare.

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Foto di Eris Edizioni

Ne è valsa sicuramente la pena perché il tuo Itero Perpetuo è un’esperienza di lettura veramente incredibile. Si riconoscono anche alcune influenze, ma nessuna è predominate, e il risultato è un’opera originalissima, ben amalgamata dove tutto scorre (o fluttua se vogliamo usare termini più consoni a una storia ambientata nello spazio) naturale e fluido. Ci sono particolari film, cartoni animati, serie TV e videogiochi che ti hanno ispirato?
Oh beh, ovviamente e alcuni spunti vengono dal mainstream (maledetto pecorone che sono, i miei spunti non vengono dal più profondo dell’underground, perdonatemi):
Cartoni animati: Adventure Time (Hardcore fan forever), Regular Show.
Serie Tv: Game of Thrones (direi scontato), The Walking Dead (fino alla quinta stagione), Breaking Bad (eh vabbè scontato anche questo).
Film: Videodrome, La Cosa, Eraserhaed, Tetsuo: The Iron Man (film da vedere con tutta la famiglia però), tutta la saga di “Saw”, tutta la cinematografia di Quentin Tarantino e parecchi film sconosciuti, violentissimi e inquietanti dei quali io non saprei dirvi i nomi perché ne ho visti fin troppi.
Videogame: Tutta la serie dei “Fallout” per Playstation 2, tutti i God of War, tutta la serie dei Call of Duty: Zombie.
Autori/Artisti: Stephen King, Jim Woodring, Robert Crumb, Banksy, Blu, Ericailcane, Katsuhiro Otomo, Hiroya Oku, Eiichiro Oda, Jesse Jacobs, Michael DeForge.
Fumetti nello specifico: By This Shall You Know Him, Safari Honeymoon, The Frank Book, Weathercraft, La Genesi (di Robert Crumb), la serie completa di Gantz, One Piece e Very Casual.
Musica: Tool, Mastodon, Meshuggah, Animals as Leaders.

In particolare la musica, che ruolo ha ricoperto mentre lavoravi e quale colonna sonora ti ha accompagnato?
La musica per me è un elemento fondamentale. Il Metallo ha avuto un ruolo fondamentale in Itero Perpetuo, perché il Metallo fa muovere dei fili importanti nella mia testa e le loro vibrazioni danno vita poi alla mia arte. Possiamo dire che è lui quello che mi ha ispirato più di tutti e che mi ispira tutti i giorni. Le immagini sì, certo, ma da un punto di vista “visuale”. L’anima di Itero Perpetuo (e di tutta la mia arte) è fatta di Metallo.

La protezione del Metallo ti sta facendo bene visto che Itero Perpetuo è stato pubblicato da neanche due settimane e ha già ricevuto un’accoglienza più che positiva. Ti aspettavi un risultato così?
Sinceramente dopo tutti i sacrifici che ho fatto mi aspettavo andasse bene. Doveva andare bene! Rolling Stone ha dato 4/5, Wired ha scritto una recensione ottima, ho ricevuto richieste di interviste, ho visto parecchie recensioni che stanno girando tutte positive e tante persone, specialmente sconosciute, che non ho mai visto né sentito prima d’ora, mi fanno i complimenti e spero che l’attenzione continui a crescere. Itero Perpetuo è un buon lavoro: è naturale ed è sincero, sono io, senza pretese. Sono felice che persone come gli Eris siano riusciti a capire la mia arte ed è soprattutto merito loro, che hanno saputo apprezzarmi e mi hanno dato carta bianca. Quindi, in realtà, le vere rockstar sono loro, i miei editori.

Se dovessi fare una previsione, come vorresti che si evolvesse la scena del fumetto in futuro?
Stanno venendo fuori molti ragazzi e ragazze bravi, grazie anche a cose come Adventure Time. Io continuo a confidare nella rinascita del fumetto “from” la gente pazza e malata come me, perché in giro c’è ne parecchia e molto brava, che fa cose pazze e fuori di testa. Sono convinto che un giorno i “graphic novel” torneranno a essere “fumetti” fatti da persone folli e finalmente si potrà dire “è uscito il nuovo fumetto di…” senza usare la parola “graphic novel”. Oggi come oggi, le persone più giovani di me, che facciano fumetti o meno, hanno bisogno di un fumetto pazzo, colorato e in vena del non-sense, piuttosto che di una storia strappa lacrime (o una lacrima storie strappa). In fondo, almeno per me, il fumetto è un’evasione per accedere a mondi che tu non vedresti mai, nemmeno nella tua testa. Perciò perché sprecare un potenziale così alto? La guerra e lo schifo umano ci saranno tutti i giorni, i problemi mediocri anche, tutti lo sappiamo benissimo, quindi prima che arrivi l’olocausto nucleare ad annientarci tutti penso sarebbe meglio godersi un bel po’ di spensieratezza e viaggiare e perdersi nella psichedelia e nella follia controllata, quella buona.

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Futuro di un’avanguardia striminzita – Categoria: Incubi

Presenterai Itero perpetuo alle prossime fiere del fumetto in Italia?
Certo che sì! Quest’anno sarò a Treviso e a Lucca! Sono già stato a Napoli al Comicon per l’anteprima di Itero Perpetuo, ed è stata un’ esperienza molto bella. Anche Treviso deve essere molto figa, ma io sono curioso di vivere i giorni di fiera a Lucca come autore e non vedo l’ora che arrivi.

Ultima piccola curiosità di rito: hai già un nuovo progetto in cantiere? C’è qualche altro artista o fumettista con cui ti piacerebbe collaborare?
Ultimamente sto lavorando ad un nuovo progetto, un nuovo graphic novel, che rispetto ad Itero Perpetuo sarà più “cresciuto”. Non sarà musica veloce e urlata, ma avrà un’anima più “semplice”, lenta ma molto più pesante e violenta. Inoltre sarà a colori, quindi potrò dare libero sfogo alla pazzia e al bagno di sangue di follia che sarà (per chi un giorno lo leggerà). Inoltre sarà ancora più psichedelica ma con una cornice da fiaba. Sto anche lavorando a nuove illustrazioni che riprendono lo stile della copertina di Itero Perpetuo, mixando figure umane, in questo caso graziose fanciulle (perché le donne sono la cosa più bella del mondo) ma anche poliziotti in divisa antisommossa, armi e mitragliatori. Fanciulle graziose e tizi bardati e armati di M16, coerenza da Adam Tempesta, tutto avvolto in un delirio di elementi organici e colori psichedelici. Inoltre sto cercando di spingere molto anche sui dipinti su carta. Ho trovato un’illustratrice spagnola che lavora con i collages e vorrei fare qualcosa con lei in un futuro non troppo distante.
Sinceramente non ho mai pensato all’eventualità di collaborare con ragazzi o ragazze fumettisti. Per il momento come Lord Baelish mi sto pianificando l’ascesa all’Iron Throne e nessuno di loro rientra nei miei piani… però sento che potrei davvero divertirmi a creare una sorta di fumetto iper-malato, una vera mostruosità fumettistica. Conosco un bel po’ di ragazzi e ragazze (che internamente odio per la loro bravura) con cui adorerei lavorare e so che mi divertirei parecchio. La maggior parte, però, non sono dei fumettisti, sono persone normali.

Ringrazio ancora una volta Adam, la benedizione del Metallo, Eric, il polletto antropomorfo e tutti gli altri mostrini, incubi e visioni e vi ricordo che per vedere altri disegni ed illustrazioni di Adam Tempesta, potere visitare il suo sito oppure seguire la sua pagina Facebook o Instagram.

Carla De Felice

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L'unico vero realista è il visionario.



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